UN PROGETTO DI
15 Aprile 2026
12:10

Le associazioni campane incontrano l’assessora al benessere degli animali. Le priorità: “Tutela e azioni concrete”

Per la prima volta la Regione Campania ha istituito un assessorato dedicato al benessere e alla tutela degli animali e per la prima volta l'assessora Zabatta ha incontrato le associazioni: "Non si faranno miracoli ma azioni concrete su punti essenziali e mirati per superare situazioni ormai inaccettabili"

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I rappresentanti di alcune associazioni che hanno partecipato all’incontro con l’assessora regionale al benessere degli animali in Campania

In Campania, fino alle ultime elezioni, non c'era mai stato un assessorato regionale al Benessere e alla tutela degli animali. Precedentemente all'elezione dell'attuale presidente Roberto Fico, in Regione la gestione delle problematiche relative al mondo animale erano affrontate attraverso deleghe.

Il lavoro fondamentale portato avanti nell'ultima legislatura dalla consigliera Roberta Gaeta che aveva avuto appunto la delega per gestire le problematiche rispetto a questo settore, ha fatto sì che la nuova compagine di maggioranza, grazie anche alla sensibilità di Fico su  queste tematiche, portasse all'attribuzione a Fiorella Zabatta tra i suoi vari incarichi (tra cui anche la Protezione civile) di occuparsi degli animali sul territorio campano.

E Zabatta ha affrontato lunedì scorso la prima prova sul campo, ovvero un incontro organizzato proprio da Gaeta con alcune associazioni animaliste rappresentative e provenienti da diverse provincie campane. I temi che sono stati maggiormente rappresentati riguardano vari aspetti della vita degli animali e in particolare è emerso uno stato drammatico delle condizioni in cui vivono i gatti liberi in Campania, in tutte le provincie, la necessità di dare più spazio all'affidamento alle associazioni dei canili pubblici, l'assenza di presidi sanitari pubblici per la salute degli animali d'affezione e il contrasto ai circhi che ancora utilizzano animali nei loro spettacoli.

Ciò che è emerso non è nuovo a chi è addentro alle problematiche del mondo animale: il lavoro sul territorio è infatti del tutto a carico dei volontari, in quella che viene rappresentata all'assessora dai vari interlocutori come "una completa assenza delle istituzioni".

L'emergenza gatti, uno stato di difficoltà perenne e senza soluzione di continuità

Anna Maria Capuozzo, in rappresentanza dell'associazione "L'emozione non ha voce", Maria Rosaria Genovese e Lina Silvestri dell’associazione "Baffo scugnizzo", Francesca Rusciano, garante dei diritti degli animali del Comune di Napoli ma presente nelle vesti di presidente dell'associazione oasi felina di Quarto, Adriana Giusti delegata ANCI Campania e garante dei diritti degli animali di Caserta e altri rappresentanti del mondo felino hanno messo in luce la costante difficoltà e anche il dispendio economico del tutto personale che i volontari impiegano nella sterilizzazione dei gatti, visti dagli enti pubblici come un "problema minore" rispetto a quello dei cani e solo perché "non rientrano in ipotesi di incolumità pubblica".

Questa impostazione, ovvero la carenza di supporto adeguato anche solo proprio nelle fasi di cattura e cura degli animali, contrasta anche con il concetto di "salute unica" visto che la mancanza di monitoraggio comporta anche la possibilità di problematiche legate all'igiene pubblica. Altro elemento è pure un costante astio nei confronti genericamente di chi cura i gatti a fronte di persone disorganizzate che gli danno da mangiare senza avere alcuna competenza rispetto a come vanno gestite le colonie.

La questione della mancanza di ambulatori pubblici, il caso di Avellino

Di fronte all'assessora sono state portate ben 5000 firme raccolte in un mese ad Avellino. Per descrivere una situazione che riguarda in realtà tutto il territorio, erano presenti Sara Spiniello, presidente della 12ª Commissione tutela e diritti degli animali dell'intergruppo parlamentare "Sviluppo Sud, aree fragili e isole minori" e le rappresentanti di Leida Avellino Rifugio Cuori Randagi e OIPA Serino.

Come ha spiegato Spiniello "si tratta della prima volta in assoluto che la città di Avellino è presente, con una propria delegazione strutturata, a un confronto istituzionale in Regione Campania dedicato alla tutela degli animali: un passaggio che segna un cambio di passo nella rappresentanza del territorio su questi temi".

Le firme sono state raccolte per evidenziare quanto accade in una realtà locale ma che è assolutamente paragonabile a tutto il territorio nazionale e non solo campano, in fondo: l'assenza di presidi pubblici di ospedali veterinari. Stessa problematica, infatti, è emersa anche dalla testimonianza diretta di Maria Rosaria Ceglia, presidente dell'associazione Zoe di Pomigliano D'arco.

"Chiediamo l'apertura di una clinica veterinaria attiva ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, nel capoluogo irpino, e il potenziamento del numero verde regionale Campania dedicato al soccorso degli animali in difficoltà", è stato spiegato per quanto riguarda l'avellinese e le associazioni hanno anche sottolineato che attualmente esiste una struttura a Monteforte Irpino che è chiusa da sempre, ovvero da quando sono terminati i lavori in cui vi sono macchinari e sale dedicate proprio al soccorso degli animali in difficoltà ma che non è stata mai resa operativa per "mancanza di personale".

Il randagismo e la scorretta gestione dei canili

Aste al ribasso e appalti a privati. Sono questi i nodi di quella che puntualmente viene definita "emergenza dei canili" ma che le associazioni mettono in luce sotto un altro aspetto, volendo sottolineare che la parola emergenza è fuorviante considerando che ci sono delle leggi che devono e possono essere cambiate.

Ciò su cui Gianna Senatore ad esempio, presidente dell'Associazione zoofila nocerina e responsabile del canile di Nocera Inferiore in provincia di Salerno, e PierAngelo Fontana che ha gestito per tanto tempo il canile di Piedimonte Matese ed è presidente dell’associazione Gruppo Mascherina odv, hanno evidenziato – a nome anche delle altre associazioni presenti che concordano – è che continuare a affidare gli appalti a imprenditori e non alle associazioni non consente una gestione davvero rivolta al benessere dei cani ma diventa una gara al ribasso per ottenere finanziamenti pubblici.

"La chiusura di piccole realtà locali per difficoltà economiche da parte dei volontari – ha precisato Senatore – sta portando verso un estate in cui noi che siamo operativi ogni giorno ci rendiamo conto che sarà drammatica in merito a abbandoni e dunque accessi nei canili".

Il problema emerso, infatti, riguarda anche l'attuale scenario legislativo: solo le associazioni iscritte a un determinato registro regionale campano possono accedere ai bandi e, attualmente, ce ne sono solo sette che rispondono a questo criterio a fronte poi dell'istituzione da anni del RUNTS, ovvero il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, che praticamente in Campania non conta nulla visto che l'unico riferimento normativo rimane il registro locale.

Un altro punto sollevato da Fabrizio Procopio, dell'associazione AMPA di Napoli, è stato il tema del maltrattamento dei cani soprattutto e la difficoltà di interventi efficaci a fronte di denunce da parte dei cittadini per portare via gli animali ridotti in condizione di degrado o detenuti in situazioni di vera e propria violenza, nonché utilizzati nei combattimenti clandestini.

Come delicato rimane il tema delle adozioni, strutturate con percorsi consapevoli a fronte di figure professionali adeguate, come educatori e istruttori cinofili come sottolineato dai presenti, tra cui Arianna Cavallo, volontaria che si occupa di trovare famiglie a cani abbandonati secondo appunto percorsi con incontri finalizzati alla corretta conoscenza degli animali con le persone che potrebbero diventare il loro riferimento.

I circhi: fare ciò che è possibile per osteggiare la presenza di quelli che usano animali sul territorio locale

Patrizia Colone, dell'associazione "Attenti al cane" di Napoli da tempo si impegna per sensibilizzare la cittadinanza sull'utilizzo da parte dei circhi degli animali negli spettacoli. "Consapevoli che c'è una legge nazionale che lo vieta ma che manca ancora il decreto attuativo, chiediamo alla Regione di mettere in atto politiche concrete per osteggiare la presenza di questo genere di manifestazioni".

Il punto rimane infatti una "ferita aperta" per chi è sensibile al dato di fatto che gli animali vengono impiegati per un business che risulta del tutto anacronistico e che ha portato sempre di più centinaia di migliaia di cittadini ad allontanarsi da un certo ambiente circense che ancora non ha cambiato l'offerta e continua a mostrare animali in gabbia o sottoposti a ore di show.

La ferita aperta è quella di un decreto attuativo della legge delega n. 106 del 2022 che appunto non è mai stata attuata, rinviata per la terza volta anche dall'attuale Governo, con una decisione dell'attuale ministro della Cultura Giuli che ha rimandato al 31 dicembre di quest'anno ancora una volta l'attuazione.

Zabatta: "Non faremo miracoli ma ci impegniamo su cose concrete"

La mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni all'affidamento a chi davvero vuole tutelare gli animali è stato il leit motiv dell'incontro, fondamentalmente, a cui l'Assessora ha dovuto rispondere nel confronto pubblico con le associazioni presenti.

"Ho ascoltato le vostre istanze, non possiamo fare miracoli ma come Assessorato ci impegniamo da subito e  attivamente su determinati temi come il contrasto al randagismo, le sterilizzazioni e il coinvolgimento degli enti pubblici su tutti questi aspetti: passare all'azione è il mio obiettivo", ha precisato Zabatta, ricordando che ha già messo in atto diverse azioni. E' operativo infatti un tavolo tecnico per la questione dei sequestri degli animali, altro argomento spinoso rispetto a dove poi sono ospitati gli animali quando si riscontrano reati di maltrattamento e proprio Roberta Gaeta sta lavorando ad una delibera sulla questione dei circhi che a breve sarà portata in Giunta per l’approvazione.

"E' indispensabile potenziare il ruolo delle ASL veterinarie e aumentare i controlli capillari sul territorio – ha aggiunto l'assessora – bisogna sostenere fattivamente il lavoro dei volontari e risolvere dei nodi che da troppo tempo sono stati poco considerati. Ora è il tempo di agire".

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Il gruppo di lavoro con Roberta Gaeta

Tutte le associazioni presenti hanno voluto sottolineare la necessità e l'importanza della continuità con quanto fatto da Roberta Gaeta. "Negli anni ho costruito un percorso di ascolto costante con associazioni, operatori, istituzioni e territori – spiega l'ex consigliera regionale . che ha consentito di condividere obiettivi e ottenere risultati concreti. Oggi metto a disposizione della Regione e dell’Assessorato questo patrimonio di esperienze e di lavoro. Sono consapevole che molto resta da strutturare: per questo è fondamentale uscire dalla logica delle emergenze e costruire interventi stabili, continuativi e programmati nel tempo. Solo così si possono ottenere risultati realmente efficaci e duraturi".

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