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5 Ottobre 2026
16:07

Dall’Artico alla Patagonia in bici ripercorrendo la migrazione del chiurlo piccolo americano

L'ecologo Timm Döbert e l'atleta Leanna Carriere stanno attraversando le Americhe in bici seguendo la rotta migratoria del chiurlo piccolo americano: 30mila km dall’Artico alla Patagonia per raccontare la sua straordinaria migrazione e i pericoli che questi uccelli incontrano durante il loro viaggio.

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L'ecologo Timm Döbert e l'atleta Leanna Carriere stanno seguendo in bici la migrazione del chiurlo piccolo americano (Numenius hudsonicus). Il progetto si chiama Wings of Survival e dall’Artico porterà fino alla Terra del Fuoco, in Patagonia

Per capire quanto sia straordinario il viaggio di un uccello migratore, due ciclisti hanno deciso di provare a seguirne il percorso in bicicletta. Sono Timm Döbert, ecologo e ricercatore dell'Università dell'Alberta, e Leanna Carriere, atleta di endurance canadese. Insieme stanno attraversando le Americhe da nord a sud nell'ambito del progetto Wings of Survival, una spedizione di circa 30mila chilometri che dall'Artico canadese e dall'Alaska li porterà fino alla Terra del Fuoco, in Patagonia.

Il viaggio è iniziato il primo agosto 2026 da Prudhoe Bay, nell'estremo nord dell'Alaska. L'obiettivo è percorrere in circa nove mesi la stessa grande rotta migratoria seguita da alcuni chiurli piccoli americani, attraversando 15 Paesi e tantissimi ambienti differenti, dalle coste alle montagne, fino alle regioni più meridionali del continente. A inizio ottobre i due avevano già superato i 6.000 chilometri, dopo più di 60 giorni in sella.

È la prima volta che un essere umano segue fisicamente l'intero percorso di un uccello migratore dalle aree di nidificazione a quelle di svernamento. La missione può essere inoltre seguita in tempo reale sul sito ufficiale del progetto.

Il viaggio di Wings of Survival sulla scia del chiurlo piccolo

L'idea di Wings of Survival è nata da Timm Döbert durante gli anni della pandemia. L'ecologo voleva trovare un modo per raccontare la migrazione degli uccelli non soltanto attraverso dati e mappe, ma provando fisicamente a seguire una delle rotte più impegnative del pianeta. Insieme a Carriere, ex atleta internazionale e oggi specializzata nelle gare di endurance, ha così trasformato quell'idea in una vera spedizione scientifica e divulgativa.

Prima della partenza i ricercatori hanno catturato e dotato di piccoli dispositivi GPS cinque chiurli piccoli americani sull'isola di Chiloé, nel sud del Cile. Questi strumenti permettono di conoscere con grande precisione i movimenti degli uccelli e di seguire la loro migrazione attraverso il continente. Tre dei chiurli taggati hanno poi iniziato il viaggio verso nord e alcuni hanno raggiunto infine l'Alaska, dopo aver percorso decine di migliaia di chilometri.

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Timm Döbert e Leanna Carriere. Foto di Jacob Mamchur via Wings of Survival

L'idea è quindi quasi una gara, ma con una differenza fondamentale: i due ciclisti non vogliono naturalmente battere gli uccelli. Vogliono raccontare quanto siano straordinarie le loro capacità e, soprattutto, cosa significhi per loro attraversare un continente intero affidandosi a habitat e punti di sosta che stanno diventando purtroppo sempre più difficili da trovare.

Il chiurlo che vola dall'Alaska al Sud America

L'uccello che ha ispirato la spedizione è il chiurlo piccolo americano (Numenius hudsonicus), un limicolo tipico degli ambienti umidi e delle paludi costiere molto simile al chiurlo piccolo euroasiatico (Numenius phaeopus) presente anche qui in Europa e in Italia. Come tutti i chiurli, ha un caratteristico becco lungo e ricurvo verso il basso, usato per catturare invertebrati nel fango e nel terreno umido. È più meno grande, in linea generale, quanto una cornacchia grigia.

La sua caratteristica più impressionante è però la migrazione. Le popolazioni che nidificano nell'Artico possono spostarsi fino al Sud America in inverno, arrivando anche alle regioni più meridionali del continente. Alcuni individui percorrono quasi 30mila chilometri complessivi tra andata e ritorno ogni anno. In alcuni tratti il volo può essere estremamente lungo: uno degli uccelli studiati dal team ha percorso circa 9.000 chilometri in cinque giorni senza mai fermarsi prima di raggiungere la costa della Bassa California.

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Uno dei chiurli piccoli americani marcati dai ricercatori. Foto di Wings of Survival

Per affrontare viaggi simili gli uccelli migratori devono accumulare grandi quantità di energia, trovare lungo il percorso luoghi adatti dove fermarsi e nutrirsi (chiamati siti di stop-over) e riuscire a orientarsi attraversando ambienti molto diversi. Per questo la migrazione non dipende soltanto dall'abilità del singolo animale: dipende soprattutto dall'esistenza di una vera e propria rete di luoghi sicuri lungo tutta la rotta. Ed è proprio qui che si trova il problema.

Una rotta lunga quanto il continente

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Come altri chiurli in tutto il mondo, anche il chiurlo piccolo americano è in forte declino

Negli ultimi decenni, molte specie di chiurlo in tutto il mondo stanno affrontando un declino drammatico non ancora del tutto compreso e che ha già portato all'estinzione del chiurlottello (Numenius tenuirostris), ufficializzata nel 2025 a distanza di 30 anni dall'ultimo avvistamento accertato. Anche il chiurlo piccolo americano ha subito un forte declino della popolazione negli ultimi decenni, con un calo stimato di circa il 70% negli in appena 30 anni.

I motivi di questa crisi sono molteplici e legati soprattutto alla perdita e al deterioramento degli habitat lungo le rotte migratorie, oltre che ad altri fattori come gli effetti della crisi climatica e la pressione eccessiva della caccia in alcune aree. Proteggere un uccelli migratore significa quindi proteggere molti luoghi contemporaneamente. Non basta più conservare l'area dove nidifica nell'Artico o quella dove trascorre l'inverno in Sud America. Bisogna tutelare e ripristinare anche le zone umide, le coste e gli altri siti di sosta che utilizza durante il viaggio.

È uno dei motivi per cui seguire gli uccelli attraverso la tecnologia satellitare è così importante. I dati GPS permettono infatti di scoprire quali luoghi vengono utilizzati, quanto tempo gli uccelli vi rimangono e quali sono le rotte effettivamente percorse. Informazioni che possono aiutare i ricercatori a individuare le aree dove concentrare gli interventi di conservazione.

Pedalare per raccontare la difficile migrazione del chiurlo piccolo

Wings of Survival nasce però anche con un obiettivo educativo. Durante il percorso Döbert e Carriere incontrano comunità locali, ricercatori e persone impegnate attivamente nella conservazione della natura e portano la loro esperienza nelle scuole attraverso lezioni virtuali. Il progetto prevede inoltre anche una componente scientifica dedicata sia allo studio della migrazione degli uccelli sia alle capacità fisiche dei due ciclisti, oltre alla produzione di un documentario e altri contenuti divulgativi.

L'idea è quella di mettere a confronto la fatica di due esseri umani con quella di un uccello che pesa mediamente meno di 400 grammi e che viaggia lungo un intero continente senza bicicletta, motore o strade. È un modo per proporre una prospettiva nuova e ricordare che le migrazioni degli uccelli non sono soltanto uno spettacolo della natura, ma un fenomeno biologico fondamentale per la sopravvivenza di intere popolazioni animali.

E mentre Timm e Leanna continuano a pedalare verso sud, i chiurli fanno ciò che continuano a fare senza sosta da migliaia di anni: volare senza confini attraverso i continenti, annullando la distanza che separa l'Artico dalla Patagonia.

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