
Ogni autunno, milioni di farfalle monarca attraversano il Nord America per raggiungere i boschi del Messico, affrontando un viaggio che può superare i 4.000 chilometri. È una delle migrazioni più spettacolari del pianeta, eppure ancora oggi sappiamo relativamente poco sulle rotte seguite dai singoli insetti, su quanto riescano a volare ogni giorno e soprattutto su dove si fermino per riposare e mangiare.
Per scoprirlo, un gruppo internazionale di ricercatori sta seguendo quasi 1.750 monarca grazie a minuscoli trasmettitori alimentati a energia solare.
L'iniziativa fa parte del Project Monarch, un progetto che coinvolge ricercatori, associazioni ambientaliste e semplici cittadini di Stati Uniti, Canada e Messico. I dispositivi GPS permettono così di ricostruire gli spostamenti delle farfalle e di individuare le aree più importanti lungo il percorso migratorio, informazioni fondamentali per proteggere una specie le cui popolazioni sono diminuite drasticamente negli ultimi decenni.
Come funziona la straordinaria migrazione delle farfalle monarca

Le farfalle monarca (Danaus plexippus) sono famose soprattutto per la loro migrazione annuale, che coinvolge in particolare le popolazioni del Nord America. Alla fine dell'estate, quelle che vivono a est delle Montagne Rocciose iniziano gradualmente a spostarsi verso sud, partendo anche dal Canada meridionale e percorrendo fino a circa 4.800 chilometri per raggiungere le foreste montane del Messico centrale.
Qui trascorrono l'inverno raggruppandosi a milioni sugli alberi, in particolare sugli abeti sacri (Abies religiosa), in un'area protetta (la Riserva della Biosfera delle Farfalle Monarca) riconosciuta anche come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Le popolazioni occidentali, invece, svernano prevalentemente lungo la costa della California.
La particolarità di questa migrazione è che non viene completata da un'unica generazione. Le monarca che raggiungono il Messico appartengono a una generazione speciale, in grado di sopravvivere fino a otto o nove mesi, molto più delle generazioni estive, che invece generalmente poche settimane. In primavera, quindi, quando queste farfalle ripartono verso nord, si riproducono e muoiono durante la migrazione, lasciando alle generazioni successive il compito di proseguire il viaggio a tappe.
Sono perciò i loro discendenti, diverse generazioni dopo, a tornare poi nuovamente verso sud e a raggiungere i luoghi di svernamento che non hanno mai visto prima. Per orientarsi, le monarca utilizzano soprattutto la posizione del Sole, insieme a un orologio biologico interno che permette loro di correggere la rotta durante il viaggio.
I minuscoli trasmettitori che seguono le farfalle durante il viaggio

Per studiare questa incredibile migrazione, i ricercatori stanno utilizzando piccoli trasmettitori sviluppati dall'azienda Cellular Tracking Technologies. Pesano appena 60 milligrammi, sono alimentati a energia solare e possono essere rilevati attraverso semplici dispositivi elettronici, inclusi i comuni smartphone. I trasmettitori vengono applicati con una piccola quantità di adesivo sul corpo delle farfalle, selezionando solo gli insetti più grandi e robusti, generalmente con un peso superiore ai 400 milligrammi, per evitare di danneggiarli o fargli del male.
Il sistema non funziona però esattamente come un GPS: non registra continuamente la posizione della farfalla, ma permette di individuare i luoghi in cui il suo segnale viene intercettato. Combinando le diverse rilevazioni, gli scienziati possono poi ricostruire parti del percorso, stimare gli spostamenti e individuare le zone in cui gli insetti sostano.
I primi risultati stanno già riservando diverse sorprese. Una monarca partita dallo Utah, a ovest delle Montagne Rocciose e quindi in teoria destinata a svernare in Califronia, è stata invece rilevata mentre raggiungeva le aree messicane utilizzate dalle popolazioni orientali. Altre hanno invece seguito la costa atlantica degli Stati Uniti fino alla Florida, per poi attraversare il Golfo del Messico.
Dall'inizio della migrazione autunnale del 2026, circa 175 farfalle dotate di trasmettitore sono già state rilevate in Messico e tutti possono seguire la migrazione e il monitoraggio grazie a una specifica app per smartphone, oltre che sul sito web del progetto. Sono informazioni preziose, anche se i ricercatori sottolineano che la tecnologia presenta ancora alcuni limiti: una rilevazione non garantisce che l'animale sia ancora vivo e saranno necessari ulteriori studi per valutare eventuali effetti dei dispositivi sul suo comportamento.
Conoscere le rotte per proteggere una migrazione sempre più a rischio

Uno degli obiettivi principali del progetto è individuare i luoghi in cui le monarca si fermano per mangiare e riposare durante la notte. Particolare attenzione è rivolta soprattutto al Texas, attraversato ogni anno da una parte consistente delle popolazioni orientali durante il viaggio verso il Messico.
Qui le farfalle possono seguire percorsi differenti a seconda delle condizioni ambientali e della disponibilità di acqua, di fiori ricchi di nettare e alberi su cui riposare. Individuare queste aree significa perciò poter intervenire per proteggerle o eventualmente ripristinarle.
Le popolazioni migratrici di monarca sono infatti in forte difficoltà. Dalla metà degli anni 90, quelle orientali hanno subito un declino superiore all'80%, mentre quelle occidentali sono diminuite addirittura di circa il 95%, secondo le stime riportate dai ricercatori. Tra le principali minacce ci sono la perdita di habitat, i pesticidi, i cambiamenti climatici e la progressiva scomparsa delle piante asclepiadacee, indispensabili per la riproduzione perché costituiscono l'unica fonte di nutrimento per i bruchi.
Grazie ai nuovi trasmettitori, gli scienziati sperano quindi di comprendere meglio quali territori sono davvero indispensabili per la sopravvivenza delle monarca e dove concentrare gli interventi di conservazione. Perché proteggere questa migrazione non significa soltanto salvaguardare le foreste messicane in cui le farfalle trascorrono l'inverno, ma anche e soprattutto tutelare la lunga rete di siti e habitat usati durante il viaggio dagli insetti e che attraversa ben tre Paesi e migliaia di chilometri.
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