
Le calamità naturali che affliggono il mondo si susseguono anno dopo anno. Ci sono volontari che hanno seguito i peggiori disastri che hanno colpito l'umanità e le altre specie nel corso del tempo, con gli animali che si sono ritrovati sempre come gli "ultimi degli ultimi" quando si tratta di interventi che richiedono un grande spiegamento di forze. Ne è testimonianza recente il terribile terremoto che ha scosso il Venezuela, dal quale sono arrivate però anche immagini potenti di soccorritori impegnati a recuperare cani sopravvissuti sotto le macerie o di persone che hanno messo in salvo da sole i propri animali.
Ad intervenire sul tema è Humane World for Animals, organizzazione internazionale che più volte è intervenuta in caso di disastri in tutto il mondo, dall'uragano Katrina di oltre 20 anni fa, durante il sisma nel paese latino americano e anche per il caso del super tifone Sinlaku che ad aprile ha colpito l'arcipelago delle Marianne. Gli operatori nei luoghi dei disastri, secondo l'organizzazione, "hanno constatato più volte che il benessere delle persone è strettamente legato al benessere dei loro animali". Sono decine di migliaia gli interventi che sono stati fatti in situazioni di crisi e ricordate nel comunicato diffuso in cui si citano anche altri scenari come gli uragani e i tornado in Nord America, i terremoti in Turchia, le alluvioni in India e gli incendi boschivi in Australia, Hawaii e Los Angeles dove si è operato "per preservare il legame tra uomo e animale attraverso azioni di preparazione, salvataggio e intervento".
Traendo dunque spunto dall'esperienza sul campo, Humane World for Animals ha identificato quattro aree operative che sono state messe in atto in condizioni di calamità:
- Operazioni di ricerca e soccorso per ritrovare animali rimasti bloccati o intrappolati da alluvioni, macerie, incendi e altro ancora.
- Fornire assistenza veterinaria essenziale e forniture per animali domestici, che in genere includono l'allestimento di cliniche veterinarie temporanee e punti di distribuzione.
- Sostenere l'assistenza agli animali in situazioni di emergenza, contribuendo alla creazione, al supporto e alla gestione di rifugi temporanei.
- Trasporto di animali già pronti per l'adozione dai rifugi nelle zone colpite a gruppi di soccorso e rifugi con capacità sufficiente, situati lontano dalla zona del disastro. Fornire sovvenzioni di emergenza ai gruppi partner sul territorio.
E da questi punti hanno realizzato una lista delle attività da pianificare per agire nel miglior modo possibile in caso di disastri naturali, rivolgendosi direttamente alle persone di riferimento per chiarire quali sono i passaggi più importanti per salvare i propri animali domestici:
- È fondamentale elaborare un piano di emergenza che includa anche i vostri animali prima che si verifichi un disastro. Tale piano dovrebbe prevedere luoghi in cui poter evacuare con i vostri animali e individuare un amico, un vicino o un familiare di cui i vostri animali si fidino, a cui affidare una chiave nel caso in cui rimaniate bloccati o impossibilitati a tornare a casa.
- Ricorda, se non è sicuro per le persone, non è sicuro nemmeno per gli animali . Non dare mai per scontato di poter tornare a casa a prendere i tuoi animali domestici. Se evacui, porta con te i tuoi animali.
- Preparate un kit di emergenza per la vostra casa che includa anche i vostri animali domestici , con tanto di certificati di vaccinazione aggiornati, cibo, provviste e farmaci per diversi giorni, targhette identificative ben visibili da far indossare sempre agli animali e tutto il necessario per contenerli ed evacuarli in sicurezza, come gabbie e guinzagli.
- Preparate un piano per gli animali di grossa taglia. L'evacuazione di animali di grandi dimensioni può essere complessa. Seguite questi consigli per elaborare un piano per equini e animali da fattoria.
In Italia, recentemente, è diventato operativo il nuovo piano nazionale della Protezione Civile che include anche le indicazioni ai volontari rispetto proprio alla salvaguardia degli animali. La nuova regolamentazione sancisce obbligatoriamente, e per la prima volta a livello nazionale, che gli operatori della Protezione civile devono occuparsi in caso di calamità "o eventi di origine antropica" anche degli animali presenti sul territorio.