
Non è la prima volta che accade che durante una catastrofe come il terremoto che ha devastato il Venezuela a sorprenderci siano le immagini di persone che rischiano la vita mettondo in salvo i propri animali domestici.
Questa volta il video arriva da Caracas e mostra un signore che scappa dal palazzo in cui abita, tenendo in braccio i suoi due Beagle durante una delle due devastanti scosse consecutive di magnitudo 7.1 e 7.5 che hanno colpito la costa settentrionale del Paese mercoledì 24 giugno 2026.
Di lui e dei suoi cani si sa poco, anche scandagliando i media locali si trovano solo le immagini e l'aspetto che più viene sottolineato è la forza della persona, definita di una certa età, che è tornato indietro per andare a recuperare i due animali e metterli in salvo, mentre intorno a lui le persone lo incitano a fare attenzione e a velocizzare l'allontanamento dal palazzo che sta franando.
Fin qui la cronaca di uno spaccato di una tragedia che sta colpendo un'intera popolazione, con un bilancio attuale di 235 morti e migliaia di dispersi. Questo video, però, ci racconta molto altro e ci consente di riflettere sulla relazione tra persona e cane: sull'importanza che ha il rapporto che si stringe con quello che è considerato parte della famiglia, sul non lasciare indietro nessuno di fronte a un pericolo così concreto e reale come un terremoto e anche sul perché ci sorprendiamo di fronte a queste immagini.
La risposta è già in queste prime osservazioni: la vita con un cane significa, quando è vissuta con rispetto e profondità, avere la possibilità di far parte della Storia. Di una storia, in particolare, che secondo gli studi più recenti va avanti da 30, 40 mila anni e che fa parte di quella che è stata definita da esperti e scienziati una vera e propria co evoluzione: l'unica tra due specie in tutto il mondo. Cane e umano, infatti, sono protagonisti di un legame le cui radici si perdono nella notte dei tempi, arrivando a condividere processi neuronali e biologici molto simili. I Beagle di Caracas e il loro umano di riferimento sono la fotografia attuale delle prime incisioni rupestri che si trovano nelle grotte del pre Neolitico (tra il 7000 e il 5500 a.C) di Shuwaymis e Jubbah, situati in una regione montuosa e desertica nel nord-ovest dell'Arabia Saudita, in cui i nostri antenati già rappresentavano accanto a loro un solo animale: il canis lupus familiaris e dall'altra parte c'erano tutti gli altri esseri viventi da cacciare, da cui proteggersi e così via.

L'altro episodio che ha colpito l'opinione pubblica mondiale è avvenuto nella zona di Pinto Salinas, dove i soccorritori sono riusciti a estrarre un cane vivo dalle macerie degli edifici crollati. Il momento è stato condiviso dal giornalista venezuelano Román Camacho ed è diventato rapidamente virale sui social media come quello dell'anziano con i Beagle.
Il quotidiano venezuelano El Tribuno ha inserito la storia di questo video e un'altra di salvataggio sempre tra le macerie come simboli di speranza e di amore incondizionato nel mezzo del disastro umanitario che sta colpendo il nord del Paese e non a caso: il legame con il cane ci richiama alla nostra più profonda umanità, nel senso migliore di questo termine che emerge in situazioni drammatiche come quelle che stanno colpendo la popolazione del Venezuela tutta, animali compresi.
