
Una vipera che vive tra le montagne rocciose e gli ambienti aridi della Penisola Arabica è stata vista mentre faceva qualcosa di decisamente insolito per un serpente della sua specie: catturava e mangiava pesci rimasti intrappolati nelle pozze d'acqua. È la vipera dell'Oman (Echis omanensis) e, come descritto in uno studio pubblicato sulla rivista Ecology and Evolution, nessuno l'aveva mai vista prima d'ora catturare e mangiare pesci.
La vipera Echis omanensis è una specie velenosa diffusa soprattutto nelle regioni montuose dell'Oman settentrionale e degli Emirati Arabi Uniti. Appartiene al genere Echis, quello delle cosiddette vipere "saw-scaled", chiamate così per le particolari squame carenate sui fianchi che possono essere sfregate tra loro producendo un caratteristico suono crepitante quando il rettile si sente minacciato.
La sua dieta è composta principalmente piccoli vertebrati terrestri, ma può cambiare molto in base a ciò che offre l'ambiente e la stagione. Nei cosiddetti wadi – i letti dei corsi d'acqua che attraversano le regioni desertiche e che possono riempirsi dopo le piogge – queste vipere cacciano per esempio anche i rospi arabi (Sclerophrys arabica). C'è da dire che già in passato era stato ipotizzato che potessero approfittare anche dei pesci rimasti intrappolati nelle pozze in prosciugamento, tuttavia mancavano osservazioni certe di questo comportamento.
Due vipere a pesca nelle pozze d'acqua

Quelle prove sono finalmente arrivate grazie a due incontri avvenuti negli Emirati Arabi Uniti. Il primo risale al maggio del 2023, nel Wadi Shawka, nell'emirato di Ras al-Khaimah. Qui i ricercatori hanno avvistato una vipera adulta parzialmente nascosta tra le rocce, a circa 30 centimetri dall'acqua. Aveva già in bocca un piccolo pesce ciprinide, appartenente alla specie Garra barreimiae, e poco dopo lo ha inghiottito per intero in circa un minuto.
Ancora più interessante è però l'avvistamento del giugno 2025 nel Wadi Wurrayah, a Fujairah. Questa volta gli studiosi hanno infatti potuto seguire l'intera sequenza di caccia. Una vipera si è avvicinata a una pozza che si stava prosciugando, piena soprattutto di piccoli pesci e girini. Una volta raggiunta l'acqua, il serpente ha cominciato a esplorare l'ambiente muovendo frequentemente la lingua e reagendo ai movimenti dei pesci. Dopo un primo tentativo fallito, ne ha poi catturato uno e ha iniziato a inghiottirlo ancora vivo, partendo dalla coda.

Il comportamento sembra essere legato soprattutto alle particolari condizioni dei wadi. Durante le piogge questi corsi d'acqua possono riempirsi e permettere così ai pesci di spostarsi e riprodursi. Quando però l'acqua diminuisce, molti pesci rimangono concentrati in piccole pozze poco profonde o addirittura ammassati anche in grandi quantità mentre queste si prosciugano completamente. In quel momento diventano così prede relativamente facili anche per un serpente velenoso terrestre. Secondo gli autori, quindi, i pesci potrebbero rappresentare per alcune popolazioni di Echis omanensis una risorsa alimentare opportunistica e stagionale molto importante e rimasta finora sottovalutata.
Le vipere sono più flessibili e opportuniste di quanto pensassimo

Non significa naturalmente che la vipera dell'Oman si sia trasformata improvvisamente in un serpente specializzato nella pesca, come per esempio le nostre natrici o bisce d'acqua. Piuttosto, queste osservazioni dimostrano quanto possa essere flessibile nel cogliere le opportunità offerte dall'ambiente. Siamo infatti abituati a pensare ai rettili come animali quasi "meccanici" e scarsamente flessibili di fronte a situazioni nuove o impreviste.
Mangiare pesci, del resto, non è un "piatto" completamente sconosciuto tra le vipere. Passando in rassegna la letteratura scientifica, gli stessi autori hanno infatti individuato almeno 14 specie diverse della famiglia Viperidae per le quali esistono segnalazioni di piscivoria, cioè il consumo di pesci. Si tratta però generalmente di comportamenti occasionali rari, stagionali o legati a condizioni ambientali molto particolari.

Ed è proprio questo uno dei punti più interessanti dello studio. Vedere un serpente cacciare e mangiare in natura non è semplice; assistere poi alla cattura e al consumo di una preda inusuale e disponibile soltanto in determinati periodi lo è ancora meno. Anche poche osservazioni, quindi, possono perciò aggiungere un tassello importante alla conoscenza dell'ecologia di una specie. Persino in quelle che pensiamo già di conoscere bene.