
La stagione delle nascite è arrivata anche per i serpenti a sonagli e questa volta a raccontarla non sono soltanto gli erpetologi, ma migliaia di persone collegate da tutto il mondo. Un esperimento chiamato Project RattleCam, un progetto di ricerca e divulgazione scientifica, trasmette infatti in diretta streaming su YouTube la vita dei serpenti a sonagli in natura in diversi stati americani.
L'iniziativa va ormai avanti da anni e recentemente ha mostrato per la prima volta la nascita dei piccoli, le prime esplorazioni e le cure delle madri, permettendo così di osservare comportamenti che normalmente rimangono nascosti. Ma il vero successo di questo esperimento è anche e soprattutto come il pubblico che osserva i serpenti in streaming sta cambiando idea su ciò che pensa di questi rettili, troppo spesso vittime della disinformazione e dei pregiudizi.
Una finestra sulla vita segreta dei serpenti a sonagli
Project RattleCam è nato nel 2021 dalla collaborazione tra la California Polytechnic State University e il Dickinson College. L'obiettivo è semplice: collocare telecamere in luoghi frequentati dai serpenti a sonagli e trasmettere ciò che accade senza interferire con gli animali.
Le prime immagini sono arrivate dalla California, poi nel 2024 è stata aggiunta una telecamera in Colorado, in una grande area utilizzata dai serpenti per trascorrere l'inverno e riprodursi. Nel 2026 il progetto si è poi esteso alla Pennsylvania. Le videocamere permettono così sia al pubblico di osservare gli animali sia ai ricercatori di studiarne il comportamento per lunghi periodi, senza la presenza continua dei ricercatori sul campo.
Ed è proprio la possibilità di osservare gli stessi individui per giorni e settimane a rendere questo progetto particolarmente interessante. Nel corso delle dirette sono infatti stati osservati, per esempio, corteggiamenti, combattimenti tra maschi, interazioni tra madri e piccoli e altre forme di comportamento sociale.
Nascite e cure parentali trasmesse in diretta streaming
Tra le protagoniste per esempio c'è Iris, una femmina di cinque anni osservata per la prima volta nel 2021 quando era ancora una giovane serpente in California e che oggi ha dato alla luce a sua volta dei piccoli. Le nuove telecamere hanno inoltre permesso di osservare per la prima volta i piccoli di serpente a sonagli fasciati (Crotalus horridus) appena nati in Pennsylvania, dove la stazione di ripresa è stata attivata lo scorso maggio.
Le prime osservazioni dei neonati sono avvenute il 30 luglio in California, l'11 agosto in Colorado e l'8 settembre in Pennsylvania. Solo in Colorado sono stati osservati più di 60 piccoli serpenti. In California e Colorado gli spettatori hanno potuto assistere anche a parti avvenuti proprio davanti alla telecamera. Ma forse ancora più interessante della nascita è ciò che accade nei giorni successivi.
Le telecamere hanno infatti permesso di osservare le madri insieme ai piccoli, mentre questi ultimi imparano a regolare la temperatura corporea al sole e iniziano a esplorare l'ambiente. I ricercatori stanno studiando anche il cosiddetto cuddling, cioè il comportamento con cui i piccoli si stringono agli adulti. Potrebbe avere una funzione protettiva: i giovani serpenti, infatti, sono più vulnerabili ai predatori rispetto agli adulti.
Ma Project RattleCam non è soltanto un esperimento di ricerca. È anche e soprattutto un esperimento sulla percezione che abbiamo di questi animali.
Dalla paura al rispetto, come le dirette streaming cambiano la percezione dei serpenti

Anche i serpenti a sonagli, come tutti i serpenti velenosi e purtroppo non solo, sono tra gli animali che più facilmente suscitano paura e repulsione. Nell'immaginario collettivo vengono spesso associati all'aggressività e al pericolo, anche se nella realtà il morso è generalmente una risposta difensiva a una minaccia e non un comportamento finalizzato ad attaccare le persone.
Osservarli per molto tempo senza rischi o interazioni con le persone permette però di vedere anche un'altra realtà: serpenti che prendono il sole, si spostano lentamente, interagiscono tra loro, partoriscono e rimangono accanto ai propri piccoli. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del progetto. Uno studio condotto dal gruppo di ricerca ha raccolto numerose testimonianze di spettatori che hanno raccontato di essere passati dalla paura al rispetto o persino all'affetto nei confronti dei serpenti.
Non significa naturalmente che guardare una diretta cancelli automaticamente la paura per un serpente velenoso. Ma conoscere un animale, come vive davvero, quali sono le sue abitudini al di là delle etichette può modificare il modo in cui lo interpretiamo. E questo può avere conseguenze concrete anche sulla sua conservazione, soprattutto per specie che vengono ancora uccise per paura o per convinzioni basate su informazioni errate.
Il successo delle webcam che trasmettono la vita degli animali

Project RattleCam si inserisce in un fenomeno molto più ampio e che negli ultimi anni sta diventando sempre più popolare, grazie soprattutto alla tecnologia e ai social media. Le dirette dedicate agli animali selvatici stanno infatti diventando sempre più diffuse e seguite, trasformando le webcam in una finestra permanente sulla natura. Tra le più popolari ci sono soprattutto quelle dedicate agli uccelli nei loro nidi.
In Italia l'esempio più conosciuto è quello dei famosi falchi pellegrini Giò e Giulia, che nidificano sul Pirellone di Milano e che vengono seguiti ormai da anni attraverso una webcam durante la stagione riproduttiva. Intorno a questi falchi è nata una vera e propria community composta da migliaia di persone. Ma non ci sono soltanto i nidi. Diverse piattaforme trasmettono 24 ore su 24 le immagini di pozze e abbeveratoi nella savana africana, dove elefanti, giraffe, zebre, antilopi e predatori si incontrano senza sapere di essere osservati.
Il successo di queste webcam mostra quindi quanto possa essere potente anche un modo apparentemente semplice e distaccato di entrare in contatto con la fauna selvatica. A volte per diversi minuti non succede nulla, altre volte davanti alla telecamera compare improvvisamente un animale o si assiste a una scena difficile da osservare in natura. Nel caso dei serpenti a sonagli, questa possibilità ha anche un effetto ulteriore, perché permette di conoscere da vicino rettili troppo spesso perseguitati e vittime di pregiudizi.