UN PROGETTO DI
11 Maggio 2026
13:44

Il misterioso “gaping” delle megattere studiato grazie ai video pubblicati sui social

I social media aiutano gli scienziati a studiare il “gaping”, il misterioso comportamento delle megattere che spalancano la bocca senza mangiare.

Immagine
Una megattera (Megaptera novaeangliae) con la bocca spalancata

Quando una balena spalanca la bocca è facile immaginare una tipica scena di caccia: enormi masse d'acqua inghiottite insieme a banchi di krill o piccoli pesci. Eppure, a volte le megattere aprono la bocca anche quando non stanno mangiando. È un comportamento ancora poco conosciuto chiamato gaping – letteralmente bocca aperta o spalancata – e oggi gli scienziati stanno iniziando a capirci qualcosa in più anche grazie a video e fotografie pubblicati sui social media.

Un nuovo studio pubblicato recentemente sulla rivista Animal Behavior Cognition ha infatti raccolto decine di immagini e filmati condivisi online tra il 2014 e il 2025, mostrando come internet possa trasformarsi in uno strumento molto prezioso anche per lo studio del comportamento animale.

Cos'è il gaping, quando le megattere spalancano le fauci

Le protagoniste dello studio sono le megattere (Megaptera novaeangliae), grandi cetacei migratori diffusi in quasi tutti gli oceani del mondo. Negli ultimi decenni questi misticeti sono diventati molto più facili da osservare grazie alla fine della caccia commerciale alle balene e ai programmi di conservazione che hanno permesso alle popolazioni di riprendersi. Oggi tour di whale watching, diportisti e subacquei riescono spesso a filmarle anche da vicino, producendo un'enorme quantità di immagini condivise poi sui social.

Ed è proprio analizzando tutto questo materiale che i ricercatori hanno notato questo comportamento curioso: balene che aprono la bocca molto lentamente e in modo evidente, anche in assenza di cibo. Gli studiosi definiscono il gaping come l'apertura ampia della bocca al di fuori dell'alimentazione, sia sott'acqua che fuori. Non è quindi la classica "boccata" usata per catturare prede, ma un comportamento che sembra avere altre funzioni. Il problema è che nessuno sa ancora con certezza quali.

Il gaping potrebbe avere un ruolo nella comunicazione delle balene

Immagine
Il gaping subacqueo. Immagine da Pirotta et al., 2026

Secondo gli autori dello studio, il gaping potrebbe però avere diversi significati. In alcuni casi potrebbe essere una forma di comunicazione tra balene, soprattutto quando compare insieme ad altri comportamenti come schiocchi della mandibola, colpi prodotti con la bocca o movimenti della testa. In altri casi potrebbe invece servire semplicemente a "stirare" i muscoli della mandibola dopo lunghi periodi senza mangiare.

Le megattere più giovani, per esempio, potrebbero usare questo comportamento per "esercitarsi" durante la crescita o dopo l'allattamento, mentre alcune aperture della bocca potrebbero addirittura essere del tutto involontarie. Le megattere compiono infatti spesso movimenti molto energici in superficie, come colpi con il mento o grandi salti fuori dall'acqua e la forza e la velocità di questi movimenti potrebbe far spalancare la mandibola per inerzia o per il semplice effetto della gravità.

Per studiare questo fenomeno, i ricercatori non si sono però affidati soltanto alle osservazioni dirette in mare aperto. Hanno invece raccolto 66 video e fotografie pubblicati online da turisti, guide di whale watching e semplici appassionati. Analizzando le immagini, gli studiosi hanno scoperto che il gaping compare in balene di tutte le età, ma soprattutto in contesti sociali, cioè quando gli animali interagiscono tra loro. Questo rafforza l'ipotesi che il comportamento possa avere un ruolo nella comunicazione.

Social media e citizen science in aiuto ai ricercatori

Immagine
Alcune delle immagini trovate sui social e analizzate dai ricercatori. Immagine da Pirotta et al., 2026

Questo studio è anche l'ennesimo esempio di come la cosiddetta citizen science, ovvero la "scienza partecipata" da persone, spesso anche senza rendersene conto, possa contribuire alla ricerca scientifica raccogliendo tanti dati preziosi. Oggi smartphone, action cam e droni permettono infatti di documentare animali e comportamenti rari che gli scienziati potrebbero persino non riuscire a osservare mai direttamente.

Secondo gli autori, i social media stanno infatti diventando una gigantesca banca dati in tempo reale, capace di raccogliere informazioni provenienti da oceani diversi e in periodi differenti. Una quantità di materiale impossibile da ottenere con le sole spedizioni scientifiche, che richiedono tempo, fondi e personale specializzato. Ma questo studio dimostra anche un'altra cosa: persino animali molto studiati come le megattere continuano a nascondere segreti. E a volte, per scoprirli, basta il video girato da qualcuno con un cellulare durante una gita in barca.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views