
Un'ombra vola sull'acqua, poi lo sguardo si alza verso il cielo e assiste a una scena difficile da immaginare: decine di grandi uccelli in volo proprio sopra la testa. È quanto mostra un breve video girato da Francesco Colonna con la sua Action Cam nel mare di Taranto, dove il pescatore in apnea si è trovato, per pochi secondi, proprio sotto il passaggio di uno stormo di cicogne bianche in migrazione.
Il racconto dal mare: "Cento cicogne in volo sulla mia testa"
A raccontarlo a Fanpage.it è lo stesso Colonna, che si trovava al largo su una secca poco distante dalla costa: "Ero a pesca subacquea al largo di Taranto, su una secca un po' fuori dalla costa e mentre ero in acqua ho visto un'ombra sulla testa, ho capito che si tratta di uccelli, ho alzato la testa e ho visto uno stormo di cicogne che mi era appena passato sopra e dopo neanche un minuto ne è passato un altro un po' più piccolo di quello che si vede dal video".
La scena, ripresa dal basso, restituisce un punto di vista senza dubbio insolito: le sagome delle cicogne che attraversano il cielo mentre sotto c'è solo il mare. Ma non si è trattato di un singolo passaggio. Francesco Colonna racconta infatti che il flusso è durato diversi minuti.

"Tra il primo e il secondo stormo sono passati anche alcuni esemplari singoli o a piccoli gruppi e poi dopo il secondo stormo qualche altro gruppetto sempre di due tre uccelli che venivano da direzione sud-est e andavano verso il paese di Castellaneta e verso la terraferma. Più o meno in totale saranno state un centinaio di cicogne tra tutte quelle che ho visto", conclude Francesco Colonna.
Ciò a cui ha assistito i pescatore è uno dei fenomeni naturali più affascinanti del pianeta: la migrazione primaverile degli uccelli. Proprio in queste settimane, milioni di uccelli grandi e piccoli stanno infatti tornando dai quartieri di svernamento a Sud, spesso in Africa, verso i territori di nidificazione qui in Europa. Tra questi c'è anche la cicogna bianca (Ciconia ciconia), una specie di grandi dimensioni che può pesare diversi chilogrammi – un peso notevole per un volatore – e che, proprio per questo, deve gestire con attenzione il dispendio energetico durante il viaggio.
L'ornitologo: "Uno sguardo privilegiato sulla migrazione delle cicogne"
L'ornitologo della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli Rosario Balestrieri spiega più nel dettaglio cosa si vede davvero in quel video, andando oltre la suggestione: "I gruppi filmati sono attivamente in volo battuto perché sono sul mare e in mare i grossi uccelli, quelli più pesanti, difficilmente riescono a prendere le correnti ascensionali d'aria calda che sono di minore entità sul mare che sulla terra".
Le "correnti ascensionali", chiamate anche termiche, sono colonne di aria calda che si alzano dal suolo e che molti grandi uccelli veleggiatori di grandi dimensioni – come per esempio le aquile e altri rapaci – sfruttano per planare senza battere le ali, risparmiando così energia. Sul mare aperto, però, queste correnti sono più deboli o assenti. "Per cui raramente riescono a sfruttare le termiche", continua Balestrieri. "Solo alcuni uccelli ci riescono, tipo i falchi pescatori, ma tendenzialmente le cicogne non ci riescono ed è il motivo per cui utilizzano gli stretti o i ponti naturali come l'Italia per migrare tra i continenti".

Le cicogne cercano quindi di evitare le grandi distese d'acqua e preferiscono rotte migratorie che permettano loro di restare il più possibile vicino e sopra la terraferma. Quando però sono costrette ad attraversare il mare, come nel caso del Golfo di Taranto, devono necessariamente cambiare strategia. "E questo ci mostra il grande sforzo che fanno questi uccelli che pesano anche 3-4 chilogrammi nel volare a volo battuto sulle distese d'acqua", conclude l’ornitologo. "Il video ci dà una visione privilegiata dal basso di questo sforzo enorme".
È proprio questo il valore della ripresa: non solo la rarità dell'incontro, ma la possibilità di osservare da un punto di vista inedito uno dei momenti più impegnativi della migrazione. Un passaggio breve, durato pochi secondi, che però racconta molto di più: la fatica, le rotte invisibili e le strategie di sopravvivenza di uccelli che ogni anno attraversano interi continenti volando per migliaia di chilometri, proprio sopra le nostre teste.