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9 Ottobre 2026
9:26

Anche gli elefanti parlano a gesti e capiscono quando qualcuno non li ascolta

Gli elefanti africani usano numerosi gesti con la proboscide e le orecchie per comunicare, controllano se gli altri prestano attenzione e cambiano strategia quando non ottengono la risposta desiderata.

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Gli elefanti africani gesticolano soprattutto per dire "spostati" o "smettila"

Gli elefanti non comunicano soltanto attraverso barriti, brontolii e altri suoni, ma utilizzano anche un ricco repertorio di gesti per farsi capire dai propri simili, ma anche da noi esseri umani se necessario. E soprattutto, sembrano sapere quando un altro elefante sta prestando attenzione e quando invece è necessario cambiare strategia per ottenere una risposta.

È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato recentemente sulla rivista Animal Cognition, che ha analizzato per la prima volta in maniera sistematica la comunicazione gestuale intenzionale degli elefanti africani di savana (Loxodonta africana) che vivono liberi in natura.

Un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui le ricercatrici italiane delle Università di Vienna Vesta Eleuteri e Anna Letrari, ha osservato gli elefanti che vivono nei parchi nazionali sudafricani di Addo Elephant e Marakele. Durante oltre 90 ore di osservazioni, gli scienziati hanno registrato circa 840 gesti diversi, scoprendo che gli elefanti utilizzano più di 40 tipi diversi di segnali per comunicare soprattutto due messaggi: "Spostati" e "Smetti di fare quello che stai facendo".

Un singolo gesto può avere più significati per gli elefanti

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Un gruppo di elefanti africani di savana (Loxodonta africana)

I gesti vengono usati soprattutto in contesti competitivi, per esempio quando due elefanti entrano in contrasto per il cibo o per lo spazio. I pachidermi possono comunicare agitando la proboscide, allargando vistosamente le orecchie oppure combinando insieme diversi movimenti del corpo per influenzare il comportamento di un altro individuo.

L'aspetto più interessante, però, riguarda il modo in cui questi segnali vengono utilizzati. I ricercatori hanno infatti scoperto che gli elefanti controllano se il destinatario li sta guardando, adattano il tipo di gesto alla sua attenzione visiva e si aspettano una risposta. Se questa non arriva, oppure se non è quella desiderata, possono ribadire il concetto con altri segnali per cercare di raggiungere comunque il proprio obiettivo.

Sono tutti comportamenti che suggeriscono una comunicazione intenzionale, cioè gesti utilizzati non come semplici reazioni automatiche o innate, ma per ottenere un determinato risultato da un altro individuo. Questo non significa necessariamente che gli elefanti comprendano gli stati mentali dei propri simili come facciamo noi, ma dimostra una notevole capacità di adattare la comunicazione anche al comportamento e alle risposte dell'interlocutore.

Un singolo gesto può avere più significati

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Alcuni dei gesti usanti nelle interazioni conflittuali. Immagine da Eleuteri et al., 2026

Un altro aspetto interessante emerso dallo studio riguarda la flessibilità di questo linguaggio gestuale. Dei 33 tipi di gesti registrati nelle comunicazioni riuscite, ben 21, circa il 64%, sono stati utilizzati per esprimere entrambi i messaggi principali. Uno stesso gesto, quindi, può assumere significati diversi a seconda del contesto, anziché essere associato in maniera rigida a un'unica richiesta o a un solo significato.

Un esempio umano molto semplice può essere il gesto di alzare una mano con il palmo rivolto verso un interlocutore. A seconda del contesto, può significare "fermati", "aspetta", "stai lontano" oppure essere un semplice saluto. Il movimento è sostanzialmente lo stesso, ma il suo significato cambia in base alla situazione, alla persona a cui è rivolto e naturalmente agli altri segnali che lo accompagnano.

Finora repertori gestuali così ampi e flessibili erano stati documentati soprattutto nelle scimmie antropomorfe e in altri primati. Ritrovare capacità simili negli elefanti, animali evolutivamente molto distanti da noi, suggerisce perciò che almeno una in parte alcune forme articolate di comunicazione gestuale potrebbero essersi evolute in maniera indipendente in specie caratterizzate da grandi capacità cognitive e relazioni sociali complesse e molto articolate.

Un vocabolario di gesti condiviso e magari utile a ridurre i conflitti

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Capire meglio i gesti degli elefanti potrebbe anche ridurre incidenti e conflitti con le attività umane

Confrontando inoltre le due popolazioni sudafricane studiate con i dati raccolti in Kenya e Mozambico dal progetto ElephantVoices, i ricercatori hanno individuato numerosi gesti condivisi. Gli elefanti africani potrebbero quindi possedere una sorta di vocabolario gestuale comune, utilizzato anche da popolazioni diverse e geograficamente distanti.

Secondo Lucy Bates dell'Università di Portsmouth, comprendere meglio questi gesti potrebbe avere anche importanti applicazioni anche nella conservazione. La progressiva riduzione degli habitat e l'espansione umana aumenta infatti le occasioni di incontri e conflitti tra persone ed elefanti. Imparare a riconoscere i gesti con cui questi animali manifestano disagio, minaccia o la volontà di allontanare qualcuno potrebbe aiutare a prevenire incidenti e situazioni molto pericolose, sia per le persone che per gli elefanti.

Lo studio rappresenta comunque soltanto un passo ulteriore per capire sempre meglio la complessa "lingua" di questi affascinanti giganti. Gli elefanti comunicano infatti anche attraverso vocalizzazioni, contatto fisico e vibrazioni trasmesse dal terreno. Comprendere come combinano tutti questi segnali sarà fondamentale per ricostruire in maniera sempre più completa il loro complesso e articolato sistema di comunicazione.

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