
Ci sono studi scientifici che riescono a raccontarci scoperte incredibili come se fossero pagine di un romanzo, come quello che è stato appena pubblicato e da cui è emerso che gli elefanti che vivono nella regione del Monte Elgon in Kenya utilizzano piante medicinali per curarsi. Il motivo per cui alla scienza si unisce una narrazione intensa è perché la scoperta è avvenuta attraverso l'osservazione diretta degli animali e la raccolta delle testimonianze di otto esperti locali della comunità indigena Sabaot tra cui guardie forestali, un ranger in pensione e alcuni anziani.
"Gli intervistati hanno collegato le loro conoscenze tradizionali sull'uso locale delle risorse medicinali con le loro osservazioni dirette sul comportamento alimentare degli elefanti nella regione – scrivono i ricercatori – Per la prima volta negli elefanti africani della regione, segnaliamo il potenziale uso medicinale di 35 specie vegetali appartenenti a 23 famiglie, insieme a quattro tipi di suolo, minerali o argille".
Dalle testimonianze e da un monitoraggio diretto che ha avuto per protagoniste anche madri elefante che forniscono risorse medicinali ai loro cuccioli, gli esperti hanno identificato anche il tipo di piante di cui si servono i pachidermi tra cui ci sono Aloe arborescens, Bersama abyssinica, Coleus barbatus, Dombeya burgessiae, Dombeya rotundifolia, Dombeya torrida subsp. torrida, Ficus natalensis e Kuloa usambarensis.
Il monte Elgon, un massiccio vulcanico al confine tra Kenya e Uganda, offre un contesto eccezionale per studiare i comportamenti medicinali degli elefanti africani. La regione combina un'elevata biodiversità floristica con estesi sistemi di grotte che contengono depositi ricchi di minerali e argilla 51. Si ipotizza da tempo che lo sfruttamento di queste argille e di questi terreni, compresi minerali come la zeolite, da parte degli elefanti abbia scopi medicinali e il sito beneficia anche della profonda conoscenza esperienziale delle guide del parco nazionale e degli scout della fauna selvatica locale, molti dei quali sono cresciuti nella zona e hanno osservato gli elefanti per decenni.
Un aspetto molto interessante che è emerso dai questionari cui sono stati sottoposti i testimoni diretti è che diversi informatori hanno suggerito che la popolazione locale abbia acquisito conoscenze medicinali o nutrizionali osservando i comportamenti medicinali degli elefanti. La maggior parte dei partecipanti ha anche fatto riferimento alla credenza locale condivisa secondo cui le piante consumate dai pachidermi sono benefiche anche per gli esseri umani. Un testimone ha dichiarato: "I nonni ci dicevano che tutto ciò che funziona per gli elefanti funziona anche per noi e quindi possiamo seguire le loro abitudini alimentari". Un altro ha detto: "Qui la gente segue gli elefanti e cerca di mangiare ciò che mangiano loro perché crede che farà bene anche a loro". Due persone però hanno osservato che non è sempre così, poiché alcune piante mangiate dagli elefanti sono velenose per l'uomo. Gli intervistati hanno anche espresso la convinzione che umani ed elefanti si impegnino in una trasmissione di conoscenze interspecifica.
L'automedicazione non è una scoperta nuova rispetto all'uso che ne fanno non solo gli elefanti ma diverse specie. Api, primati e anche formiche sanno come curarsi e anche come prendersi cura dei loro conspecifici. E non si tratta solo di comportamenti di grooming ma di vera e propria conoscenza della medicina, tanto che le formiche ad esempio sanno essere dei bravissimi ed efficaci chirurghi.