Una startup sta sviluppando nanoparticelle da inalare per collegare il nostro cervello ai computer

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Invece di impiantare elettrodi nel cranio, la startup Subsense sta sperimentando un metodo basato su nanotecnologie inalabili grazie a uno spray nasale. Nel progetto è entrato anche Ray Kurzweil, pioniere dell’AI e noto ricercatore di Google.

Subsense è una startup della Silicon Valley specializzata nello sviluppo di tecnologie di interfaccia cervello-computer (BCI). L'obiettivo dichiarato sul sito ufficiale è quello di "liberare il potenziale umano illimitato creando interfacce cervello-computer sicure, efficaci e accessibili che migliorino la vita e ridefiniscano l'interazione tra cognizione umana e tecnologia". In pratica si cerca di creare un collegamento diretto tra il cervello umano e i dispositivi digitali, in modo da poter controllare un computer o uno smartphone con la sola attività cerebrale. È quello che Elon Musk sta cercando di fare con Neuralink, l'azienda nata nel 2016 e che ha già ottenuto successi considerevoili impiantando chip nel cervello dei pazienti. A differenza di Neuralink, Subsense ha però scelto una strada alternativa. Invece di inserire chirurgicamente gli elettrodi nella corteccia cerebrale, la startup sta studiando un sistema nel quale le nanoparticelle non vengono impiantate, ma inalate.

Nel progetto è recentemente entrato anche Ray Kurzweil, pioniere dell'intelligenza artificiale e famoso responsabile delle attività di ricerca di Google, che ha deciso di seguire la società nel ruolo di consulente.

La nanotecnologia che passa dal naso

Per costruire il ponte neurale tra macchina e cervello, Subsense sta sperimentando nuove nanoparticelle caricate elettricamente che vengono introdotte nell'organismo attraverso le vie nasali con uno spray del tutto simile a quello che viene utilizzato per alleviare i sintomi di un brutto raffreddore. Le particelle dovrebbero raggiungere il cervello passando attraverso il nervo olfattivo, responsabile della trasmissione delle informazioni legate all'olfatto, e posizionarsi quindi in prossimità dei neuroni. Da qui potrebbero interagire con l'attività neuronale in risposta ai campi magnetici generati da una cuffia o da un dispositivo esterno dotato di bobine magnetiche, consentendo di stimolare il cervello senza dover ricorrere all'impianto chirurgico di elettrodi.

Naturalmente tutto è ancora in divenire. La startup si trova ora nelle fasi embrionali del progetto, anche se sembra viaggiare spedita per bruciare le tappe. Il team di ricerca ha già avviato le attività precliniche, compresi i primi esperimenti sui topi, mentre secondo quanto riporta Fortune, il board dell'azienda è riuscito a raccogliere circa 27 milioni di dollari per sviluppare la nuova tecnologia.

I test sugli esseri umani sono invece ancora lontani e non è indicata una data per il loro avvio. Le prime applicazioni ipotizzate sono in ambito medico, con particolare attenzione a patologie neurologiche come il morbo di Parkinson e la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Solo in una fase successiva, secondo i materiali forniti, la tecnologia potrebbe essere destinata ad applicazioni più ampie e, in un secondo momento, al mercato di massa.

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Ray Kurzweil

Chi è Ray Kurzweil e perché è coinvolto

Ray Kurzweil è uno dei più noti pionieri dell'intelligenza artificiale. Ha iniziato la sua carriera negli anni Sessanta e ha lavorato su tecnologie come la sintesi e il riconoscimento vocale e il riconoscimento ottico dei caratteri. Dal 2012 è Principal Researcher and AI Visionary presso Google. In ambiente accademico è conosciuto anche per la teoria della Singolarità tecnologica, secondo la quale l'intelligenza artificiale potrebbe presto raggiungere un livello comparabile o addirittura superiore a quella umana.

Kurzweil è ovviamente anche un convinto sostenitore della commistione tra biologia, nanotecnologie e IA per accrescere all'inverosimile le potenzialità umane e allungarne la vita ben oltre il limite dei 100 anni. Si spiega così l'ingresso in Subsense, dove lo scienziato ricopre il ruolo di consulente di prodotto e visione. Secondo l'azienda, dovrebbe contribuire alla definizione della roadmap dei progressi tecnici e alla riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale e interfacce neurali.

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