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Peter Thiel sta investendo 140 milioni di dollari per alimentare l’IA con le onde del mare

Il fondatore di Palantir sta investendo oltre 140 milioni di dollari in una startup che costruisce piattaforme galleggianti nel mezzo dell’oceano per alimentare i server dell’IA grazie alle onde del mare.
A cura di Niccolò De Rosa
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Il futuro dell'intelligenza artificiale passa anche dai nuovi sistemi per farla funzionare e mentre colossi come Google o la stessa xAI di Elon Musk stanno guardando allo spazio per spostare i data center in orbita, il milardario Peter Thiel sta rivolgendo il suo sguardo verso il mare. Il fondatore di Palantir Technologies starebbe infatti guidando un investimento da 140 milioni di dollari in Panthalassa, una startup americana che sviluppa piattaforme galleggianti alimentate dal moto ondoso per ospitare server dedicati all'IA.

Secondo il Financial Times, il finanziamento porta la valutazione della società vicino a un miliardo di dollari.
"Il futuro richiederà una capacità di calcolo superiore a quanto possiamo immaginare", ha dichiarato Thiel. "Panthalassa ha aperto una nuova frontiera oceanica".

Data center in mezzo all'oceano

La sostenibilità dell'intelligenza artificiale è un tema caldo, anzi caldissimi. I server che fanno funzionare i modelli di IA divorano enormi quantità di energia ogni giorno e presto l'attuale sistema di reti elettriche potrebbe non essere più sufficiente ad alimentare tutti i nuovi data center che stanno spuntando come funghi, anche in Italia. I colossi del settore stanno quindi cercando di battere nuove strade alternative per non trovarsi incagliati in una crisi di risorse che rallenterebbe lo sviluppi delle tecnologia e comporterebbe la perdita di ingenti capitali.

Per qualcuno la risposta ai bisogni dell'IA arriverà dalle nuove missioni spaziali. Panthalassa ha invece deciso di puntare sugli oceani che, dopotutto, coprono il 70% del nostro pianeta. L'azienda ha infatti progettato enormi basi galleggianti, con strutture d'acciaio lunghe circa 85 metri che sfruttano il movimento delle onde per azionare turbine interne e generare elettricità. All'interno di queste stazioni verranno ospitati server IA ermeticamente sigillati, raffreddati naturalmente dall'acqua marina.

La startup lavora al progetto dal 2021 e ha già realizzato i prototipi Ocean-1 e Ocean-2. A quanto si apprende, il nuovo sistema Ocean-3 dovrebbe essere installato nel Pacifico settentrionale entro quest'anno, mentre il lancio commerciale è previsto nel 2027.

La vecchia fascinazione di Thiel per il mare

Come ha ricordato un recente articolo di Fortune, l'interesse di Peter Thiel per il mare non nasce oggi. Da anni il miliardario guarda con curiosità al "seasteading", il movimento libertario che immagina comunità autonome costruite in acque internazionali. Nel 2008 finanziò con 500 mila dollari il Seasteading Institute, fondato da ex ingegneri della Silicon Valley per sviluppare città galleggianti indipendenti dagli Stati.

Anche se quelle ambizioni sembrano essersi ridimensionate, Thiel continua a scommettere sulle tecnologie oceaniche. Il suo fondo Founders Fund aveva già investito in Panthalassa nel 2018. Questa volta l'operazione arriva direttamente dal patrimonio personale del finanziere. Secondo gli esperti, l'idea dei server alimentati dalle onde potrebbe trovare grossi ostacoli a causa della difficile manutenzione. Se però tali problemi venissero superati, il gioco potrebbe davvero valere la candela

D'altronde il controverso milionario che ha recentemente visitato l'Italia per parlare dell'Anticristo non ha certo paura delle operazioni audaci. È notizia di poco meno di due mesi fa un investimento da due miliardi di dollari su una startup neozelandese che produce collari per mucche gestiti dall'IA. Se si tratteranno di folli azzardi o lungimiranti colpi da maestro lo dirà soltanto il tempo.

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