“Ho perso 15.000 euro sui siti di trading, sembrava tutto vero”: la storia di Arianna
Un finto articolo di giornale, l'immagine di un volto noto del mondo della finanza e la promessa di un metodo d'investimento capace di far fruttare anche piccole somme di denaro. Sono tutti ingredienti tipici delle truffe online che su Fanpage.it abbiamo più volte raccontato. I criminali acquistano un banner pubblicitario online, inseriscono un articolo acchiappa-click che rimanda a una piattaforma di trading e poi agganciano la vittima fingendosi esperti operatori di mercato. Questa volta però abbiamo raccolto la testimonianza di qualcuno che in questa rete ci è finita davvero, arrivando a perdere migliaia di euro in poco più di un mese.
"Tutto è iniziato quando mio padre mi ha raccontato di aver letto un'intervista all'amministratore delegato di UniCredit rilasciata durante la trasmissione Piazza Pulita, incentrata sul tema dell'accesso democratico alla finanza", ci spiega Arianna, nome di fantasia che abbiamo scelto per tutelarne l'identità. "Ritenendomi più esperta, mi ha chiesto di dare un'occhiata per capire se si trattasse di opportunità reali e interessanti".
L'uomo invia alla figlia un link su WhatsApp. Si tratta del classico articolo fake che compare quando si clicca uno di quei pop-up sensazionalistici che infestano molti giornali online. Arianna però non sospetta nulle e l'articolo su cui atterra mostra in effetti una grafica del tutto simile a quella di un noto quotidiano nazionale. Al suo interno viene riportata la trascrizione dell'intervista letta dal padre, con diversi link a piattaforme di trading. "Con il senno di poi ho notato dettagli anomali, come l'assenza del classico paywall o del banner sui cookie, ma al momento non ci ho fatto caso". In quel momento Arianna non può saperlo, ma sta per cadere nella rete di truffatori senza scrupoli.
L'aggancio e le telefonate con il consulente
Tra i vari link proposti, Arianna sceglie una piattaforma chiamata Marbrisse e compila il modulo per richiedere di essere contattata. "Ho inviato la richiesta intorno alle 7:30 del mattino e dopo soli dieci minuti vengo contattata telefonicamente da un operatore. Mi ha fatto qualche domanda conoscitiva su come avessi scoperto la piattaforma, la mia professione e le mie motivazioni d'investimento. Poi mi ha illustrato il funzionamento del servizio". Tutto si svolge in modo molto serio e Arianna si convince a sfruttare la promozione iniziale, pagando 169 euro per ottenere un bonus di 50 euro da utilizzare sulla piattaforma. "La cifra era modesta e pensavo che, nel caso le cose fossero andate male, i danni sarebbero stati molto limitati". L'operatore assicura comunque che il primo pagamento rappresenta solamente uno step formativo. I veri guadagni sarebbero arrivati successivamente.
È così che nella storia entra colui che si presenta come Alberto Consoli, anche se la sua identità è probabilmente fittizia. L'uomo è l'account manager che seguirà Arianna nella sua avventura d'investimento e fin dai primi giorni si mostra come una persona affidabile. Consoli non sembra infatti il classico imbonitore che promette guadagni facili. Anzi, nelle prime chiamate conoscitive ci tiene a spiegare che, trattandosi di un investimento c'è sempre il rischio di perdere il capitale. "Il suo comportamento ha fatto sì che abbassassi le difese", racconta Arianna. "Mi chiamava quasi tutti i giorni, anche solo per fare conversazione con un tono molto amichevole e informale. Commentava i fatti del giorno, raccontava storie sulla borsa e sul Covid, e al tempo stesso faceva formazione spiegandomi il funzionamento delle criptovalute".
Prima il lavoro sulla fiducia, poi la trappola
Le telefonate con Consoli vanno avanti per circa un mese e, anche se non si vedono mai in volto, Arianna sente di potersi fidare dell'uomo dall'altro capo del telefono. "In quel periodo stavo attraversando un momento di forte vulnerabilità personale a causa di un lutto grave. Lui è stato bravissimo ad approfittarne. In un'altra vita dovrebbe fare l'attore", commenta amareggiata. Consoli infatti non si limita a fare chiacchiere di circostanza ma mostra grafici, invia presentazioni su siti del settore, compie simulazioni, spiega nel dettaglio il funzionamento del mercato e quali sono le dinamiche per far fruttare i propri fondi. Arianna si sente seguita passo dopo passo in quello che sembra un vero percorso d'investimento. "Stavamo per ore davanti a piattaforme di trading che sembravano assolutamente autentiche. Lui mi girava i link e spesso approfondivo per i fatti miei i trend e fluttuazioni dei titoli".
Così, dopo settimane di lavoro ai fianchi, Consoli compie la sua mossa e propone ad Arianna un investimento di 5.000 euro. All'inizio la donna rifiuta, ma alla fine si convince. "Sulla dashboard della piattaforma vedevo grafici ben strutturati e un saldo che cresceva, così ho accettato". La trappola è scattata.
Come funziona l'investimento truffa
Una volta incassato l'ok di Arianna, Consoli le fa aprire conto su Trade Republic, una banca online accreditata, sostenendo che la sua società debba per forza operare tramite questo istituto tedesco autorizzato per poter trasferire i fondi su un wallet di criptovalute. "Un loro tecnico mi ha guidata al telefono per acquistare criptovalute e trasferirle all'indirizzo del wallet assegnato a Marbrisse", spiega Arianna. All'inizio tutto sembra filare liscio. Gli indicatori sono tutti positivi e Consoli le spiega che sta andando tutto alla grande. Anzi, le cose vanno talmente bene che Arianna pensa di coinvolgere anche il suo compagno, che quindi segue lo stesso procedimento contattando Consoli e mettendo sul tavolo altri 10.000 euro. Dopo qualche settimana, però, l'incantesimo s'infrange. Osservando la piattaforma d'investimento, Arianna vede profitti per circa 4.000 euro al giorno. Una cifra del tutto sproporzionata, che finalmente la mette in allarme.
"Riacquistata la lucidità ho inviato una richiesta formale via email per prelevare 4.500 euro. Nel frattempo ho cominciato a fare ricerche approfondite online. Se nei mesi precedenti i risultati sui motori di ricerca e su siti come Trustpilot mostravano recensioni generiche, questa volta ho trovato tutti gli avvisi della Consob e le segnalazioni sulla dubbia operatività del sito".
La scoperta dell'inganno
Mangiata la foglia, Arianna contatta subito Consoli per chiedere di prelevare tutto ciò che ha guadagnato. Per la prima volta Consoli si mostra spiazzato, prende tempo, cerca di rinviare tutto alla settimana successiva. Arianna però insiste. A quel punto l'uomo si offre di restituire l'intero importo accumulato – oltre 15.000 euro – a condizione di ricevere prima il 20% circa di commissioni aziendali e la restituzione dei bonus tramite un bonifico da circa 3.900 euro.
Di fronte a questa nuova richiesta, Arianna chiede allora di vedere la certificazione ufficiale dell'azienda. Consoli le invia il link a un sito fake – esmawe.com – che simula il registro dell'ESMA, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, il cui sito reale è esma.europa.eu. Inizia così un balletto di scuse e giustificazioni per cercare di non perdere la preda.
"Anche messo di fronte all'irregolarità del sito, Consoli non è mai uscito dal personaggio, continuando a negare l'evidenza", ricorda Arianna. "Quando la discussione si è scaldata, mi ha contattata un sedicente ‘direttore' che ha cambiato registro rispetto al tono amichevole di Consoli, usando un atteggiamento aggressivo e minacciando di chiudere d'ufficio tutti i conti. Hanno persino cercato di contattare il mio compagno per screditarmi, sostenendo che fossi impazzita".
L'impatto economico della truffa e l'azione legale
Dopo le ultime schermaglie, Arianna decide di bloccare il numero di Consoli (che continua a cercare di contattarla) e mette tutto nelle mani del suo legale, l'avvocata Alessandra Altavilla. In totale la truffa ha comportato una perdita complessiva di 15.000 euro, tra i soldi di Arianna e quelli del compagno. "Consapevoli della quasi totale impossibilità di recuperare i fondi trasferiti in criptovalute, abbiamo sporto denuncia ed esposto alla Consob con l'assistenza di un legale specializzato", spiega.
Lo scopo principale della querela è documentare ufficialmente il furto di identità e l'indebito utilizzo dei dati personali (compresi i documenti d'identità forniti in fase di registrazione), oltre a fornire materiale utile alle autorità per oscurare il dominio e le piattaforme collegate. Le ultime parole che Arianna condivide con noi sono una riflessione su quanto accaduto.
"A mente fredda, gli elementi di sospetto erano diversi: l'assenza di contratti trasparenti firmati, la sede societaria dichiarata in un paese extra-UE, i trasferimenti di fondi indirizzati a wallet anonimi anziché a conti correnti intestati alla società e la richiesta di pagamenti anticipati per poter sbloccare i prelievi. Tuttavia, la manipolazione psicologica e l'incredibile accuratezza tecnica delle piattaforme fake sono tali da rendere estremamente difficile mettere in discussione il sistema una volta che ci si trova all'interno".