Un mese di Galaxy S26 Ultra: la prova dello smartphone più avanzato di Samsung

Sveglia, tragitto casa-lavoro, metropolitana. Mi siedo, pieno di persone. Prendo lo smartphone, apro l’app della banca per controllare l’esito di un bonifico. Normalmente mi sarei guardato prima in giro. Giusto per controllare di non avere qualcuno alle mie spalle che stia guardando lo schermo. Questa volta no. Apro l’app, lo schermo passa in modalità Privacy e diventa subito più scuro. Il Galaxy S26 Ultra è l’ultimo smartphone lanciato da Samsung. È arrivato ufficialmente il 25 febbraio e ha portato subito qualcosa di nuovo nell’hardware: il Privacy Display. Se ne è parlato molto in questi mesi. È un display che parte da una tecnologia semplice e la trasforma in qualcosa di più efficiente.
Negli ultimi anni si sono diffuse sul mercato le pellicole privacy. Sono pellicole da mettere sullo schermo che permettono di vedere cosa compare sullo smartphone solo a chi le sta guardando in perpendicolare. In pratica, solo chi usa il telefono può vedere cosa sta facendo. Chi invece si trova attorno vedrà soltanto uno schermo nero. Queste pellicole però hanno due problemi. Il primo è che sono permanenti: non si possono staccare e attaccare, una volta rimosse bisogna comprarne un’altra. Il secondo è che abbassano la luminosità dello smartphone. Anche parecchio.
Il Privacy Display si basa su una tecnologia completamente diversa. I pixel del suo schermo si dividono in due tipi. Ci sono i Wide Pixel, che diffondono la luce in tutte le direzioni e poi ci sono i Narrow Pixel, che invece hanno una specie di barriera integrata che diffonde la luce solo in modo frontale. Quando si attiva il Privacy Display la luminosità dei Wide Pixel si abbassa e rimangono solo i Narrow Pixel. Questo abbassa la qualità dell’immagine, certo. Ma allo stesso tempo permette di vedere lo schermo solo a chi sta usando lo smartphone. Non solo. Il Privacy Display si può attivare o disattivare in blocco ma è possibile programmarlo anche per ogni singola app. Come appunto l’app della banca. Ma si può usare anche per WhatsApp, per le app dove conserviamo le mail, per i social o per qualsiasi altra app.
Samsung Galaxy S26 Ultra | Le dimensioni e l’eterna S Pen
Samsung Galaxy S26 Ultra ha un display da 6,9 pollici. È una misura larga, come è sempre stato con questo tipo di smartphone. La serie Ultra è l’erede della serie Note e quindi conserva anche le dimensioni più abbondanti e soprattutto la S Pen, il pennino che si può inserire e rimuovere all’interno dello smartphone. Nel S26 Ultra la S Pen è un po’ diversa. Ha un verso in cui va inserita, prima entrava con tutte le angolazioni, e non ha il bluetooth, caratteristica però non molto usata secondo i dati Samsung.
Il problema è un altro. Nella nostra prova abbiamo usato l’S Pen giusto un paio di volte, per disegnare qualche schizzo e farci aiutare poi a trasformarlo in un disegno decente con l’intelligenza artificiale e per provare a sottolineare qualche pdf. Insomma, se non l’avete mai usata è difficile abituarvi a usarla. Se invece arrivate da una lunga storia di Note, o comunque di smartphone con queste caratteristiche, allora ritroverete il vostro pennino praticamente uguale agli anni scorsi.
Samsung ha lavorato per ridurre le dimensioni del suo top di gamma. Lo abbiamo confrontato con il modello precedente. Per la prima volta l’Ultra scende sotto gli 8 millimetri di spessore: da 8,2 a 7,9. Perde anche 4 grammi, arrivando a 214. L’unico problema resta il gradino su cui sono innestate le camere posteriori. È una scelta che obbliga chi lo usa a tenerlo sul tavolo con lo schermo rivolto verso il basso. Se lo mettete girato poi il dispositivo balla un po’ troppo per usarlo bene.

Samsung Galaxy S26 Ultra | Cosa può fare l’intelligenza artificiale
Qui Samsung ha assorbito tutte le funzioni dei modelli precedenti. Uno dei cambiamenti più interessanti però riguarda l’editing. Ora è possibile modificare le immagini senza toccare le impostazioni: basta inserire dei prompt con linguaggio naturale, anche con dei vocali. È una funzione che non serve solo ad aggiustare gli scatti, magari sistemando toni o dettagli ma è possibile anche eliminare o aggiungere elementi.
Samsung Galaxy S26 Ultra | Come sono le fotografie scattate
La parte di imaging di S26 è molto avanzata. Parliamo di uno smartphone che ha sempre puntato su questa componente. Qui sotto vi lasciamo qualche scatto fatto in momenti diversi durante una giornata a Genova e una a Barcellona. Prima vi anticipiamo cosa cambia. Il sensore principale è da 200 MP e introduce un’apertura focale F 1.4. In breve: nel sensore entra più luce ed è possibile così avere delle immagini più luminose e dettagliate. L’apertura focale si allarga anche per il teleobiettivo: arriva a F 2.9, con uno zoom ottico da 5x, ovviamente esteso in digitale, e una definizione da 50 MP. Samsung ha presentato la funzione Nightography che usa queste componenti per scattare meglio con poca luce. Gli effetti ve li lasciamo valutare.
Dal punto di vista video invece una delle funzioni più interessanti è quella del blocco orizzontale. Quando decidiamo di fissare questo dato il video riesce a rimanere stabile durante le oscillazioni: lavora bene, abbiamo provato con diversi video e le immagini restano praticamente immobili. È un risultato che Samsung riesce a ottenere lavorando non solo con IA o con il taglio dei margini dell’immagine ma anche giocando sui giroscopi. Sembra quasi di avere una camera in mano già stabilizzata con un gimbal.



