Intelligenza artificiale (IA)
17 Novembre 2022
11:03

Taranto, Cagliari e Messina: l’intelligenza artificiale mostra i luoghi più inquinati d’Italia

La piattaforma Climate Trace è stata presentata alla Cop 27 da Al Gore, e permette di misurare la quantità di emissioni globali attraverso una mappa interattiva.
A cura di Elisabetta Rosso
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Intelligenza artificiale (IA)

Discariche, centrali elettriche, giacimenti di produzione di petrolio e allevamenti intensivi. Sono tutte attività che inquinano, ma quanto? Per saperlo, ora, basta zoommare su una mappa digitale. La piattaforma Climate Trace utilizza l’intelligenza artificiale, 300 satelliti e 11.100 sensori, ed è in grado di misurare le emissioni di Co2 in ogni parte del mondo. È stata presentata la scorsa settimana alla Cop 27 da Al Gore, premio Nobel per la pace ed ex vicepresidente degli Stati Uniti.

Il rapporto, consultabile online, permette anche di scaricare i dati e confrontare le emissioni. Per sapere per esempio quanto inquina la discarica del proprio quartiere basta aprire la mappa e ingrandire l’area. Abbiamo voluto usare i dati del rapporto per capire meglio quanto inquina l'Italia, quali settori producono più Co2 e fare un paragone con gli altri Paesi europei. Alcuni risultati ce li aspettavamo, altri no.

Come funziona la piattaforma di Al Gore?

Sulla mappa è possibile vedere chi inquina e a quanto ammontano le sue emissioni, Climate Trace ha suddiviso per colori le diverse sorgenti di emissioni, per esempio il nero indica l’industria petrolifera, il grigio i cementifici, il giallo le attività agricole, il rosso scuro indica invece i trasporti. La grandezza del pallino che contrassegna i siti è direttamente proporzionale alla quantità di Co2 emessa.

Spesso i dati non sono diretti e serve ricorrere ad approssimazioni. Per le acciaierie, per esempio, vengono utilizzate le informazioni satellitari relative al calore liberato dalle fornaci. Mentre per le centrali elettriche che bruciano combustibili fossili si sfruttano le misure satellitari del vapore emesso dalle ciminiere.

L'Italia secondo i dati di Climate Trace

Abbiamo cercato di fare chiarezza sulla situazione italiana osservando i dati registrati dalla piattaforma nel 2021. Il primo posto con 6.96 milioni di tonnellate di CO2è di ArcelorMittal di Taranto, non stupisce, è infatti il maggior complesso industriale per la lavorazione dell'acciaio in Europa. La raffineria petrolifera Saras Sya Sarroch Oil, nella costa sud occidentale della Sardegna, occupa il secondo posto con 2,97 milioni di tonnellate di CO2. Rappresenta il 20% della capacità di raffinazione italiana.

Con 1,98 milioni di tonnellate la Raffineria di Milazzo (Messina), di Eni e Kuwait Petroleum Italia chiude il podio. Per quanto riguarda le città, quella con il numero maggiore di emissioni legate ai trasporti (automobili, aerei, treni, tram, ecc.) è Milano con 1,88 milioni di tonnellate, Napoli tiene testa con 1,86. Il terzo posto è invece per Roma con 1,41.

Il caso del settore agricolo in Italia

Secondo i dati dalla piattaforma Climate Trace, il settore agricolo invece in Italia inquina tantissimo rispetto alle percentuali degli altri Paesi, e i dati raccontano una situazione difficile. Comparando infatti le nazioni del continente Europa, subito dopo gli stabilimenti russi e romeni ci sono quelli italiani. Solo la Sicilia produce 0,03 milioni di tonnellate di Co2. Per capire meglio, le emissioni del settore agricolo di tutta la Gran Bretagna sono 0,02 milioni di tonnellate.

I dati dei luoghi più inquinati al mondo

A livello globale, la discarica con il maggior numero di emissioni di CO2 negli Stati Uniti, si trova in Michigan. L’attività mineraria che inquina di più è una miniera di ferro in Australia e la più grande fonte di emissioni di metano per l‘allevamento intensivo dei bovini si trova in Texas.

Il più grande giacimento di gas onshore della Cina, il giacimento di gas Sulige, è gestito da PetroChina. Da sola, la fabbrica cinese produce 0,08 miliardi di tonnellate di Co2 all'anno, (le emissioni totali di tutta Italia toccano i 343 milioni di tonnellate). I riflettori sul giacimento si erano accesi nel 2012, quando aveva scaricato il liquido di scarto della perforazione in un lago vicino che ha portato all'inquinamento delle acque e alla morte di oltre 500 capi di bestiame, causando gravi danni al sistema idrico e al sostentamento dei pastori locali.

Analizzando i dati si nota che centrali elettriche causano più della metà delle emissioni e tre quinti degli asset nella lista dei primi 500. Invece 26 delle 50 maggiori fonti di emissioni a livello mondiale sono giacimenti di petrolio e gas (e dai relativi siti di produzione, lavorazione e trasporto) e rappresentano le principali fonti individuali di emissioni.

Tirando le somme dai dati emerge che storicamente, gli Stati Uniti sono stati i maggiori emettitori al mondo, la Cina li ha superati in termini di emissioni attuali. Tra i 14 maggiori emettitori, gli Stati Uniti hanno 5 giacimenti di petrolio e gas e la Russia 4, il resto in Iran, Cina, Algeria, Iraq e Arabia Saudita.

La differenza tra dati dichiarati e dati rilevati dalla piattaforma

I dati di Climate Trace hanno anche dimostrato che le emissioni registrate e quelle dichiarate non coincidono. In alcuni casi il valore delle emissioni è di tre volte superiore a quello segnalato all'UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici). D'altronde nessuna nazione ha presentato all'UNFCCC una contabilizzazione completa delle proprie emissioni per il 2021 e 52 Paesi non hanno presentato i dati delle emissioni per gli ultimi dieci anni.

A cosa servirà il nuovo rapporto?

“Rendiamo le azioni significative per il clima più veloci e più facili mobilitando la comunità tecnologica globale per monitorare le emissioni di gas serra (GHG) con dettagli e velocità senza precedenti e fornire questi dati gratuitamente al pubblico”, ha spiegato Climate Trace. Non solo. Quantificare e identificare i responsabili è importante quando ci si deve sedere al tavolo per distribuire le colpe del riscaldamento globale. I gas serra vanno ridotti entro una certa data e bisogna essere consapevoli del livello di partenza.

"Naturalmente, il mondo sa da tempo quale sia la quantità complessiva di inquinamento da gas serra nell'atmosfera", ha detto Al Gore. E ancora: "Ciò che è diverso in questo database è l'accurata ripartizione di chi è responsabile e di cosa, questo ci consente di concentrarci su specifiche fonti di emissioni". Al Gore ha detto di non avere "dubbi" sul fatto che i dati "saranno sicuramente utilizzati molto nelle negoziazioni".

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