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Intelligenza artificiale (IA)

Polymarket ha fatto arrabbiare chi ha scommesso sull’arrivo di Claude Mythos, l’IA che potrebbe spegnere Internet

Gli utenti di Polymarket hanno puntato per settimane sulla data del rilascio di Claude Mythos, la super-IA così potente che potrebbe distruggere l’intero Internet. Il lancio di un modello della stessa famiglia ma con capacità inferiori, ha però rimescolato le carte in tavola, suscitando la reazione contrariata di molti scommettitori.
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Su Polymarket si scommette anche sulla fine del web. O, più precisamente, sulla possibilità che Anthropic, l'ormai celebre azienda di Dario Amodei, possa rilasciare modello di intelligenza artificiale potenzialmente in grado mettere in crisi l'infrastruttura stessa di Internet, bucando le difese di qualsiasi sistema informatico e facendo collassare l'intero sistema. Il modello in questione si chiama Claude Mythos, un modello di intelligenza artificiale ancora non disponibile per il grande pubblico.

Lo spazio di mercato è stato aperto lo scorso 27 marzo, dopo che una fuga di dati intercettata dalla rivista Fortune aveva rivelato che la stessa azienda sviluppatrice temeva che il modello potesse essere troppo potente per un rilascio immediato. Gli utenti di Polymarket hanno quindi iniziato a scommettere sulla possibilità che Anthropic decida effettivamente di rilasciare un modello IA tanto performante. Il volume di traffico complessivo ha sfiorato i tre milioni di dollari di valore. Dopo il rilascio di Fable, il primo modello basato proprio sulla famiglia Mythos, i proprietari dello spazio hanno però cambiato le carte in tavola, facendo infuriare tutti gli scommettitori.

La scommessa e il cambio in corsa

Polymarket è una piattaforma di prediction market basata su blockchain, dove chiunque può aprire un mercato su qualsiasi evento, dalla guerra in Iran alla seconda venutà di Gesù. Su Fanpage.it ne abbiamo parlato spesso, soprattutto per le ripercussioni che queste scommesse virtuali possono avere sul mondo reale.

Il funzionamento delle giocate si basa un sistema binario. Ogni evento prevede due opzioni: Sì o No. Il prezzo di ciascun contratto riflette la probabilità percepita dagli scommettitori che l'evento si verifichi. Se molti credono che qualcosa accadrà, il prezzo del "sì" sale. Se invece prevale lo scetticismo, le quote del "no" restano alte e di conseguenza offrono un rendimento minore a chi le acquista. Chi ha ragione alla fine incassa tutto, chi sbaglia perde l'intera posta. Il mercato aperto sulla possibile Apocalisse innescata da Mythos segue le stesse regole.

Secondo la descrizione del mercato, la scommessa si risolve con "Sì" solo se Anthropic rilascia Claude Mythos, o un modello con tutte le caratteristiche descritte nella fuga di dati di fine marzo, nella data scelta nell'elenco presente sul sito. Nella giornata di ieri, 9 giugno, poco dopo il rilascio di Fable, i gestori dello spazio hanno però aggiunta condizione:

Qualsiasi modello il cui nome ufficiale include "Mythos", o che Anthropic descrive ufficialmente come un modello di "classe Mythos" o simile, sarà valido ai fini della risoluzione di questo mercato.

La cosa ha fatto ovviamente imbufalire gli utenti. O almeno, tutti quelli che avevano puntato su un'altra data. La contestazione riguarda il fatto che Fable è un modello ben più limitato rispetto a quello presentato dal leak di Fortune. Non è ancora chiaro ora come si risolverà a questione e, soprattutto chi verrà pagato.

Perché si teme che Claude Myhtos distruggerà Internet

Il motivo per cui Mythos alimenta molti per la sicurezza informatica non riguarda solo la sua potenza di calcolo, ma il tipo di capacità che avrebbe dimostrato già in fase sperimentale. Il modello, secondo le informazioni circolate, sarebbe in grado di individuare e sfruttare le falle di qualsiasi sistema o difesa informatica con un'efficacia superiore a quella degli esperti umani, al punto da aver già identificato migliaia di falle critiche in sistemi operativi e browser diffusi. Un'abilità dimostrata sul campo fin dai primi giorni di test, trovando migliaia di bug e fragilità vecchie di anni nei sensibilissimi sistemi bancari statunitensi.

Proprio per questo Anthropic abbia scelto un approccio di accesso controllato. All'inizio di aprile l'azienda aveva coinvolto nella sperimentazione solo poche aziende affidabili della Big Tech per individuare e correggere vulnerabilità prima che possano essere sfruttate. Ora invece, il consorzio di cybersicurezza, noto come Project Glasswing, è stato esteso a circa 150 organizzazioni in oltre quindici Paesi, tra cui l'Italia.

L'obiettivo di tutto questo è sventare lo scenario del "Bugmageddon", termine coniato per descrivere una possibile fase futura dove i nuovi modelli IA – non solo Mythos – renderanno accessibile a chiunque la capacità di trovare, identificare e sfruttare tutte le vulnerabilità rimaste nel codice dei software di tutto il mondo. Quello che oggi Anthropic fa in ambienti protetti, domani potrebbe farlo chiunque abbia accesso a un modello sufficientemente potente. E allora sì che potrebbe essere la fine di Internet.

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