16 Marzo 2022
16:00

L’antivirus russo Kaspersky è pericoloso? Cosa sappiamo

Con l’acuirsi della guerra in Ucraina, secondo la BSI c’è il rischio che il software russo possa celare al suo interno delle insidie, come malware in grado di eliminare, bloccare, copiare o trasferire i dati, ovviamente in via non autorizzata.
A cura di Lorena Rao

Giovedì scorso, il Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik (BSI), ossia l'agenzia federale tedesca per la sicurezza informatica, ha pubblicato un avviso per invitare gli utenti a sostituire l'antivirus russo Kaspersky con altri prodotti concorrenti. Il motivo è che, con l'acuirsi della guerra in Ucraina, c'è il rischio che il software russo possa celare al suo interno delle insidie, come malware in grado di eliminare, bloccare, copiare o trasferire i dati, ovviamente in via non autorizzata. Una preoccupazione diventata tale in seguito alle minacce russe contro le infrastrutture informatiche della Repubblica Federale Tedesca, dell’Unione Europea e della NATO.

A tutto questo si aggiunge la figura del CEO della società dietro al noto antivirus, Eugene Kaspersky, matematico ed ex-membro del KGB, l'agenzia di sicurezza sovietica, mutata poi in FBS nel 1995, quattro anni dopo la dissoluzione dell'URSS. Eugene Kaspersky ha prontamente risposto alle accuse tramite dichiarazione ufficiale, affermando che quanto diffuso dalla BSI sia una mera posizione politica basata su supposizioni che non hanno alcuna concretezza. Ha aggiunto inoltre che Kaspersky è un'azienda indipendente che lavora a livello globale con grandi aziende e società estere. Tuttavia, secondo l'avviso della BSI, il passato del CEO tra i ranghi del KGB e il clima generato dalla guerra in Ucraina lasciano attivo l'allarme di un'interferenza da parte del governo russo verso un'azienda che sì, sulla carta è indipendente, ma che in caso di emergenza come questa debba sottostare alle intromissioni statali.

Passare da Kaspersky a un altro software antivirus, come Nod32, Norton o Avira non è impossibile, ma è complesso, non tanto per il singolo utente quanto per le grandi aziende che si affidano a pacchetti ad hoc. Nonostante la diversa offerta di software europei, la principali compagnie di cybersecurity hanno sede negli Stati Uniti, in Cina, in Russia e in Israele, il che rende l'Europa dipendente dagli altri Paesi, sebbene sia al lavoro per ottenere una certa indipendenza nell'ambito della cybersecurity.

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