Inviare soldi su WhatsApp: scoperti i test per introdurre la sezione Pagamenti anche in Italia
Usare Whatsapp per inviare soldi agli amici o pagare un prodotto online potrebbe presto diventare possibile anche in Italia. Secondo recenti indiscrezioni, dopo le ultime novità come la versione a pagamento o il nome utente per proteggere il proprio numero, l'app di messaggistica starebbe infatti lavorando all'estensione della sezione "Pagamenti" – già attiva in Paesi come India, Brasile o Messico, seppur con limitazioni e modalità differenti – anche ad altri mercati, incluso quello italiano. Per il momento si tratta solo di ipotesi. Meta non ha ancora confermato o ufficializzato nessuna decisione. Gli esperti di WABetaInfo, il blog più affidabile per tutto ciò che riguarda WhatsApp, hanno però trovato traccia delle nuove funzioni nella versione beta 26.33.10.70 per iOS.
Come potrebbero funzionare i pagamenti su WhatsApp
Stando a quanto scoperto dai ricercatori, la nuova sezione dovrebbe comparire all'interno dell'App in un'apposita sezione dove si potrà selezionare il contatto al quale inviare il denaro, indicare l'importo e inserire la carta di debito o di credito da utilizzare. Basterà quindi avere a disposizione il numero o la mail di un venditore (o di un contatto personale), per inviare una somma di denaro che, ipotizziamo, non potrà comunque superare una certa soglia.
Come negli altri sistemi di pagamento online, sarà ovviamente necessario inserire la data di scadenza e il CVV della carta, nonché i dati di fatturazione. Sarà inoltre possibile salvare mail, numero di telefono e indirizzo, con un'opzione per poterli cancellare in ogni momento dopo l'utilizzo.
Quando si potrà pagare con WhatsApp in Italia
Secondo l'analisi della versione beta, i Paesi selezionati per l'estensione della funzione dovrebbero essere diversi: Australia, Austria, Canada, Germania, Ghana, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti e ovviamente Italia. La presenza di questo elenco però, è bene ribadirlo, non è una conferma che la sezione Pagamenti verrà introdotta con certezza in tempi brevi. Per far sbarcare simili strumenti servono infrastrutture digitali specifiche, per non parlare di tutti i controlli e i permessi da ottenere per armonizzare il metodo di pagamento con gli operatori locali e le regole vigenti nei diversi Paesi.