Il caso del set Lego con l’Isola di Epstein: perché tutti lo stanno restituendo

Forse il mondo in cui stiamo usando l’intelligenza artificiale non è esattamente lo stesso per cui è stato programmata. Da diversi giorni stanno circolando sui social video che hanno tutti la stessa trama. Il protagonista entra in un negozio Lego con una scatola in mano. Si presenta davanti a un commesso e chiede di restituire un set che ha acquistato in negozio.
La scena in sé non è nulla di straordinario. L’unico problema è il soggetto del set: l’isola di Epstein. Le scatole variano. Ci sono quelle più piccole, quelle di misura media o quelle più grandi. Ma su tutte si vede l’isola protagonista degli Epstein Files riprodotta come se fosse costruita con dei mattoncini Lego.
Non solo. Qualcuno si spinge un po’ oltre e aggiunge alla struttura base dell’isola anche action figure con i protagonisti dei file. La reazione dei commessi è sempre la stessa. All’inizio prendono lo scatola, pensando sia un normale reso e poi si accorgono di essere finiti in mezzo a un video, Qualcuno sorride ma la maggior parte chiede a chi sta facendo il video di allontanarsi.
Il set riprodotto con l’intelligenza artificiale
Il trucco è semplice. Non esiste nessun set ufficiale Lego dedicato all’isola di Jeffrey Epstein. Giusto su Reddit si può trovare qualche utente che ha riprodotto la villa di Epstein con i pezzi a disposizione. Il packaging del set è stato riprodotto con l’intelligenza artificiale e poi applicato su una scatola normale. L’isola di Epstein invece esiste davvero. Nelle carte geografiche il vero nome è Little Saint James, è minuscola e si trova vicino alle United States Virgin Islands nel Mar dei Caraibi.
Dal 1998 al 2019 il suo proprietario è stato Jeffrey Epstein. La società L.S.J. LLC di Epstein l’aveva acquisita per 7,95 milioni di dollari. L’isola era uno dei set in cui Epstein organizzava le sue feste, quelle in cui avvenivano gli abusi descritti in più occasioni negli Epstein Files. Nel maggio del 2023 il New York Times ha annunciato che l’isola è stata acquistata per circa 60 milioni di dollari da Stephen Deckoff, miliardario e fondatore di Black Diamond Capital Management. Dopo la morte di Epstein era stata valutata per 600 milioni di dollari.
L’ossessione dei meme
Tutto può diventare un meme. E questo non è esattamente una buona notizia. La storia di Epstein è un lungo elenco di abusi, un intreccio tra sesso e potere che prima di essere diffuso poteva sembra la trama di una teoria del complotto. L’ultima conseguenza reale di questa vicenda è l’arresto nel Regno Unito di Andrea Mountbatten Windsor, ex principe e fratello di Re Carlo. Eppure anche Epstein è finito in quel fenomeno dei social che è la memorizzazione della cronaca. Tutto può diventare un trend, un video virale, qualcosa su cui fare un contenuto. Lo avevamo visto con i meme sulla Terza Guerra Mondiale nel giugno del 2025.
Quello del set Lego di Epstein è solo l’ultimo capitolo. Abbiamo già visto decine di video con il filtro di Epstein creato con l’intelligenza artificiale: tra questi anche quello di una pizzeria italiana che si è spinta a creare una pizza dedicata all’imprenditore condannato per pedofilia.