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Dopo 133 anni Princeton si arrende all’IA: tornano i controlli in aula per evitare trucchi durante gli esami

L’Università di Princeton ha sospeso il codice d’onore vecchio di 133 anni che permetteva agli studenti di sostenere gli esami senza la presenza di supervisori: troppi allievi usavano l’IA per copiare i test.
A cura di Niccolò De Rosa
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L'Università di Princeton, uno degli atenei più prestigiosi del mondo che ha formato menti come Jeff Bezos e Michelle Obama, ha appena detto addio a una norma vecchia 133 anni per colpa dell'IA. Il direttivo dell'università, da sempre fucina di menti per la classe dirigente americana, ha infatti votato per sospendere il codice d'onore dell'istituto che permetteva agli studenti di sostenere gli esami senza la presenza di supervisori. Dalle prossime sessioni torneranno i professori incaricati di vigilare durante le prove. La ragione è tanto semplice quanto emblematica dei tempi che stiamo vivendo: con l'avvento dell'intelligenza artificiale, copiare era diventato così facile da spingere sempre più studenti ad approfittarne.

Secondo il Wall Street Journal, la richiesta di modificare il cosiddetto Honr System è stata avanzata non solo dalla maggioranza del corpo docenti, ma anche da molti allievi stufi di dover vedere i propri compagni superare i test grazie all'aiuto della tecnologia.

Addio a una tradizione secolare

Il codice d'onore era stato inserito nello statuto di Princeton nel lontano 1893, quando un gruppo di studenti aveva chiesto e ottenuto l'abolizione della figura del sorvegliante, ritenuta oppressiva e umiliante per la dignità di coloro che, in fin dei conti, avrebbero presto rappresentato la futura classe dirigente del Paese. Da allora, per sostenere una prova senza controlli bastava impegnarsi con una dichiarazione solenne a non tradire il patto di fiducia tra studenti e docenti e a denunciare eventuali violazioni. "Il suo successo è dovuto al rispetto che generazioni di studenti hanno dimostrato nei suoi confronti e, di comune accordo, gli hanno attribuito il primato tra i loro obblighi come studenti di Princeton" si legge sul sito dell'ateneo.

Per decenni questo codice è stato un vero fiore all'occhiello per l'università. Un punto d'onore che dimostrava la fiducia e l'integrità dei suoi componenti. Alla fine, però, anche la tradizione secolare si è trovata a fare i conti con le tentazioni portate in dote dal progresso.

Se infatti un tempo per copiare occorreva per lo meno la fatica di scrivere bigliettini o ingegnarsi con manuali nascosti, oggi basta aprire un'altra finestra sul laptop o controllare rapidamente uno smartphone sotto il banco per aggirare le regole. Il colpo finale è però arrivato con l'IA generativa, che ha reso ancora più semplice barare e molto più difficile individuare chi lo fa. Da un semplice input di poche parole, un LLM può infatti eseguire un intero esercizio o produrre un testo con tutte le informazioni utili per guadagnarsi una buona valutazione.

Quando le regole devono adeguarsi ai tempi

Dopo la votazione che lo scorso lunedì ha rimosso l'Honor System, nelle aule degli esami torneranno i professori deputati alla sorveglianza dei test. Ciò renderà più complicata la vita di chi vuole imbrogliare, ma non è detto che ciò basterà a estirpare del tutto il problema. Princeton può però consolarsi col fatto di non trovarsi sola in questa battaglia. In generale tutti i sistemi scolastici del mondo si stanno arrovellando sui metodi migliori da adottare per arginare il fenomeno degli alunni che copiano con l'IA.

La stessa Cina, i sui esami sono noti per la loro difficoltà, sta facendo i conti con il problema degli occhiali smart. Essendo facilmente camuffabili, gli studenti hanno cominciato ad acquistarli o noleggiarli per prendere voti migliori all'università. Risolvere questo tema sarà una delle sfide più importanti per il futuro dell'istruzione.

"In gioco non c'è solo l'essenza dell'istruzione, ma il vero sviluppo del pensiero critico", ha osservato Christian Moriarty, decano di Princeton in una dichiarazione ripresa dal Journal. "Vi affidereste a un medico che ha utilizzato l'intelligenza artificiale durante tutto il percorso di studi? O a un avvocato che ha superato l'esame di abilitazione grazie all'IA?".

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