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Intelligenza artificiale (IA)

Anche Meta lavora alla sua intelligenza artificiale, vuole far arrivare “personaggi virtuali” su WhatsApp

Mark Zuckerberg ha annunciato che verrà creato un team per sviluppare la sua intelligenza artificiale generativa. In realtà l’azienda aveva già lanciato i chatbot Galactica e Blenderbot, due esperimenti falliti.
A cura di Elisabetta Rosso
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Anche Meta rincorre l’intelligenza artificiale generativa. D'altronde non poteva mancare la chiamata. Dopo Microsoft, e Google, Mark Zuckerberg ha deciso di investire nei chatbot lanciando "un nuovo gruppo per prodotti di alto livello". L’obiettivo finale del team è creare "personaggi AI che possano aiutare le persone in vari modi", ma la strada per realizzarli è ancora lunga. Per ora Meta sta cercando di ricreare un ChatGPT su WhatsApp e Messenger, ma parte in ritardo, e dovrà accelerare per stare al passo con la concorrenza.

Secondo Axios, il progetto sarà guidato da Ahmad Al-Dahle, ex dirigente Apple, e inizierà sperimentando strumenti creativi in grado di assistere i clienti. Potrebbe anche sfruttare l'IA generativa per offrire alle aziende un supporto per le vendite e il servizio clienti. In realtà Meta aveva già lanciato due chatbot: Galactica e Blenderbot. Ma l'esperimento era naufragato, Galactica diceva che il Colosseo era un centro commerciale e Blenderbot che Zuckerberg era un tipo inquietante e manipolatore.

La corsa verso l'intelligenza artificiale generativa

Microsoft ha già investito 10 miliardi dollari su ChatGPT, l’intelligenza artificiale generativa più brillante al mondo. L’azienda di Redmond, Washington, il 7 febbraio ha presentato la fusione tra Bing e ChatGPT. Il chatbot sviluppato da OpenAi permetterà al motore di ricerca di Microsoft di rispondere a ogni esigenza. Durante la presentazione sono stati mostrati alcuni esempi: “Sto organizzando un viaggio per il nostro anniversario a settembre. Quali sono alcuni posti dove possiamo andare che si trovano a tre ore di volo da Fiumicino?”, oppure: “Pianificami un allenamento per braccia e addominali senza sit-up e senza attrezzature da palestra. Massimo 30 minuti”. E poi: “Scrivi del codice in Python per trovare la sequenza di Fibonacci”.

Con un leggero ritardo e con uno scivolone, è stato annunciato anche Bard, il campione in gara di Google. Durante la presentazione ha risposto male a una domanda sul James Webb Telescope. A ogni modo, i chatbot AI non sono perfetti, sbagliano ancora, e nonostante quello di Google sia sembrato un po’ un tentativo maldestro per stare al passo con Microsoft, ora dentro i laboratori gli ingegneri stanno perfezionando Bard. Quindi sia Bing, sia Bard spingono per uscire, di per sé sono già pronti, serve solo qualche ritocco per evitare figuracce o partire con il piede sbagliato.

Persino You.com e Neeva hanno annunciato l’integrazione dell'intelligenza artificiale generativa nel loro motore di ricerca, e Snapchat ha appena presentato un chatbot personalizzato per i suoi abbonati. In mezzo ai motori già caldi arriva Meta. Dopo le aspettative spezzate e investimenti a vuoto nel Metaverso, Zuckerberg inverte rotta e cerca di puntare su quella che sembra la vera gallina dalle uova d’oro della Silicon Valley: l'IA generativa.

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