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29 Settembre 2022
10:52

Wurstel contaminati da Listeria, cos’è e dove si trova il batterio che ha fatto scattare l’allarme

I sintomi dell’infezione da listeria (listeriosi alimentare) che in Italia è stata correlata al consumo di wurstel di pollo crudi, causando 3 morti e almeno 66 ricoveri, secondo i dati del Ministero della Salute.
A cura di Valeria Aiello
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“Resta alta l’attenzione a seguito dell’aumento di casi clinici di listeriosi alimentare registrati in diverse regioni italiane, dovuti alla contaminazione di alimenti da parte del batterio Listeria monocytogenes”. Lo spiega il Ministero della Salute che, alla luce delle verifiche effettuate dal gruppo di lavoro istituito per fronteggiare la diffusione del batterio, ha rilevato una correlazione tra alcuni casi di listeriosi alimentare e la presenza del batterio nei wurstel di pollo prodotti dalla Agricola Tre Valli. “La presenza è stata confermata anche da campionamenti effettuati presso lo stabilimento” si legge sul sito del dicastero.

Listeria, cos’è e cosa sappiamo del focolaio in Italia

Listeria monocytogenes, un batterio che causa una tossinfezione alimentare chiamata listeriosi, si sta rivelando sempre più spesso un importante problema di sanità pubblica nei Paesi occidentali. Anche nel Regno Unito, a seguito di un’indagine, gli esperti di sicurezza alimentare hanno recentemente emesso un avviso relativo al rischio derivante dal consumo di alcuni alimenti pronti da mangiare, come il salmone affumicato.

In Italia, dal 2020 ad oggi sono stati confermati 66 casi di infezione e si sono verificati 3 decessi, avvenuti nel dicembre 2021, marzo e giugno 2022 in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. I decessi, ha sottolineato il Ministero, hanno riguardato persone immunocompromesse o particolarmente fragili.

Ritiro dei wurstel contaminati

Il Ministero ha anche precisato che l’azienda Agricola Tre Valli “ha avviato tutte le misure a tutela del consumatore con il ritiro dei lotti risultati positivi (1785417 e 01810919) e, in applicazione del principio di massima precauzione, di tutti quelli prodotti prima del 12 settembre 2022. Ha inoltre messo in atto una comunicazione rafforzativa di quanto già indicato sui prodotti direttamente nei punti vendita. Al momento sono in atto ulteriori indagini anche su altre matrici e su altri tipi di prodotti che potrebbero essere correlati ai casi umani di listeriosi”.

Dove si trova il batterio della listeriosi

Il batterio responsabile della listeriosi (Listeria monocytogenes) si trova comunemente nell’ambiente – può essere presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione – e può contaminare e proliferare su diversi alimenti, come latte non pastorizzato, verdure e ortaggi crudi, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati, ma anche su pesce affumicato pronto da mangiare e il paté, anche se refrigerati – Listeria monocytogenes resiste infatti molto bene alle basse temperature e all’essiccamento, in alimenti conservati a temperatura di refrigerazione (4°C),  ma è particolarmente suscettibile alle temperature di cottura dei cibi.

L’infezione da Listeria si trasmette principalmente per via alimentare (più raramente le infezioni si verificano attraverso il contatto diretto con animali, persone o l’ambiente contaminato) e il rischio di listeriosi varia a seconda dello stato di salute generale, anche in presenza di bassi livelli di carica batterica (cento cellule batteriche per grammo di cibo), sebbene la gravità della malattia, come per altre infezioni da alimenti contaminati, possa comunque dipendere dalla dose infettate. Bambini e adulti sani possono essere occasionalmente infettati, ma raramente sviluppano una malattia grave, a differenza di soggetti debilitati, immunodepressi e nelle donne in gravidanza in cui la malattia è più grave.

Quali sono i sintomi della listeriosi alimentare

I sintomi dell’infezione da listeria sono simili a quelli di altre malattie provocate da alimenti contaminati, e comprendono:

  • febbre
  • nausea
  • diarrea
  • crampi addominali

I sintomi più comuni sono dunque a carico del sistema gastrointestinale, in quanto con l’ingestione di cibi contaminati viene innanzitutto colpita la prima parte dell’apparato gastroenterico, per cui manifestazioni di nausea, vomito, crampi addominali e diarrea sono le più frequenti, e con una insorgenza dei sintomi in un arco di tempo relativamente breve (da ore a giorni).

Nel caso invece di tossinfezioni da microrganismi che tendono a diffondersi nell’organismo, i tempi di manifestazione dell’infezione possono essere più lunghi e l’infezione può dare luogo a encefaliti, meningiti e forme acute di sepsi. Sintomi della listeriosi, quando il batterio si diffonde al sistema nervoso, possono essere emicranie, confusione, irrigidimento del collo e perdita dell’equilibrio.

Come precisato dagli esperti di Humanitas, i soggetti più a rischio sono le persone con compromissione del sistema immunitario: malati di cancro, di diabete, di AIDS, le persone anziane e i neonati. Particolarmente a rischio risultano anche le donne in gravidanza: l’infezione da Listeria può infatti causare aborto spontaneo, parto prematuro, morte in utero o infezione del feto.

Come prevenire l’infezione da listeria

Il Ministero della Salute invita i consumatori a prestare massima attenzione alle corrette modalità di conservazione, preparazione e consumo degli alimenti, nel caso specifico dei wurstel, indicate in modo preciso nell’etichetta presente sulla confezione, che normalmente comportano la cottura prima del consumo. A ciò si aggiunge l’adozione di semplici regole di igiene in cucina nella manipolazione dei cibi e cottura degli alimenti. In particolare:

  • lavare spesso le mani, pulire frequentemente tutte le superfici e i materiali che vengono a contatto con gli alimenti (utensili, piccoli elettrodomestici, frigorifero, strofinacci e spugnette);
  • conservare in frigorifero gli alimenti crudi, cotti e pronti al consumo in modo separato e all’interno di contenitori chiusi;
  • cuocere bene gli alimenti seguendo le indicazioni del produttore riportate in etichetta;
  • non preparare con troppo anticipo gli alimenti da consumarsi previa cottura (in caso contrario conservarli in frigo e riscaldarli prima del consumo);
  • non lasciare i cibi deperibili a temperatura ambiente e rispettare la temperatura di conservazione riportata in etichetta.
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