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Vaccini con alluminio, “Nessuna evidenza di gravi effetti sulla salute”. Lo studio canadese

Scienziati canadesi hanno determinato che non vi è alcuna evidenza dell’associazione tra i vaccini adiuvati con alluminio e gravi conseguenze sulla salute. I risultati dello studio.
A cura di Andrea Centini
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I vaccini contenenti adiuvanti a base di alluminio non sono associati ad alcuna condizione cronica o acuta, come asma, malattie immunitarie, diabete, disturbi dello spettro autistico (autismo), disturbi neurocognitivi e molte altre patologie gravi. È quanto emerso da una nuova, approfondita analisi sui risultati di circa 60 studi dedicati ai potenziali effetti sulla salute umana dei vaccini adiuvati con sali di alluminio. Sebbene diverse indagini incluse nella meta-analisi non fossero di elevata qualità, le migliori hanno evidenziato che non sussiste alcun elemento a sostegno della correlazione tra i vaccini contenenti questo metallo – utilizzati con successo da un secolo – e potenziali conseguenze a lungo termine per la salute. In altri termini, i vaccini contenenti sali come idrossido di alluminio, fosfato di alluminio e idrossifosfato solfato di alluminio, utilizzati per amplificare la risposta immunitaria (riducendo al contempo antigene e dosi), sono sicuri ed efficaci. Nello studio sono stati inclusi anche i risultati di una recente ricerca condotta in Danimarca sui dati di 1,2 milioni di bambini, che ha rilevato l'assenza di associazioni tra vaccini infantili e decine di malattie e condizioni.

A determinare che i vaccini contenenti adiuvanti a base di alluminio sono sicuri per la salute è stato un team di ricerca canadese guidato da scienziati del Centro per la sorveglianza e i programmi di immunizzazione dell'Agenzia di sanità pubblica del Canada (Ottawa), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Sezione di Allergologia e Immunologia Clinica presso il Dipartimento di Pediatria dell'Università di Manitoba (Winnipeg) e della Divisione di Allergologia e Immunologia del Dipartimento di Pediatria dell'Università della British Columbia di Vancouver. I ricercatori, coordinati dall'epidemiologa Pamela Doyon-Plourde, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato statisticamente 59 studi (pubblicati tra il 1971 e il 2025) così suddivisi: 11 studi clinici randomizzati e controllati (RCT), il gold standard della ricerca scientifica; 9 studi con grandi coorti; 37 “case series”; e 2 studi ecologici. La dottoressa Doyon-Plourde e colleghi sono andati a caccia di potenziali associazioni tra la somministrazione dei vaccini contenenti adiuvanti con alluminio (come quelli contro epatiti, difterite-tetano-pertosse, HPV, meningococco, pneumococco, etc etc) e la comparsa di molte condizioni, fra le quali autismo, asma, insufficienza ovarica primaria, forme di dolore cronico e tachicardia, sindrome ASIA e moltissimo altro.

Incrociando tutti i dati, non è emersa alcuna associazione statistica tra i vaccini e la comparsa delle sopracitate condizioni. Una coorte USA, ad esempio, ha rilevato una debole e incoerente associazione con l'asma, che è stata tuttavia smentita dall'analisi dello studio danese con 1,2 milioni di bambini. Non sono state rilevate associazioni con l’insorgenza di condizioni croniche – come malattie autoimmuni, allergiche o metaboliche – in nessuna delle coorti indagate. Gli unici effetti rilevati sono stati noduli persistenti o granulomi in meno dell'1 percento dei casi, quindi rari. Quasi sempre emergevano dopo vaccini DTP, ovvero quelli contro difterite, tetano e pertosse. Queste formazioni possono durare mesi o addirittura anni, ma sono autolimitanti (si risolvono spontaneamente) e soprattutto non comportano un'evoluzione in condizioni sistemiche.

Le prove attuali non supportano associazioni causali tra i vaccini adiuvati con alluminio e gravi conseguenze per la salute a lungo termine. Questi risultati sono coerenti con le più ampie evidenze di sicurezza post-autorizzazione, che supportano il continuo utilizzo dei vaccini adiuvati con alluminio nei programmi di immunizzazione”, hanno sottolineato la dottoressa Doyon-Plourde e colleghi in un comunicato stampa, aggiungendo che “nel loro insieme, i risultati convergenti degli studi di qualità superiore forniscono una solida base di prove per orientare le decisioni in materia di sanità pubblica sui vaccini adiuvati con alluminio”. I dettagli della ricerca “Aluminium adjuvants in vaccines and potential health effects: systematic review” sono stati pubblicati sul The British Medical Journal (BMJ).

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