Un segnale di Parkinson si può notare nei disegni: le irregolarità da osservare

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rivelare anomalie associate alla malattia di Parkinson. Credit: Ayus et al., Discover Computing 2026.
Alcune irregolarità nel modo in cui si disegnano spirali e meandri possono essere indicative del morbo di Parkinson, aprendo una nuova possibilità per il riconoscimento della malattia. Lo studio su Discover Computing.

Disegnare una spirale o tracciare forme che si ripiegano ad angolo retto, come quelle di un meandro, può nascondere un segnale di Parkinson. Lo evidenziano i risultati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Discover Computing che ha individuato come alcune irregolarità nel modo in cui queste figure vengono riprodotte riflettano sottili differenze nel controllo motorio e nella coordinazione della mano. “Questi lievi cambiamenti motori possono passare inosservati o essere interpretati erroneamente” spiega il ricercatore Ishan Ayus del stituto Nazionale di Tecnologia di Jamshedpur, in India, e primo autore dello studio. “La loro analisi, attraverso penne e dispositivi di acquisizione digitalizzata, può invece catturare anomalie motorie con elevata sensibilità”.

Per identificare queste anomalie, i ricercatori hanno utilizzato i dati di un precedente studio condotto in Brasile, che aveva coinvolto 66 persone, di cui 31 con una diagnosi di Parkinson. Ai partecipanti era stato chiesto di riprodurre spirali e meandri con una penna intelligente, in grado di acquisire l’immagine della figura e registrare allo stesso tempo i segnali relativi al movimento della mano.

Quelle immagini e i dati dinamici sono stati analizzati con diversi sistemi di intelligenza artificiale, portando a individuare quali caratteristiche di disegni e movimenti permettevano di distinguere le persone con Parkinson dai soggetti sani.

Cosa cambia nei disegni di spirali e meandri

Tra le caratteristiche del modo in cui si disegnano spirali e meandri, le differenze associate al Parkinson riguardano soprattutto alcune anomalie nella direzione del tratto, nella stabilità nel movimento e gestione della penna.

Nel caso dei meandri, le variazioni più significative hanno interessato i passaggi angolari, che risultavano meno regolari, riflettendo la complessità del movimento laterale e verticale della penna insieme a variazioni nella presa.

Nelle spirali, invece, sono invece risultate particolarmente rilevanti le dinamiche di movimento multidirezionali, con una minore regolarità nel mantenimento della curvatura continua e nella progressione verso il centro.

Queste differenze sono emerse utilizzando i diversi sistemi di intelligenza artificiale, che hanno raggiunto un’accuratezza del 98,9% per i meandri e del 97,7% per le spirali nel distinguere le persone con Parkinson dai soggetti sani.

“Nel complesso, i risultati dimostrano che i due compiti indagano diversi aspetti della disfunzione motoria” osservano i ricercatori. “La loro integrazione con le informazioni ricavate dalle immagini e dai segnali relativi al movimento rafforza l’interpretazione della scrittura a mano come biomarcatore digitale non invasivo per la diagnosi del morbo di Parkinson”.

Perché è importante riconoscere i primi segnali del Parkinson

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva, i cui sintomi possono comparire gradualmente ed evitare più evidenti con il tempo. Tra questi, il tremore a riposo è il segnale probabilmente più conosciuto, ma la malattia può manifestarsi anche altri problemi motori, come rallentamento nei movimenti, rigidità muscolare e instabilità posturale, con difficoltà nella camminata o nell’equilibrio, oltre a una serie di disturbi non motori, come una cattiva qualità del sonno, perdita dell’olfatto, depressione, ansia e stanchezza cronica.

La varietà di sintomi e il loro sviluppo graduale può rendere però difficile riconoscere la malattia, portando a ritardi diagnostici o a valutazioni errate. Alcuni disturbi possono infatti essere attribuiti ad altre condizioni o al normale processo di invecchiamento, soprattutto quando compaiono isolatamente e non sono ancora accompagnati dai sintomi motori più caratteristici.

Individuarli tempestivamente può invece permettere di intervenire quando il Parkinnson è ancora nelle sue fasi iniziali, con trattamenti che possono rallentarne la progressione e alleviare i sintomi di una malattia per cui non esiste ancora una cura. Ciò evidenzia la necessità di test specifici che consentano di riconoscere precocemente la malattia e disstinguerne i segnali prima che il quadro clinico sia pienamente evidente.

Per questo la ricerca neuroscientifica è alla ricerca di biomarcatori che possano fornire informazioni oggettive prima della comparsa dei sintomi veri e propri. Possibili indizi sono stati individuati nel sangue e nel modo di parlare o di scrivere, come rilevato anche dallo studio su spirali e meandri, così come in alcuni disturbi del sonno e aspetti della salute mentale.

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