Tra 8 e 9 ottobre 2026 stelle cadenti sull’Italia dalla testa del Drago: a che ora vedere le Draconidi
Nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre 2026 si verificherà il picco massimo delle Draconidi o Giacobinidi, uno degli sciami meteorici più interessanti d'autunno. Le stelle cadenti, o più correttamente meteore, saranno visibili nei cieli d'Italia sin dalla prima serata di giovedì, sebbene il culmine del fenomeno astronomico sarà raggiunto esattamente alle 01:00 del Tempo Coordinato Universale (UTC), le 03:00 in Italia, di venerdì, come indicato nella rubrica “Il cielo del mese” dell'Unione Astrofili Italiani (UAI). Fortunatamente, a differenza di altri sciami meteorici, le Draconidi offrono la maggiore visibilità proprio in serata, grazie al radiante molto alto nel cielo, incastonato nella testa del Drago, una bellissima costellazione che serpeggia tra l'Orsa Minore e l'Orsa Maggiore. Ecco tutto quello che c'è da sapere per non perdersi le stelle cadenti d'autunno, in attesa delle spettacolari Orionidi che infiammeranno il firmamento tra mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre.
A che ora vedere le Draconidi, le stelle cadenti d'autunno
Come spiegato dal portale specializzato EarthSky, lo sciame meteorico delle Draconidi ha la particolarità che il suo radiante, ovvero la zona da dove sembrano originare le stelle cadenti, risulta più alto nel cielo nelle ore serali invece che in quelle notturne (dopo la mezzanotte), come accade con la stragrande maggioranza degli altri. Ciò significa che potremo vedere più scie luminose la sera di giovedì 8 anziché prima dell'alba di venerdì 9, nonostante il picco massimo delle Draconidi, come indicato dalla UAI, sia atteso proprio qualche ora prima dell'alba, alle 03:00 del mattino. La sera basterà puntare lo sguardo verso nord al calar delle tenebre, tenendo presente che il tramonto, l'8 ottobre, è atteso attorno alle 18:40 ora di Roma.
Il nome degli sciami meteorici deriva dalla posizione del radiante, che nel caso specifico è ubicato a ridosso della costellazione del Drago. Più precisamente, il radiante delle Draconidi si trova proprio a nei pressi della testa, a metà strada tra le stelle Rastaban e Kuma. Sebbene il radiante indichi la regione di origine, le stelle cadenti possono manifestarsi in qualunque punto del firmamento e attraversarlo completamente: per questo motivo il consiglio degli esperti è mantenere la zona del radiante fissa nella coda dell'occhio e spaziare con lo sguardo in tutta l'area circostante.
Il tasso orario zenitale (ZHR) delle Draconidi, ovvero il numero di meteore che si riescono normalmente a vedere nell'arco di un'ora, è di appena 5, ciò nonostante questo sciame meteorico può dar vita a delle vere e proprie tempeste meteoriche (con centinaia di scie luminose) nelle occasioni più propizie, ovvero quando la cometa genitrice, la 21P/Giacobini-Zinner, torna a far visita alla Terra e a rimpolpare di detriti lo spazio limitrofo. È una piccola cometa periodica che torna ogni 6,6 anni, ma non sempre la scia di frammenti e polveri che lascia è responsabile di exploit. L'ultimo passaggio ravvicinato è stato nel 2025 e gli scienziati non si aspettano tempeste meteoriche per quest'anno, ma non si può mai sapere. Ciò che è certo è che l'osservazione delle Draconidi, meteo permettendo, sarà ideale, considerando l'assenza di disturbo da parte della Luna, che raggiungerà la fase di Luna Nuova (novilunio) il 10 ottobre alle 17:50, come indicato dalla UAI.
Un elemento interessante delle Draconidi risiede nella loro velocità: sono infatti meteore molto lente, “appena” 20 chilometri al secondo, pertanto lasciano nel cielo scie luminose persistenti e ben visibili. Le stelle cadenti sono generate da minuscoli frammenti e polveri rilasciati dal passaggio delle comete, che si infiammano quando entrano in contatto con l'atmosfera terrestre per il fenomeno dell'ablazione. Colori e visibilità delle meteore sono legati a varie caratteristiche chimiche e fisiche, dalla composizione alla velocità, passando per l'angolo di entrata. Le meteore sono perfettamente visibili a occhio nudo e non necessitano di alcuno strumento ottico per essere godute. Non ci resta che attendere la sera di giovedì 8 e sperare in cieli sereni.