Stanotte le bellissime stelle cadenti Orionidi brillano nei cieli d’Italia
Nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026 potremo vedere nel cielo d'Italia il picco massimo delle più belle stelle cadenti d'autunno: le Orionidi. Il momento più propizio per tentare l'osservazione è dopo la mezzanotte del 21 e fino a poco prima dell'alba, anche a causa del disturbo della Luna, prossima alla fase di plenilunio (la Luna Piena del Cacciatore). Lo sciame meteorico delle Orionidi, attivo tra l'inizio di ottobre e il 7 novembre, è originato dalla famosa cometa periodica 1P/Halley, responsabile anche delle Eta Aquaridi di maggio.
Come indicato nella rubrica “Il cielo del mese” dell'Unione Astrofili Italiani (UAI), le Orionidi hanno un tasso orario zenitale (ZHR) di circa 20, ciò significa che, nella fase del picco massimo, che si verifica tradizionalmente proprio tra il 20 e il 21 ottobre, in un cielo buio e privo di inquinamento luminoso possiamo sperare di vedere una ventina meteore ogni ora, velocissime e brillanti. Ecco tutto quello che c'è da sapere per non perdersi le splendide stelle cadenti d'autunno, il secondo sciame meteorico di ottobre dopo le Draconidi.
A che ora vedere le Orionidi nei cieli d'Italia
Il picco massimo delle Orionidi verrà raggiunto nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026. Poiché la Luna resterà nel cielo fino alle 02:00 di mercoledì (ora di Roma), il consiglio è di tentare l'osservazione nelle ultime ore della notte, prima dell'alba. A partire dalla mezzanotte, tuttavia, la Luna sarà sufficientemente bassa da permettere la visione delle stelle cadenti più brillanti e persistenti. La compagna della Terra, in fase gibbosa crescente, avrà il disco pieno al 75 percento circa, quindi sarà una fonte di disturbo luminoso piuttosto ingombrante. Raggiungerà il plenilunio, la Luna Piena del Cacciatore, esattamente alle 05:12 di lunedì 26, come specificato dalla UAI. Oltre all'impatto del bagliore lunare, ci sarà anche quello del meteo avverso, che purtroppo stanotte, in base alle previsioni, sarà diffuso su buona parte dell'Italia, soprattutto al Settentrione e sulla Sardegna (ma nuvole e pioggia si vedranno anche al Centro-Sud)
Dove vedere le Orionidi nella notte tra 20 e 21 ottobre 2026
Il nome degli sciami meteorici è strettamente legato alla regione del cielo da cui sembrano originare, il radiante, che a sua volta è associato a una costellazione. Nel caso delle Orionidi, la costellazione coinvolta è quella di Orione, considerata praticamente all'unanimità la più bella del firmamento. In queste notti d'autunno Orione sorge in tarda serata a est e sparisce a sud-ovest col chiarore del crepuscolo mattutino. Il radiante, come mostra l'immagine più in basso tratta dal planetario virtuale di Stellarium, si trova alla sinistra della brillante stella supergigante rossa Betelgeuse, che starebbe andando incontro a un nuovo oscuramento significativo, come quello del 2020-2021.

Sebbene le stelle cadenti sembrino originare dal radiante, gli esperti non consigliano di guardare solo quella porzione di cielo, perché le meteore possono attraversare larga parte della volta celeste. Il consiglio è di tenere il radiante nella coda dell'occhio e spaziare in tutta la porzione di cielo circostante. Le Orionidi, come indicato, sono meteore particolarmente brillanti e soprattutto velocissime, considerando che entrano in atmosfera all'incredibile velocità di circa 66 chilometri al secondo, pari a oltre 237.500 chilometri orari. La ragione risiede nel fatto che la cometa 1P/Halley si muove in modo retrogrado rispetto ai pianeti, e così fanno anche le polveri e i detriti che lascia a ogni suo passaggio. In pratica, questi minuscoli frammenti della cometa si scontrano frontalmente con l'atmosfera terrestre, dando vita a scie luminose intense e brillanti. Solo le Leonidi sono più veloci delle Orionidi (71 km/s). Come indicato, stanotte meteo permettendo ci possiamo aspettare di vedere circa 20 meteore ogni ora, dopo il tramonto della Luna e prima dell'alba.
La cometa di Halley che dà vita alle Orionidi di ottobre e le Eta Aquaridi di maggio ha un periodo di 76 anni, ciò significa che torna a “salutare” la Terra una volta ogni 76 anni. In sostanza, la maggior parte di noi ha la possibilità di vederla una sola volta nella vita. L'ultimo passaggio si è verificato nel 1986, il prossimo sarà nel 2061. A ogni nuovo passaggio, la cometa rimpingua la nuvola di polveri e detriti alla base delle meteore, rendendo gli sciami meteorici più ricchi quando sono “freschi”. La maggior parte di questi frammenti ha le dimensioni di un granello di sabbia; quando entrano in contatto con l'atmosfera terrestre, a causa dell'attrito estremo la temperatura sale a circa 3.000 °C e si disintegrano. Gli elettroni vengono letteralmente strappati, dando vita alla spettacolare scia meteorica di plasma radiante.