Torna a stringere la mano della figlia morta grazie a un trapianto: la storia di Jackie Kirwan

Tenere per mano la propria figlia è un gesto che spesso una madre dà per scontato. Ma per Jackie Kirwan, mamma di Georgie Peterson, era qualcosa che pensava di non poter più fare. Sua figlia, una giovane di Liverpool morta nell’agosto 2025, soffriva di una rara malformazione cerebrale chiamata eterotopia nodulare periventricolare (PVNH), che per anni le aveva causato gravi crisi epilettiche, fino a un episodio che durante la notte si è rivelato fatale, quando aveva 33 anni.
Sette mesi dopo aver perso Georgie, Jackie ha incontrato la donna che, grazie a un trapianto, ha ricevuto la mano sinistra di sua figlia. “Stringerla di nuovo mi ha dato un enorme conforto” ha raccontato Jackie alla BBC. “C’è ancora un pezzetto di lei lì”
Kim Smith, ex parrucchiera di 64 anni originaria di Milton Keynes, aveva perso tutti e quattro gli arti otto anni fa a causa di una sepsi sviluppata dopo un’infezione delle vie urinarie contratta durante una vacanza in Spagna. Dopo quasi quattro anni trascorsi in lista d’attesa, aveva ricevuto una mano grazie a un delicato intervento, eseguito lo scorso autunno. Per lei, quel trapianto è stato “il dono più prezioso”.
Dopo l’operazione, Kim aveva inviato una lettera anonima di ringraziamento alla famiglia della donatrice tramite l’équipe del Leeds General Infirmary che aveva condotto l’intervento. Jackie ha accettato di incontrarla e, quando le due donne si sono viste per la prima volta, entrambe hanno descritto il momento come profondamente emozionante. “Sentivo di doverla ringraziare per un regalo così incredibile” ha spiegato Kim. “La mano di Georgie mi ha cambiato la vita”.
“Mia figlia sarebbe al settimo cielo”
Jackie Kirwan ha raccontato che sua figlia, quando ancora 17enne, aveva deciso di iscriversi al registro dei donatori di organi, perché “sapeva non avrebbe avuto una lunga vita”. Nonostante le crisi epilettiche causate dalla malformazione l’accompagnassero da anni, la giovane aveva sempre cercato di aiutare gli altri. Era come “un raggio di sole umano”: si era laureata, amava ballare, nuotare e frequentare la palestra. Aveva anche scritto un libro sulla sua malattia, intitolato Freaks Like Me, e realizzato un podcast dedicato alle malattie rare per aiutare altre persone che vivevano situazioni simili.
Così, dopo la sua morte, quando in ospedale proposero a Jackie la donazione degli organi e degli arti di sua figlia, la donna decise di accettare. “Avremmo donato cuore, fegato, polmoni e reni – ha spiegato – . Donare anche gli arti avrebbe potuto cambiare la vita di altre persone”. Ed è quello che è successo a Kim Smith.
L’ex parrucchiera britannica, oggi impegnata nella sensibilizzazione sulla sepsi, ha raccontato che non avrebbe mai immaginato di incontrare la famiglia della donatrice. Ha definito quell’esperienza “assolutamente incredibile” e, dopo il primo incontro, lei e Jackie sono rimaste in contatto vedendosi una seconda volta.
Per la madre di Georgie, sapere che una parte della figlia continua ad aiutare qualcuno rappresenta una forma di conforto difficile da spiegare. “Se Georgie sapesse quanto ha cambiato la vita di Kim sarebbe al settimo cielo” ha detto. “Era il tipo di persona che viveva per aiutare gli altri”.