Sorpresa, le prime rondini sono già arrivate in Italia: le foto dal Parco Nazionale del Circeo

In anticipo sulla tabella di marcia storica, sono arrivate in Italia le prime rondini dall’Africa subsahariana, annunciando la primavera incipiente. Gli uccelli, in gruppo piuttosto nutrito, sono stati avvistati e fotografati la mattina di domenica 15 febbraio 2026 sul lago di Caprolace, in provincia di Latina. Si tratta di uno dei cinque laghi salmastri affacciati sul Tirreno nel cuore del Parco Nazionale del Circeo, tra le zone umide italiane di importanza internazionale e legate alla Convenzione di Ramsar; qui ha trovato rifugio anche la rarissima cutrettola del Pacifico o di Bering (Motacilla tschutschensis), che abbiamo avuto la fortuna di incontrare e filmare alcuni giorni addietro.

Ora il cielo della Pianura Pontina è solcato anche da rondini comuni e balestrucci precoci, più di un mese prima della primavera, attesa esattamente per le 15:46 ora italiana di venerdì 20 marzo, nel giorno dell’equinozio. Ricordiamo che tra primavera astronomica e meteorologica c’è un divario di circa un paio di settimane, ma a causa dei cambiamenti climatici in atto la regolarità delle stagioni migratorie degli uccelli e di altri animali (balene comprese) sta subendo significative variazioni. Il detto “una rondine non fa primavera” è storico, ed è ben noto da tempo che le rondini possano arrivare anche nel mese di febbraio, tuttavia in questo caso siamo innanzi a uno degli arrivi più anticipati registrati per questi meravigliosi animali.

Ad avvistare e immortalare le rondini sul lago di Caprolace è stato il fotografo naturalista Sandro Allegretti, che ci ha gentilmente concesso alcuni degli scatti che trovate in questo articolo. Ai microfoni di Fanpage.it ha confermato di aver visto gli uccelli attorno alle 08:30 del mattino, rimanendo molto sorpreso proprio per la data impressa sul calendario. Ha confermato che erano in “buon numero”, quindi difficili da contare. Ciò che è certo è che dal continente africano sono giunte due specie: la rondine comune (Hirundo rustica), caratterizzata da un piumaggio bluastro e nero lucente sul dorso, ventre biancastro, faccia e gola rosse e coda lunga e biforcuta; e il balestruccio (Delichon urbicum), più piccolo e con piumaggio bianco e nero.

Entrambe le specie fanno parte della famiglia degli Irundinidi (Hirundinidae), della quale in Italia sono presenti cinque specie (in questo articolo abbiamo spiegato come riconoscerle): oltre alle due citate figurano anche la rondine rossiccia (Cecropis daurica), il topino (Riparia riparia) e la rondine montana (Ptyonoprogne rupestris). Proprio quest’ultima è stata protagonista di un avvistamento nel comune di Delebio (provincia di Sondrio, Lombardia) il 17 gennaio 2026. Vederla ha stupito molti, ma in realtà si tratta dell’unica specie che sverna in Italia, con popolazioni stanziali o migratrici a corto raggio, cioè che dalle montagne in autunno-inverno si spostano in zone con climi meno rigidi, come appunto la campagna lombarda. La sua presenza può sorprendere chi non sa che si tratta di uccelli presenti nel nostro Paese tutto l’anno. Discorso diverso per gli altri Irundinidi, che migrano verso l’Africa subsahariana in autunno e tornano da noi in primavera per la stagione riproduttiva.

Secondo le indicazioni di alcuni fotografi naturalisti, sembra che alcuni esemplari di rondine comune svernino nell’area del Parco Nazionale del Circeo, un’eccezione che conferma la regola; ma gli esemplari avvistati sul lago di Caprolace sono sicuramente appena arrivati dall’Africa, in compagnia dei balestrucci. In passato ci è capitato di vedere, insieme alle rondini comuni e ai balestrucci, anche i topini, come mostra lo scatto qui in alto. Ciò che è certo è che i cambiamenti climatici, le variazioni nei venti, le perturbazioni atmosferiche e l’orologio biologico possono spingere alcuni gruppi di esemplari a partire in anticipo rispetto alle medie delle migrazioni storiche, una situazione che si sta ripetendo sempre più spesso a causa del riscaldamento globale. Esso ha un impatto significativo su diverse specie, soprattutto su quelle che nidificano sempre negli stessi luoghi.
