7 Maggio 2022
15:41

Scoperti quali neuroni vengono uccisi dal morbo di Parkinson: possibili terapie rivoluzionarie

Analizzando le cellule cerebrali di persone decedute sono stati identificati i neuroni specifici che vengono uccisi dal morbo di Parkinson. Perché è una svolta.
A cura di Andrea Centini

Per la prima volta sono state identificate le cellule nervose (i neuroni) che muoiono a causa del morbo di Parkinson, una patologia neurodegenerativa caratterizzata da tremori, declino cognitivo e difficoltà motorie / di equilibrio. Queste cellule sono state individuate nella porzione inferiore della parte dorsale della substantia nigra, la pars compacta, un'area del cervello dove si trova un'elevata densità di neuroni dopaminergici. Si tratta di cellule specializzate nella produzione di dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto in molteplici funzioni, dal comportamento alla cognizione, passando per sonno, umore, movimento, soddisfazione sessuale e molto altro ancora. Sapere quali sono i neuroni specifici colpiti dal morbo di Parkinson può portare a trattamenti innovativi e più efficaci contro la diffusa malattia.

A scoprire quali sono le esatte cellule nervose uccise dal morbo di Parkinson è stato un team di ricerca del Broad Institute dell'Università di Harvard e del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Psichiatria del Massachusetts General Hospital di Boston. Gli scienziati, coordinati dal professor Evan Z. Macosko, ricercatore presso il Centro Stanley per la Ricerca Psichiatrica dell'ateneo statunitense, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato e messo a confronto campioni di tessuto cerebrale prelevato da diciotto persone morte; dieci con morbo di Parkinson e demenza con corpi di Lewy (un'altra patologia neurodegenerativa con sintomi simili al Parkinson) e otto persone decedute senza queste malattie. In totale il professor Macosko e i colleghi hanno analizzato oltre 22mila cellule cerebrali.

Attraverso lo studio dei livelli di attività genica delle cellule i ricercatori hanno identificato dieci distinti sottotipi di neuroni dopaminergici nella substantia nigra pars compacta o Snpc (la substantia nigra o sostanza nera di Sommering è posta tra mesencefalo e telencefalo e si suddivide in pars compacta superiore e pars reticulata ventrale). Uno specifico gruppo di queste cellule nervose, caratterizzato dall'espressione del gene AGTR1, risultava essere quello più comunemente mancante nel cervello delle persone colpite dal Parkinson e dalla demenza con corpi di Lewy. Questi specifici neuroni avevano inoltre la maggior espressione (sovraregolazione) di geni legati al rischio di sviluppare il Parkinson e alla morte cellulare, ovvero TP53 e NR2F2; per questo si ritiene siano così suscettibili al processo di degenerazione innescato dalla patologia. In parole semplici, sono i neuroni più vulnerabili e i primi a morire nei pazienti col Parkinson.

Aver scoperto quali sono le cellule nervose coinvolte nella patologia neurodegenerativa può aiutare gli scienziati a trovare una terapia specifica e più efficace. Ad esempio, questi neuroni potrebbero essere ingegnerizzati in laboratorio a partire da cellule staminali e permettere agli scienziati di testare farmaci ad hoc, o addirittura essere impiegati nella medicina rigenerativa. Lo studio di questo sottotipo di neuroni potrebbe rappresentare un punto di svolta non solo nel trattamento del Parkinson ma anche di patologie affini. I dettagli della ricerca “Single-cell genomic profiling of human dopamine neurons identifies a population that selectively degenerates in Parkinson’s disease” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Neuroscience.

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