Razzo SpaceX sulla Luna, oggi l’impatto: il primo segnale arriva dall’Osservatorio Paranal in Cile

L’impatto del razzo di SpaceX sulla Luna, previsto per oggi, 5 agosto 2026, non è ancora stato ufficialmente confermato. Si ritiene che l’oggetto, denominato 2025-10D, si sia schiantato intorno alle 6:35 UTC (le 8:35 ora italiana) nei pressi del cratere Einstein, vicino alla parte nord-occidentale della faccia visibile della Luna. Dall’Osservatorio Panaral dell’ESO, in Cile, è però arrivato un “risultato preliminare”: l’operatore Rodrigo Palominos ha annunciato che questa mattina, all’ora prevista dell’impatto, ha rilevato un cambiamento in alcune linee di emissione, spiegando che potrebbero indicare la presenza di materiali rilasciati a seguito della collisione.
Se confermato, il segnale sarebbe compatibile con i materiali dello stadio superiore di un Falcon 9 di SpaceX, la parte del razzo rimasta nello spazio dopo una missione nel 2025 e che l’astronomo Bill Gray ha identificato per primo come destinata a colpire la Luna.
Attesa per le immagini dell’impatto del razzo SpaceX sulla Luna
Le prime immagini dell’impatto potrebbero non arrivare subito. I telescopi terrestri nelle Americhe, dove al momento della collisione era ancora buio, erano quelli nelle condizioni migliori per catturare l’eventuale lampo (impact flash) prodotto dall’energia rilasciata dalla collisione e il pennacchio dell’impatto (impact plume), ovvero la nube di detriti sollevata sopra la superficie lunare, tenendo in considerazione. I dati raccolti dovranno però essere elaborati e verificati prima di poter essere trasformati in immagini confermate, un processo che può richiedere anche diversi giorni.
Nello spazio, nessuna delle sonde in orbita attorno alla Luna si trovava invece nella posizione ideale per riprendere direttamente l’evento. Solo la Korean Pathfinder Lunar Orbiter, la sonda lunare della Corea del Sud aveva qualche possibilità in più di riprendere un passaggio ravvicinato dell’oggetto prima dello schianto, ma il team sudcoreano ha dichiarato ai media locali che eventuali immagini verranno diffuse solo dopo il completamento delle analisi da parte degli istituti di ricerca, senza fornire una data precisa.
Nei prossimi giorni potrebbero però arrivare le immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA sarà in una posizione favorevole per fotografare il sito e verificare eventuali modifiche della superficie.
Dove era previsto lo schianto del razzo SpaceX sulla Luna

Secondo le previsioni, lo stadio superiore del Falcon 9 di SpaceX avrebbe raggiunto la superficie lunare nei pressi del cratere Einstein, una grande formazione da impatto situata vicino al bordo nord-occidentale della faccia visibile della Luna. La zona era stata individuata dagli astronomi come la più probabile della collisione sulla base dei calcoli della traiettoria dell'’oggetto, anche se la posizione esatta potrà essere confermata solo dall’analisi di immagini e dati.
Il cratere Einstein, con i suoi circa 180 chilometri di diametro, rappresenta infatti solo un riferimento per localizzare l’area dell’impatto. Per stabilire il punto esatto della collisione sarà pertanto necessario individuare il nuovo cratere che, secondo le stime potrebbe misurare tra i 20 e i 30 metri di diametro. Nel piano scientifico predisposto per l’osservazione dell’evento, gli astronomi non avevano neppure escluso la possibile formazione di un doppio cratere, se lo stadio superiore del razzo si fosse spezzato in due al momento dell’impatto.
Perché un razzo di SpaceX è finito sulla Luna
Lo stadio superiore di un Falcon 9 di SpaceX era rimasto nello spazio dopo una missione del gennaio 2025, in cui aveva portato verso la Luna il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace, allunato con successo, e il lander Hakuto-R di Ispace, che invece non è riuscito a completare l’allunaggio.
Mentre il primo stadio del razzo era regolarmente rientrato sulla Terra, il secondo ha continuato a seguire per oltre 18 mesi un'orbita terrestre molto alta che incrociava quella della Luna, fino all’impatto, previsto per oggi.
Lungo circa 12 metri, con un diametro di 4 metri e una massa stimata di quasi 4 tonnellate, si ritiene che, al momento dello schianto, l’oggetto viaggiasse a circa 2,43 chilometri al secondo (8.750 km/h) e che la collisione abbia liberato un'energia di circa 11,8 gigajoule.