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1 Marzo 2022
15:56

Rara e protetta aquila reale uccisa con una fucilata in provincia di Roma

Su un sentiero dei Monti Lucretili, nel Lazio, è stata trovata la carcassa di una magnifica aquila reale, uccisa da una fucilata. La specie è rara e protetta.
A cura di Andrea Centini
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Credit: Wikipedia
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Nei giorni scorsi un magnifico esemplare di aquila reale (Aquila chrysaetos) è stato abbattuto con una fucilata sul Parco naturale regionale dei Monti Lucretili, un'area protetta del Lazio che abbraccia tredici comuni tra la provincia di Roma e quella di Rieti. Inizialmente si temeva che l'esemplare ucciso potesse essere la femmina della coppia che nidifica da tempo sul Monte Pellecchia, la vetta più alta dei Lucretili con i suoi 1368 metri sul livello del mare. Fortunatamente, in base a quanto dichiarato al Messaggero dal direttore del Parco Paolo Napoleoni, i due iconici esemplari – una "presenza inestimabile" per l'area protetta – sono stati entrambi avvistati dai guardiaparco e dai volontari della Protezione Civile. Hanno setacciato il cielo per diverse ore, fino a sincerarsi che fossero entrambi in salvo. Un terzo esemplare comunque non era mai stato avvistato sui Lucretili e si ipotizza che potesse essere in zona per scopi riproduttivi.

La carcassa dell'aquila reale è stata avvistata da un escursionista sul “percorso dell'Aquila” in un tratto di Licenza, un comune in provincia di Roma, a poche centinaia di metri dal museo dedicato proprio al maestoso rapace. Il corpo era semi-congelato ma in decomposizione, segno che era stato ucciso da qualche tempo. I guardiaparco stanno cercando di capire come mai la carcassa sia stata notata solo adesso, nonostante sia stata trovata su un percorso piuttosto frequentato. Serpeggia l'idea che l'aquila possa essere stata lasciata lì di proposito, trasportata da un altro posto, come monito per le persone che dedicano la vita a tutelare la biodiversità e il meraviglioso patrimonio naturale dell'area protetta. Ma al momento si tratta solo di speculazioni.

Credit: wikipedia
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Ciò che è che certo è che l'esame necroscopico ha determinato la morte violenta dell'uccello, provocata dalla mano vigliacca dell'uomo. Sono state infatti rilevate lesioni causate da pallini sparati da un fucile, una rosa di colpi che ha investito gli artigli, le ali e il collo, non lasciando scampo all'animale. Il decesso, tuttavia, potrebbe non essere sopraggiunto nell'immediato; il rapace, infatti, potrebbe aver resistito per qualche giorno, allontanandosi dal luogo dell'“incidente”, prima di soccombere in una rigida giornata d'inverno. Durissime le parole del sindaco di Licenza Ilaria Passacantilli e della presidente del parco Barba Vetturini, che hanno condannato senza mezzi termini l'atto atroce perpetrato ai danni di una specie protetta.

L'aquila reale è uno dei più maestosi rapaci presenti in Italia e in Europa, con la sua apertura alare che può superare i 2,20 metri e un peso massimo di 7 chilogrammi. La specie è presente sulle principali catene montuose del Bel Paese (in particolar modo Alpi e Appennini). Una coppia, che rimane assieme per tutta la vita, può controllare un territorio vasto oltre 150 chilometri quadrati, dove si nutre di mammiferi, uccelli e talvolta anche rettili. In Italia ne nidificano appena 500 coppie e la specie è classificata come rara; la morte di un solo esemplare rappresenta un grave e significativo danno ecologico. L'aquila reale è una specie protetta e per chi ne uccide un esemplare è previsto il carcere o un'ammenda. La speranza è che chi si è macchiato di questo odioso reato venga individuato e assicurato alla giustizia.

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