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Aquila di Bonelli uccide un maschio, fa coppia con un’altra femmina e alleva i pulli affidati dagli ornitologi

Un’aquila di Bonelli femmina ha ucciso il maschio che presidiava un territorio e ha fatto coppia con la sua compagna. Gli ornitologi hanno sostituito le uova sterili che deponevano con pulli di pochi giorni, che le due femmine hanno allevato con successo, fino all’involo e alla dispersione.
A cura di Andrea Centini
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Aquila di Bonelli. Credit: iStock
Aquila di Bonelli. Credit: iStock

Una femmina di aquila di Bonelli (Aquila fasciata) ha ucciso il maschio che presidiava un territorio e ha fatto coppia con un'altra femmina, che a sua volta era accoppiata con l'esemplare eliminato. Le due hanno iniziato a deporre uova, naturalmente sterili, tuttavia, sfruttando la tecnica del Fostering, gli ornitologi hanno affidato loro dei pulli nati in cattività, che le due aquile hanno allevato con successo fino all'involo e alla dispersione. In totale sono stati riconosciuti e allevati tre pulli dalla coppia di femmine. Si tratta di un risultato scientifico significativo, che può dimostrarsi un supporto prezioso per specie in cattivo stato di conservazione – come lo è questo magnifico rapace – in particolar modo nei luoghi in cui vi è carenza di maschi. Le femmine, infatti, possono formare coppie solide, ma da sole ovviamente non sono in grado di procreare. Con l'aiuto degli ornitologi, tuttavia, possono allevare con successo i pulli loro affidati e aiutare la popolazione ad accrescersi, a tutto vantaggio dell'equilibrio ecosistemico, alla luce del ruolo svolto da predatori apicali come i grandi uccelli rapaci. Lo studio è stato condotto tra il 2024 e il 2025 nei Paesi Baschi, nel nord della Spagna, dove l'aquila di Bonelli è classificata come in pericolo di estinzione (la specie, complessivamente, secondo la Lista Rossa dell'IUCN è a rischio minimo).

A descrivere il successo dell'affido di tre pulli a una coppia di femmine di aquila di Bonelli – identificate con i nomi in codice di 583 e 179 – è stato un team di ricerca spagnolo composto da scienziati del GREFA (Grupo de Rehabilitación de la Fauna Autóctona y su Hábitat) di Majadahonda (Madrid) e del Servicio de Patrimonio Natural, Diputación Foral de Álava, con la collaborazione di due ricercatori indipendenti. La storia di questa coppia ha avuto inizio nel 2022, quando 583 è entrata nel territorio (come subadulto di secondo anno) presidiato dal maschio (552). È “l'unico territorio di nidificazione attualmente conosciuto dell'aquila del Bonelli nei Paesi Baschi”, spiegano gli autori dello studio, sottolineando che si trova al limite nord-occidentale dell'areale di distribuzione della specie. Dopo aver ucciso il maschio, 583 ha fondato la nuova coppia con 179, la femmina rimasta senza il compagno.

Aquila di Bonelli. Credit: iStock
Aquila di Bonelli. Credit: iStock

“La nuova coppia femmina-femmina ha mostrato un comportamento tipico di coppia, come cacciare e nutrirsi insieme, appollaiarsi sugli stessi posatoi, difendere il territorio, costruire e mantenere i nidi e deporre le uova nel periodo dell'anno previsto. Tuttavia, sebbene di dimensioni normali (Cramp 1980), le loro uova erano costantemente infertili, come ci si aspetterebbe da una coppia dello stesso sesso”, hanno spiegato il dottor Carmelo Fernández e colleghi.

È a quel punto che i ricercatori hanno deciso di intervenire con la tecnica dell'affido, sostituendo le uova con pulli di 12-15 giorni che, come indicato, sono stati accettati e allevati con successo dalle due femmine. Nel 2024 sono state deposte due uova infertili che sono state sostituite con un pullo di 13 giorni, accettato dalla coppia entro 8 minuti. Nel 2025 le aquile hanno deposto quattro uova, due perse e due infertili; in questo caso sono state sostituite con due pulli di 12 e 15 giorni, che anche stavolta sono stati accettati (entro 12 minuti). In entrambi i casi, i pulli sono stati allevati con successo dalle femmine, si sono involati e infine dispersi. È stato un risultato estremamente importante per questa specie, a maggior ragione per i Paesi Baschi.

In Italia, come evidenziato dalla Lipu, la specie è classificata come in pericolo e presenta un cattivo stato di conservazione, “a causa della contrazione di areale e di popolazione e del degrado e della riduzione del suo habitat ottimale”. Attualmente si contano almeno una cinquantina di coppie in Sicilia, l'unico areale dove la specie ha resistito e dove viene supportata da un progetto di reintroduzione. Anche in Sardegna gli studiosi stanno provando a reintrodurre l'aquila di Bonelli, un maestoso rapace lungo oltre 70 centimetri e con un'apertura alare che arriva a 1,65 metri, con un peso di un paio di chilogrammi. È un uccello molto agile che si nutre di altra avifauna e piccoli mammiferi come il coniglio selvatico.

Tra le principali minacce per la specie, oltre a quelle sopracitate, la Lipu sottolinea anche “oscillazioni nell’abbondanza di prede, condizioni meteorologiche sfavorevoli durante la nidificazione e impatti dovuti a linee elettriche”. Molti giovani perdono la vita per folgorazione. Alla luce di queste dinamiche, che hanno una chiara origine antropica, la tecnica del Fostering in determinate circostanze può rappresentare un aiuto prezioso. I dettagli della ricerca “Successful Fostering Involving a Female-Female Pair of Bonelli's Eagles” sono stati pubblicati su BioOne.

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