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Perché aggiungere sale ai cibi aumenta il rischio di tumore allo stomaco

Tra le conseguenze di un’alimentazione con troppo sale c’è anche una maggiore probabilità di cancro allo stomaco, come rilevato da un recente studio pubblicato su Gastric Cancer. Oms: “Vietare alimenti con alto contenuto di sale”.
A cura di Valeria Aiello
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Troppo sale, si sa, fa male alla salute, per le pericolose conseguenze che comporta un suo consumo eccessivo, legato ad esempio all’abitudine di aggiungerlo alle pietanze a tavola oppure all’alto contenuto presente in alcuni cibi confezionati. Ma cosa succede esattamente quando si esagera con il sale? Assumerne una quantità superiore al massimo raccomandato dall’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) di 5 grammi al giorno è una delle principali cause della pressione alta (ipertensione arteriosa) che, a sua volta, è il più importate fattore di rischio cardiovascolare – cioè una condizione che aumenta la probabilità che si verifichino malattie molto serie, come infarto, ictus e insufficienza cardiaca.

L’eccesso di sale è inoltre associato ad altre malattie, come obesità, osteoporosi e malattie renali, ma anche a un aumento del rischio di tumori dell’apparato digerente, in particolare allo stomaco, come rilevato da un recente studio pubblicato sulla rivista Gastric Cancer. Secondo quest’ultima ricerca, aggiungere sale ai cibi (oltre quello usato durante la cottura) aumenta del 41% la probabilità di sviluppare un cancro allo stomaco.

Perché aggiungere sale ai cibi aumenta il rischio di tumore allo stomaco

Il motivo per cui il consumo eccessivo di sale viene collegato a una maggiore probabilità di sviluppare un tumore allo stomaco è stato oggetto di diversi studi, anche se ad oggi non è ancora stato completamente chiarito in che modo l’abuso di sale possa contribuire all’aumento del rischio.

Alcune ricerche hanno suggerito che elevate quantità di sale danneggiano la mucosa dello stomaco, rendendo l’organo più vulnerabile alla colonizzazione da parte dei batteri Helicobacter pylori, un noto fattore di rischio per lo sviluppo del cancro allo stomaco. Altri studi hanno invece  indicato un’associazione positiva tra cancro allo stomaco e quantità di sale consumato, indipendentemente dall’infezione da H. pylori, dovuta al danneggiamento dell’epitelio gastrico che potrebbe portare a mutazioni cancerose.

In quest’ambito di ricerca, una nuova indagine dell’Università di Medicina di Vienna (MedUni Wien) ha esaminato l’associazione tra l’aggiunta di sale alle pietanze a tavola e il rischio di cancro allo stomaco, focalizzando per la prima volta l’attenzione sulla popolazione occidentale, dopo che precedenti studi condotti in Cina, Giappone e Corea avevano già mostrato un collegamento tra un’alimentazione con troppo sale e una maggiore probabilità di cancro allo stomaco nella popolazione asiatica.

Per questa nuova analisi, gli studiosi hanno utilizzato i dati della UK Biobank, esaminando le informazioni dietetiche di 471.144 adulti residenti nel Regno Unito, di cui 640 hanno successivamente ricevuto una diagnosi di cancro allo stomaco (follow-up medio di 11 anni). “La nostra ricerca mostra la connessione tra la frequenza del sale aggiunto e il cancro allo stomaco anche nei paesi occidentali – ha affermato Selma Kronsteiner-Gicevic del Centro per la Sanità pubblica della MedUni Wien e autrice principale dello studio – . Abbiamo scoperto che i partecipanti che aggiungevano sempre sale al cibo a tavola avevano un rischio del 41% più alto di sviluppare il cancro gastrico rispetto a coloro che non aggiungevano mai/raramente sale”.

Dall’analisi è inoltre emerso che le persone che avevano l’abitudine di aggiungere sale alle pietanze a tavola erano anche quelle che avevano una maggiore probabilità di consumare cibi con un alto contenuto di sodio, tra cui alcuni alimenti confezionati su cui si è recentemente espressa anche l’OMS.

“Vietare i cibi con alto contenuto di sale”: la richiesta dell’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di consumare meno di 5 grammi di sale al giorno (corrispondenti a circa 2 grammi di sodio), tra quello già presente negli alimenti e quello aggiunto. Il consumo medio giornaliero a livello globale è tuttavia di circa 10,8 grammi, ovvero più del doppio della quantità da non superare e, secondo gli ultimi dati, quasi tutti i Paesi della regione europea (52 su 53, ad eccezione di Malta) hanno un consumo medio giornaliero che è superiore al massimo raccomandato.

Ciò pone seri rischi per la salute, come evidenziato nel rapporto Action on salt and ipertension pubblicato dall’OMS in occasione della World Salt Awareness Week 2024, la settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale, in cui l’ufficio europeo dell’Agenzia delle Nazioni Unite ha esortato i Paesi a stabilire limiti legali sulla quantità di sale negli alimenti confezionati e regolamentare l’uso del sale nei ristoranti e nelle mense, attraverso una serie di indicazioni su come frenarne il consumo eccessivo e ridurre i tassi di malattie cardiache.

Maggiore è la riduzione dell’assunzione di sale, maggiore è la diminuzione della pressione sanguigna: ridurre l’assunzione di sale può ridurre le morti per malattie cardiovascolari e il verificarsi di eventi cardiovascolari come gli attacchi di cuore” ha affermato l’ufficio europeo dell’OMS nel nuovo rapporto.

Le malattie cardiovascolari, come ictus e infarti, causano ogni anno il 42,5% di tutti i decessi nella regione europea dell’OMS, ovvero circa 10.000 decessi ogni giorno. Oltre la metà dei decessi sono attribuibili all’ipertensione. Nello stesso rapporto, l’organismo delle Nazioni Unite ha anche chiesto etichette obbligatorie sulla parte anteriore delle confezioni dei cibi, per aiutare i consumatori a fare scelte alimentari informate e più sane, incitando i Paesi a condurre campagne di sensibilizzazione pubblica per sostenere il cambiamento di comportamento per ridurre il consumo di sale nella popolazione.

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