Nuove foto mostrano da vicino il Sole: i vortici rotanti possono spiegare un vecchio mistero

Nelle immagini scattate all’inizio del 2020 si vede la superficie del Sole divisa in piccoli campi. Frammenti dai contorni più scuri, divisi come se fossero le tessere di un mosaico. Certo, messe in proporzione queste tessere sono grandi come la superficie della Francia. Fino a pochi giorni fa erano l’immagine più dettagliata del Sole mai registrata da un telescopio. Il 5 agosto la rivista scientifica Nature ha pubblicato uno studio intitolato Ubiquitous Kelvin–Helmholtz instabilities driving plasma mixing on the Sun, un nuovo report ancora più dettagliato che mostra da vicino quello che succede sulla superficie della nostra stella. Non è un'osservazione banale: attorno al Sole c’è una differenza di temperature che non è semplice da spiegare. La corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera è in grado di arrivare a temperature da milioni di gradi Celsius. La superficie del Sole invece si ferma a 5.500° C.
Lo studio sulla superficie del Sole ha come prime firme David Kuridze e Friedrich Wöger, entrambi astronomi del National Solar Observatory di Boulder, in Colorado. In questi nuovi video registrati sulla superficie del Sole si vedono strutture turbolente, vorticose. Tutte definite nel dettaglio. Le immagini non sono state scattate in Colorado ma nelle Hawaii, nello specifico grazie al Solar Telescope Daniel K. Inouye. È uno degli strumenti più avanzati che abbiamo a disposizione per analizzare le immagini del Sole. Il risultato è stato considerato sorprendente: rispetto alle immagini del 2020 in questa analisi sono state identificate delle strutture a forma di vortice che secondo i ricercatori identificano le instabilità di Kelvin-Helmholtz (KHI). Un'instabilità fluidodinamica che si presenta quando “diversi strati di un fluido sono in moto relativo gli uni rispetto agli altri”.
David Kuridze ha spiegato perché queste osservazioni possono spiegare la differenza di temperature tra la superficie del Sole e la corona: “Questo potrebbe risolvere il più grande mistero degli ultimi cinquant'anni per la fisica solare e l’astrofisica. Quando si verifica questa instabilità nel sistema, è molto facile che l'energia si propaghi a scale più piccole. E a un certo punto, si dissipa semplicemente sotto forma di calore. Questo potrebbe generare corone calde, atmosfere esterne calde sia nel Sole che in stelle simili”. Non solo. Questi movimenti spiegherebbero anche le esplosioni che spesso vengono osservate sulla superficie del Sole. Lo ha spiegato sempre Kuridze alla BBC: "Questi movimenti di torsione creano energia magnetica, che può accumularsi fino a produrre esplosioni di grandi dimensioni".
