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Macchia solare enorme ed esplosiva rivolta verso la Terra: “Oggi può scatenare un brillamento di classe X”

Nella zona centrale del Sole si è formata un’enorme e instabile macchia solare che punta direttamente la Terra. È altamente instabile e “potenzialmente pericolosa”: secondo i ricercatori oggi 26 aprile 2026 può scatenare un violentissimo brillamento di classe X. Le possibili conseguenze sul nostro pianeta.
A cura di Andrea Centini
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La macchia solare AR 4420 rivolta verso la Terra. Credit: NASA/SDO
La macchia solare AR 4420 rivolta verso la Terra. Credit: NASA/SDO

Nella zona centrale del Sole, leggermente spostata in alto a destra, è presente una gigantesca e instabile macchia solare chiamata AR 4420, che ha tutte le caratteristiche per poter sprigionare un brillamento di classe X, ovvero una potentissima esplosione in grado di liberare un quantità di energia paragonabile a quella di milioni di bombe atomiche che esplodono simultaneamente. L'eruzione solare potrebbe verificarsi oggi domenica 26 aprile 2026. Poiché la macchia solare, come mostrano le immagini del Solar Dynamic Observatory (SDO) della NASA, è al momento rivolta direttamente verso la Terra, nel caso in cui dovesse sprigionare un'eruzione solare di tale portata – e fosse accompagnata da un'espulsione di massa coronale (CME) – potrebbe provocare sul nostro pianeta una tempesta geomagnetica acuta (G4) o persino estrema (G5). Simili fenomeni, come spiegato dalla NOAA, possono sfociare in significativi problemi per infrastrutture elettriche, comunicazioni radio, operazioni satellitari e molto altro ancora. In aggiunta, potremmo vedere di nuovo l'aurora boreale nei cieli d'Italia come “effetto collaterale” dell'impatto del vento solare – composto da particelle cariche elettricamente (plasma) e campi magnetici – contro la magnetosfera.

La macchia solare AR4420. Credit: NASA/SDO
La macchia solare AR4420. Credit: NASA/SDO

A evidenziare che la macchia solare AR 4420 potrebbe dar vita a un potente brillamento di classe X è l'astrofisico Tony Phillips, che gestisce il portale specializzato in meteo spaziale spaceweather.com. “Non sorprendetevi se oggi si verificherà un'altra eruzione solare di tipo X. La macchia solare attiva 4420 è rivolta direttamente verso la Terra ed è potenzialmente pericolosa”, ha sottolineato lo scienziato nell'aggiornamento odierno del sito. Con “altra” si riferisce alle due eruzioni di classe X verificatesi il venerdì 24 aprile nell'arco di alcune ore. La prima è stata un brillamento X 2.5 innescatosi alle 01:07 del Tempo Coordinato Universale (UTC), le 03:07 ora italiana; la seconda un altro X 2.5 alle 10:13 ora italiana. In questo caso a essere coinvolta non è stata la macchia solare AR 4420, ma AR 4419, che fortunatamente, al momento delle esplosioni, si trovava sul margine destro del disco solare.

Le due esplosioni, infatti, hanno scagliato delle CME nello spazio, ma hanno mancato la Terra proprio per la loro posizione defilata, come mostrano le immagini che trovate nell'articolo. D'altro canto, AR 4420 sta puntando direttamente il nostro pianeta ed è egualmente instabile. Le macchie solari sono zone più fredde della fotosfera (per questo appaiono scure) a causa della presenza di turbolenti campi magnetici che intrappolano il calore nelle profondità della stella, facendo così apparire le macchie più scure rispetto alle aree circostanti. Ma quando le instabili linee di campo si spezzano e riconnettono, liberano istantaneamente enormi quantità di energia: sono i sopracitati brillamenti solari.

Questi fenomeni possono essere accompagnati dalle espulsioni di massa coronale, ovvero, materiale della corona solare – lo strato più esterno dell'atmosfera della stella – che viene strappato e scagliato a velocità mostruose nello spazio interplanetario del Sistema solare. Se il vento solare colpisce la Terra, può dar vita a tempeste geomagnetiche con potenziali gravissimi danni, nella caso di fenomeni paragonabili al famigerato Evento di Carrington del 1859.

Oltre all'attività solare, la macchia solare presenta un campo magnetico ‘beta-gamma-delta‘. Ciò significa che è instabile e possiede energia latente per brillamenti solari di classe X. La Terra si troverà nella zona di impatto per i prossimi 3-4 giorni”, ha spiegato il dottor Phillips. In sostanza, bisogna sperare che AR 4430 non sprigioni simili brillamenti per tutto il tempo che terrà il nostro pianeta nel suo mirino.

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