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Nuova isola scoperta in Antartide: era segnalata come “zona di pericolo inesplorata” sulle carte nautiche

Durante una spedizione nel Mare di Weddell, che bagna l’Antartide, i ricercatori hanno scoperto un’isola completamente nuova. Sulle mappe nautiche era segnalata come “zona di pericolo inesplorata”. Nelle immagini satellitari si “mimetizzava” tra i numerosi iceberg e le piattaforme di ghiaccio.
A cura di Andrea Centini
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La nuova isola nel Mare di Weddell. Credit: Credito: Alfred–Wegener–Institut / Christian Haas
La nuova isola nel Mare di Weddell. Credit: Credito: Alfred–Wegener–Institut / Christian Haas

Nel cuore del Mare di Weddell, un mare legato all’Oceano Atlantico sud occidentale sul quale si affaccia l’Antartide, i ricercatori hanno scoperto una nuova isola. È interessante notare che, come indicato dai suoi scopritori, nelle carte nautiche era segnalata semplicemente come “zona di pericolo inesplorata”, senza alcun riferimento alla terra emersa. Non ha ancora un nome e la sua posizione esatta non è stata divulgata, poiché, trattandosi di una nuova isola, sono state avviate tutte le procedure per nominarla ufficialmente. Una volta “censita” e classificata, sarà presentata al mondo con il suo nome e inserita nelle carte nautiche.

Potrebbe sembrare assurdo che al giorno d’oggi vengano ancora scoperte nuove isole, considerando i numerosissimi satelliti in orbita per mappare la Terra e le notevoli risoluzioni raggiunte. Tuttavia, l’isola si trova in una zona ricca di iceberg ed è spesso coperta dal ghiaccio, quindi risultava molto difficile da “discernere” dai colossi galleggianti (considerando che non si tratta di un’isola gigantesca). Solo vedendola di persona, probabilmente, sarebbe stata riconosciuta, come poi effettivamente accaduto. Fra l’altro, negli ultimi anni sono state scoperte diverse nuove isole, l’ultima delle quali è una piccola terra emersa nell’arcipelago delle Fiji di 1.200 anni. I ricercatori hanno determinato che si tratta di un’isola artificiale fatta di conchiglie di molluschi consumati in enormi quantità (e in breve periodo di tempo) dalla popolazione locale. Altre nuove isole sono state scoperte in Alaska, nel Mar Caspio, nel Mar Cinese Meridionale e nell’Oceano Pacifico. Ma torniamo alla nuova isola nel Mare di Weddell.

A identificarla sono stati gli scienziati a bordo della nave rompighiaccio Polarstern dell’Istituto Alfred Wegener, in viaggio tra i gelidi mari antartici dallo scorso 8 febbraio. I ricercatori stavano navigando nel Mare di Weddell nord occidentale, una zona considerata “cruciale per le correnti oceaniche globali”, come riportato in un comunicato stampa. A causa del significativo scioglimento del ghiaccio catalizzato dal riscaldamento globale, in quest’area sono in corso stravolgimenti importanti che i ricercatori intendono studiare per comprenderne gli effetti a livello globale (cambiamento delle correnti e innalzamento del livello del mare su tutti). A causa delle condizioni meteorologiche avverse, la nave ha dovuto cambiare rotta e cercare riparo dal vento grazie all’isola di Joinville; è proprio in quel momento che si sono accorti della presenza della nuova isola.

La nuova isola. Credit: Alfred–Wegener–Institut / Simon Dreutter
La nuova isola. Credit: Alfred–Wegener–Institut / Simon Dreutter

Durante il nostro percorso, la carta nautica indicava un’area con pericoli inesplorati per la navigazione, ma non era chiaro di cosa si trattasse né da dove provenissero le informazioni”, ha affermato il dottor Simon Dreutter, geofisico esperto di batimetria presso il Centro Helmholtz per la ricerca polare e marina (AWI) dell’Istituto Alfred Wegener. “Ho esaminato attentamente tutte le coste che avevamo qui nel laboratorio di batimetria e sono tornato in plancia. Guardando fuori dal finestrino, abbiamo visto un ‘iceberg’ che sembrava un po’ sporco. A un’ispezione più attenta, ci siamo resi conto che probabilmente si trattava di roccia. Abbiamo quindi cambiato rotta e ci siamo diretti in quella direzione, e ci è apparso sempre più chiaro che avevamo un’isola di fronte a noi”, ha aggiunto Dreutter.

Il comandante si è avvicinato mantenendo una distanza di circa 150 metri (con almeno 50 metri d’acqua sotto l’imbarcazione) e i ricercatori hanno potuto mappare e fotografare l’isola anche con un drone. Dall’analisi dei dati è emerso che è lunga 130 metri, larga 50 metri e affiora dal Mare di Weddell per circa 16 metri. Non si tratta di una grande isola, pertanto nelle immagini satellitari poteva “mimetizzarsi” facilmente tra iceberg e piattaforme di ghiaccio galleggianti abbondanti nella zona. Fra l’altro, la “zona di pericolo” che compariva sulle mappe nautiche era spostata di circa 1 miglio rispetto alla sua posizione reale, informazioni che dovranno essere corrette e formalizzate nei futuri documenti. In passato i ricercatori a bordo della nave avevano già mappato due nuove isole nel Mare di Weddell.

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