Nube di polvere sahariana da oggi sull’Italia, cos’è e gli effetti del fenomeno mostrato dalle mappe Skiron

La nuova nube di polvere sahariana che sta interessando l’Italia ha riacceso l’attenzione su un fenomeno tutt’altro che raro sulla nostra penisola. Ben visibile nelle mappe elaborate dal modello Skiron che tracciano in tempo reale la concentrazione di particolato minerale proveniente dal Sahara, questa massa di polvere può percorrere migliaia di chilometri e attraversare il Mediterraneo, spinta dalle correnti nord-africane che in questi giorni sono responsabili anche l’attuale ondata di calore. Ma come si origina esattamente questa nube di sabbia, quali sono le zone del Paese più coinvolte e con quali conseguenze?
Cos'è la nube di polvere sahariana
La nube di polvere sahariana è un fenomeno naturale che si verifica quando forti venti sollevano dal deserto enormi quantità di sabbia e particolato minerale, che vengono trasportati in quota dalle correnti atmosferiche. Quando queste masse d’aria si dirigono verso il Mediterraneo, le particelle possono raggiungere l’Europa meridionale e anche Italia.
Si tratta di un fenomeno che si osserva più volte nel corso dell'anno, soprattutto durante la primavera e l'estate, quando particolari configurazioni della circolazione atmosferica sull'Africa settentrionale favoriscono la formazione di correnti ascensionali in grado di sollevare grandi quantità di polveri desertiche.
Cosa mostrano le mappe Skiron
Le mappe elaborate dal modello Skiron, sviluppato dall’Università Nazionale e Capodistriana di Atene, mostrano la diffusione di queste nubi di polvere nel tempo. Il sistema elabora i dati satellitari e atmosferici per stimare la concentrazione di particolato in prossimità del suolo, permettendo di seguire e prevedere l’evoluzione del fenomeno.
Nelle ultime ore, le mappe aggiornate evidenziano una vasta massa di polvere che dal Nord Africa si sta muovendo verso la Spagna e la Francia meridionale, raggiungendo anche l’Italia.
Nel nostro Paese, il nucleo più intenso della nube interesserà inizialmente la Sardegna, per poi espandersi alle regioni tirreniche nella giornata di giovedì 16 luglio, fino a coinvolgere gran parte dell'Italia venerdì 17 e raggiungere la massima estensione sabato 18, per poi spostarsi infine sulle regioni meridionali, comprese Calabria e Puglia, nella giornata di domenica 19.
Le zone dove la concentrazione di polvere risulterà più elevata coincideranno non a caso, con quelle dove si registrano le temperature più alte, sebbene lee anomalie termiche resteranno comunque molto elevate un po’ ovunque sul territorio nazionale.
Gli effetti del fenomeno
I primi effetti della nube di polvere sahariana sono visibili nel cielo, che assume tonalità lattiginose, giallastre o rossastre, con il sole che appare più pallido e offuscato. Al suolo, il fenomeno si traduce spesso in un sottile strato di sabbia che si deposita su auto, balconi e superfici esterne, anche se l’aspetto più rilevante riguarda il suo legame con le temperature. Cieli sporchi e carichi di polvere sahariana possono infatti accompagnare anche il cuore più caldo della massa d’aria in arrivo dal Nord-Africa.
Effetti meno noti ma scientificamente rilevanti riguardano tuttavia il ruolo ecologico della polvere del Sahara, che trasporta nutrienti importanti per gli ecosistemi marini. Tra questi il ferro, essenziale per la fotosintesi del fitoplanton, i produttori primari alla base della catena alimentare marina.
Il trasporto della polvere del Sahara può inoltre spostare microrganismi dal loro habitat originario, che possono sopravvivere al viaggio e colonizzare i luoghi dove la polvere si deposita. Un esempio di questo trasporto è quello dei ghiacciai del Monte Bianco, dove sono state trovate comunità microbiche provenienti dal deserto del Sahara.