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Nascono sempre meno bambini: tassi di fertilità insostenibili nel 97% dei Paesi entro il 2100

Il crollo delle nascite è un problema che attualmente riguarda principalmente i Paesi ricchi e l’Italia ne è particolarmente colpita. Tuttavia i tassi di fertilità risultano in calo in tutto il mondo; gli scienziati stimano che entro il 2100 il “ricambio generazionale” sarà compromesso nel 97 percento dei Paesi.
A cura di Andrea Centini
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Dal dopoguerra ad oggi il tasso di fertilità globale si è più che dimezzato, compromettendo il ricambio generazionale in diversi Paesi. Com'è ampiamente noto l'Italia è fra quelli con il numero di nascite in costante e preoccupante calo, una situazione che in futuro determinerà significativi impatti a livello sociale ed economico. Ma secondo gli esperti siamo innanzi a un problema mondiale, al di là delle attuali e più evidenti criticità; basti sapere che, entro il 2050, solo in 49 Paesi e territori (24 percento) i tassi di fertilità rimarranno al di sopra del valore che permette la “sostituzione” tra generazioni, mentre entro la fine del secolo ne resteranno soltanto sei, appena il 2,9 percento. Ciò significa che il 97 percento delle nazioni (o entità analoghe) dovrà affrontare il problema delle nascite, che saranno sempre più spostate verso i Paesi a basso reddito. Dei sei Paesi di cui sopra, infatti, tre sono definiti a basso reddito e si trovano nell'Africa subsahariana, dove si verificherà un boom di nascite nei prossimi decenni, per poi contrarsi.

A determinare che entro il 2100 ci sarà un drammatico calo nelle nascite di bambini è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) presso la Scuola di Medicina dell’Università di Washington, che ha messo a punto il Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study (GBD) 2021. Lo studio, in parole semplici, ha valutato come sono variati gli indicatori della fertilità tra il 1950 e il 2021, grazie ai quali è stato possibile fare proiezioni per il futuro. Sono stati utilizzati modelli di regressione per analizzare registrazioni anagrafiche, censimenti e altri dati (per un totale di circa 9.000 anni – paese) e ottenere i tassi di fertilità specifici (ASFR) in vari gruppi di fasce di età, tra l'adolescenza e i 54 anni. Come indicato, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri il tasso di fertilità globale si è ridotto di oltre la metà, passando a 4,84 a 2,23 punti. Il picco di nascite di bimbi si è verificato nel 2016, quando ne sono nati 142 milioni, mentre nel 2021 sono stati 129 milioni.

Chiaramente l'andamento è stato diverso nei singoli Paesi e la popolazione mondiale ha comunque continuato a crescere, raggiungendo gli 8 miliardi di individui a novembre dello scorso anno (con l'India che ha superato la Cina come nazione più popolosa al mondo). Il crollo delle nascite riguarda principalmente i Paesi con redditi più alti e medi; non a caso gli esperti prevedono che il 77 percento delle nascite entro la fine del secolo si verificherà proprio in quelli a basso reddito, in particolar modo nell'Africa subsahariana. Qui, nel 2021, è nato il 29 percento dei bambini; si stima che in questa parte del mondo vedrà la luce il 41,3 percento dei bambini entro il 2050 e oltre la metà entro la fine del secolo. Come indicato, i tassi di fertilità sono diminuiti ovunque dal 1950 ad oggi, dove attualmente restano a livello di sostituzione in 94 Paesi e territori, il 46,1 percento del totale. Di questi circa la metà è composta da Paesi dell'Africa subsahariana, dove si concentra la maggior parte dei nuovi nati. Secondo gli esperti questi cambiamenti radicali nella distribuzione della popolazione mondiale, con sempre più anziani nei Paesi ricchi e giovani in quelli a basso reddito, avrà un impatto significativo sul mondo del lavoro, l'istruzione, la pianificazione famigliare, l'assistenza sanitaria e in generale sulle società.

Secondo una una recente ricerca dell'Università di Washington la popolazione globale aumenterà a 9,7 miliardi di individui nel 2064 e calerà a 8,8 miliardi entro il 2100, proprio per la costante erosione dei tassi di fertilità. Le famiglie subiranno un cambiamento radicale, con un vero e proprio crollo nel numero di parenti; è stato stimato che per una donna di 65 anni, nel dopoguerra, i parenti erano in media 41, mentre nel 2095 si stima che ne avrà solo 25. A guidare questa rivoluzione nella pianificazione famigliare ci sarebbero soprattutto due fattori, secondo gli studiosi: la crescita dell'istruzione femminile e l'accesso ai moderni contraccettivi. In futuro, per i Paesi ricchi e con una popolazione più anziana, per gli esperti diventerà fondamentale fare affidamento sull’immigrazione aperta per sostenere la crescita economica e gli equilibri sociali. “I paesi dell’Africa sub-sahariana hanno una risorsa vitale che le società che invecchiano stanno perdendo: una popolazione giovane”, ha dichiarato a IFLScience il professor Stein Emil Vollset, principale autore dello studio. I dettagli della ricerca “Global fertility in 204 countries and territories, 1950–2021, with forecasts to 2100: a comprehensive demographic analysis for the Global Burden of Disease Study 2021” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet.

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