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Nasce in Italia il paese dei lupi: la denominazione ufficiale di Aschi è “motivo di orgoglio e una grande gioia”

Aschi, frazione del comune abruzzese di Ortona dei Marsi, è stato ufficialmente denominato “il paese dei lupi”. È “motivo di orgoglio collettivo e una gioia immensa”, ha commentato a Fanpage.it il ricercatore Enrico Villa, che ha scritto un romanzo dedicato alla virtuosa convivenza tra la comunità aschitana e i lupi che popolano valli e montagne circostanti.
A cura di Andrea Centini
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Un lupo ad Aschi. Credit: Enrico Villa
Un lupo ad Aschi. Credit: Enrico Villa

Il Consiglio comunale di Ortona dei Marsi, un antico borgo montano nel cuore della Valle del Giovenco, in Abruzzo, ha deliberato di denominare la sua nota frazione di Aschi come “il paese dei lupi”. Nasce così in Italia un luogo con una dedica specifica – e formale – a questi meravigliosi animali, che proprio in Abruzzo, in queste ultime settimane, sono stati sottoposti a un attacco senza precedenti, perlomeno in tempi recenti. Oltre venti esemplari, infatti, sono stati trovati morti tra Bisegna, Pescasseroli, Alfedena e Barrea, tutti avvelenati con bocconi di carne imbottiti di pesticidi (fitofarmaci facilmente reperibili in commercio). In un momento così doloroso e insopportabile come questo, l'iniziativa del comune in provincia dell'Aquila – meno di 400 anime – assume un significato ancor più prezioso e lungimirante; è un vero e proprio faro la cui luce si proietta ben al di là della Marsica e dei confini regionali.

Credit: Enrico Villa
Credit: Enrico Villa

La decisione di dar vita al “paese dei lupi” è stata presa in virtù della costante presenza sul territorio di questi predatori apicali, che svolgono un ruolo di primaria importanza nel mantenere gli equilibri ecologici. Ma la sola presenza dei lupi, chiaramente, non è sufficiente a giustificare un atto formale di questo tipo. Alla base, oltre all'intento di valorizzare un luogo già ampiamente noto a studiosi, fotografi naturalisti e appassionati di natura per la ricchezza della fauna selvatica, vi è anche il desiderio di sottolineare il profondo legame tra la comunità di Aschi e i lupi che popolano valli e montagne attorno al paese.

Proprio qui, dove sono ancora visibili i segni lasciati dal terribile terremoto del 1915, costato un altissimo prezzo in termini di vite umane, le persone hanno imparato a convivere con questi animali, rispettandone appieno la natura. Anche la gestione dei potenziali conflitti avviene con un approccio saggio ed esemplare, ovvero considerando i lupi come una componente integrante e integrata del territorio, con le proprie necessità e il pieno diritto a esistere, vivere e prosperare. Per alcuni potrebbe sembrare assurdo, ma questa filosofia viene pienamente abbracciata anche dagli allevatori locali. Ed è anche per questo che il vento che accarezza il Monte Civitella – dove poggia Aschi Alto – ha il sapore del cambiamento, con la speranza che possa ispirare anche le comunità dove i conflitti, alimentati dall'ignoranza e dalla disinformazione, si trasformano in una guerra.

Credit: Enrico Villa
Credit: Enrico Villa

Proprio ad Aschi, in più occasioni, abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di incontrare il branco di lupi che ha scelto questo territorio come “casa”. Ad accompagnarci in queste straordinarie avventure abbiamo avuto al nostro fianco i due ricercatori Enrico Villa e Dania Tesei, che per la maggior parte dell'anno studiano le balene alle Azzorre ma che in inverno sono spesso in Abruzzo, innamoratisi del territorio e dei lupi di Aschi. E proprio a questi lupi e alla comunità di Aschi Enrico ha dedicato il suo libro "Lupi di Aschi", un romanzo che coniuga una storia e personaggi di fantasia con persone ed esperienze reali. “Il riconoscimento di Aschi come ‘Paese dei Lupi’ è il riflesso di una comunità che custodisce un rapporto equilibrato con la natura. Nel romanzo ho raccontato ciò che il territorio già esprimeva. Oggi è diventato parte dell’identità ufficiale di Aschi: un motivo di orgoglio collettivo e una gioia immensa”, ha commentato Enrico Villa a Fanpage.it, dopo aver appreso la decisione del Consiglio comunale di Ortona dei Marsi.

Credit: Enrico Villa
Credit: Enrico Villa

Nonostante una presenza costante e ben documentata, vedere i lupi nel “paese dei lupi” non è comunque così facile e immediato come si potrebbe immaginare. Ed è giusto così. Sebbene li si senta ululare e alcuni esemplari possano attraversare il centro abitato nel corso della notte, i lupi mantengono una naturale distanza dalle abitazioni e dal “territorio degli umani”, spostandosi continuamente tra le valli e le montagne circostanti. Al netto del colpo di fortuna che può sempre capitare, per poter scorgere i lupi è spesso necessario l'utilizzo di una termocamera, in grado di “tradire” la loro presenza – così come quella di altri animali come i cervi – grazie al calore emesso dal corpo. “Paese dei lupi” non significa che persone e lupi condividono costantemente lo stesso territorio, ma che convivono gli uni al fianco degli altri, talvolta intersecandosi, in un equilibrio naturale che è fonte d'ispirazione.

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