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Conflitto in Ucraina
17 Marzo 2022
18:34

L’ESA ha sospeso ExoMars, missione gestita con la Russia per il lancio di un rover su Marte

A causa della guerra in Ucraina l’ESA ha sospeso la missione ExoMars gestita con la Russia. Il lancio del rover Rosalind Franklin era atteso per settembre 2022.
A cura di Andrea Centini
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Il rover Rosalind Franklin. Credit: ESA
Il rover Rosalind Franklin. Credit: ESA
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Conflitto in Ucraina

L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha deciso di sospendere la missione ExoMars gestita in cooperazione con la Roscomos, l'Agenzia spaziale Russa. L'ambizioso progetto prevedeva il lancio del rover Rosalind Franklin verso Marte entro settembre 2022, tuttavia, a causa della guerra in Ucraina scatenata da Putin, già nei giorni scorsi l'ESA aveva comunicato di ritenere “improbabile” che il robot potesse partire alla volta del Pianeta Rosso. Ora, a seguito di una riunione di due giorni tenutasi a Parigi con tutti i rappresentanti dei 22 Paesi membri, il Consiglio dell'agenzia ha riconosciuto “l'attuale impossibilità di svolgere la cooperazione in corso con la Roscosmos sulla missione ExoMars”. Pertanto ha deciso (all'unanimità) di incaricare il Direttore generale dell'ESA Joseph Aschbacher di adottare le “misure appropriate” per sospendere questa attività di collaborazione con i russi.

L'ESA ha annunciato la sua decisione in un comunicato stampa, nel quale ha sottolineato il pieno sostegno alle sanzioni imposte alla Russia, anche se comportano dei grandi sacrifici in termini di ricerca scientifica. “In quanto organizzazione intergovernativa incaricata di sviluppare e attuare programmi spaziali nel pieno rispetto dei valori europei – scrive l'ESA -, deploriamo profondamente le vittime umane e le tragiche conseguenze dell'aggressione all'Ucraina. Pur riconoscendo l'impatto sull'esplorazione scientifica dello spazio, l'ESA è pienamente allineata alle sanzioni imposte alla Russia dai suoi Stati membri”. Si tratta di un durissimo colpo per la missione ExoMars, già rinviata dal 2018 a causa di problemi col paracadute del rover. Poiché a causa delle posizioni orbitali della Terra e di Marte le condizioni ideali per il lancio di un veicolo / sonda sul Pianeta Rosso si verificano ogni due anni, perdere il treno del 2022 significa dover aspettare almeno fino all'estate del 2024 per poter vedere il Rosalind Franklin in partenza da una piattaforma di lancio.

Joseph Aschbacher ha affermato su Twitter che gli Stati membri dell'ESA hanno preso una decisione “difficile, ma necessaria”, alla luce di quanto sta accadendo in Ucraina. Il Consiglio ha incaricato il direttore generale anche di “condurre uno studio industriale accelerato per definire meglio le opzioni disponibili per una via da seguire per implementare la missione rover ExoMars”. In pratica, si sta cercando un'alternativa per il lancio del rover. Un progetto non facile, dato che il Rosalind Franklin sarebbe dovuto partire a bordo di un razzo russo Proton-M, ma soprattutto sarebbe dovuto “ammartare” assieme a una piattaforma chiamata Kazachok, anch'essa russa. Il lancio era previsto dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana francese, con la quale la Russia aveva deciso si sospendere la cooperazione in risposta alle sanzioni alla Russia (aveva completamente ritirato il suo staff). Non è chiaro se l'ESA potrà utilizzare comunque il lander russo o dovrà progettarne e costruirne uno ex novo, facendo aumentare ulteriormente i costi e dilatando i tempi.

A causa di questa situazione drammatica l'ESA sta valutando opzioni di lancio alternative anche per altre quattro missioni programmate in collaborazione con la Roscomos, ovvero Galileo M10, Galileo M11, Euclid ed EarthCare, che avrebbero tutte sfruttato delle navette russe Soyuz. Nel suo comunicato l'ESA ha voluto sottolineare che il programma della Stazione Spaziale Internazionale “continua a funzionare nominalmente” e che l'equipaggio è al sicuro. Recentemente la Roscomos ha annunciato che riporterà regolarmente sulla Terra l'astronauta della NASA Mark Vande Hei, a bordo della ISS da un anno e in attesa di rientrare proprio su una Soyuz il 30 marzo.

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