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Le foto dei bellissimi pulcinella di mare, i “pinguini dell’emisfero boreale”: possono essere visti anche in Italia

I pulcinella di mare sono magnifici e inconfondibili uccelli dell’Atlantico settentrionale, ma possono essere visti anche in Italia, come spiegato a Fanpage.it da Gabriella Motta e Gianni Lucchi, che li hanno fotografati nel Mar Ligure. Appartengono alla famiglia degli alcidi, “i pinguini dell’emisfero boreale”, afferma il giovane ornitologo Francesco Barberini. Il racconto e le foto di Simone Durigon, che li ha incontrati su un’isola selvaggia in Irlanda, dove vive una grande colonia.
Pulcinella di mare. Credit: Simone Durigon
Pulcinella di mare. Credit: Simone Durigon

Forse non tutti sanno che i pulcinella di mare (Fratercula arctica), tra i più conosciuti e amati uccelli “nordici”, possono essere visti liberi e selvaggi anche in Italia. Con una certa regolarità, infatti, è possibile avvistarne degli esemplari – sia giovani che adulti – nel cuore del Mar Ligure, tra la Liguria e la Sardegna. Gli incontri avvengono in alto mare e spesso a notarli sono gli equipaggi delle imbarcazioni impegnate nel whale watching, sempre attenti a scrutare tra i flutti e alle creature che popolano il grande blu. “Sono animali che nella checklist ligure vengono considerati rari, ma regolari, sia estivanti che svernanti”, ha dichiarato a Fanpage.it la biologa Gabriella Motta. “Ovviamente noi facciamo le uscite di avvistamento cetacei in primavera, estate e inizio autunno, ma abbiamo notato una presenza costante. Sembra che quest'anno siano un po' più abbondanti, probabilmente a causa di una perturbazione che c'è stata nell'Oceano Atlantico: ne sono stati trovati tanti spiaggiati, morti proprio di fame, perché non riuscivano a pescare a causa del maltempo”, ha aggiunto l'esperta, che ha scattato alcune delle splendide fotografie che trovate nell'articolo.

Pulcinella di mare nel Mar Ligure. Credit: Gabriella Motta
Pulcinella di mare nel Mar Ligure. Credit: Gabriella Motta

Abbiamo notato che dal 2023 le medie estive sono un po' aumentate”, le ha fatto eco l'avvistatore di cetacei e fotografo naturalista Gianni Lucchi. “È stato l'anno in cui ne sono stati visti di più, anche gruppi di quattro-cinque tutti insieme. Questo evento era stato attribuito a una perturbazione nell'inverno precedente che aveva portato giù centinaia di gazze marine, sia in Liguria che lungo tutta la costa italiana. Si ritiene che abbia portato anche un buon numero di pulcinella di mare, che poi si sono fermati anche durante l'estate e nei due anni successivi, 2024 e 2025. I numeri sono rimasti sempre abbastanza alti, non come nel 2023, ma comunque sempre più alti della media”, ha specificato Gianni.

Pulcinella di mare nel Mar Ligure. Credit: Gabriella Motta
Pulcinella di mare nel Mar Ligure. Credit: Gabriella Motta

Sebbene gli avvistamenti di pulcinella di mare risultino piuttosto regolari, l'Italia non è certamente un hotspot per ammirarli al meglio; durante il periodo della nidificazione, infatti, questi splendidi uccelli appartenenti alla famiglia degli alcidi (Alcidae) danno vita a grandi colonie sulle scogliere dei Paesi settentrionali, tra i quali figurano Islanda, Irlanda, Regno Unito e quelli scandinavi (sono presenti anche in Nord America). L'aspetto inconfondibile e il comportamento rendono i pulcinella di mare una delle specie più ambite e apprezzate da fotografi naturalisti e appassionati di birdwatching; non a caso si organizzano viaggi ad hoc su isole e coste dell'Atlantico settentrionale per poterli osservare assieme a urie, gazze marine, sule e altri uccelli che qui danno vita a immensi e rumorosi assembramenti. È uno spettacolo imperdibile per ogni appassionato di Natura.

Pulcinella di mare. Credit: Simone Durigon
Pulcinella di mare. Credit: Simone Durigon

Tra chi è andato a incontrarli nel privilegiato habitat naturale a nord c'è il fotografo naturalista Simone Durigon, autore di alcuni dei bellissimi scatti che trovate nell'articolo. “Osservare e fotografare i pulcinella di mare è sempre stato uno dei miei obiettivi e nel momento in cui abbiamo scelto l’Irlanda per le vacanze estive, ho approfittato per recarmi dove si incontrano delle colonie da vicino”, ha affermato a Fanpage.it. “Il luogo che ho ritenuto più interessante – anche per altre specie marine – è stata Great Saltee Island, un’isoletta completamente selvaggia contornata da scogliere a 20 minuti di navigazione da un villaggio di pescatori nel sud dell’Irlanda. Per arrivarci si prende un’imbarcazione che conduce i pochi visitatori sull’isola e dopo 4 ore riparte dallo stesso punto per tornare sulla terraferma. Si tratta di una escursione molto semplice, caratterizzata da un sentiero ad anello di circa 4 km dove possono andare tranquillamente anche i bambini, come mio figlio di 5 anni”, ha spiegato il fotografo.

Pulcinella di mare. Credit: Simone Durigon
Pulcinella di mare. Credit: Simone Durigon

Sull’isola – prosegue Simone – si ammirano meravigliosi paesaggi rocciosi a strapiombo sul mare, pendii di terra o di vegetazione bassa, collinette verdi accarezzate dalla brezza marina e se si è fortunati anche dal sole estivo. I pulcinella si cominciano a intravedere prima dell’attracco, in mare, galleggiando in gruppetti. Successivamente, nelle zone meno rocciose si incontrano mentre vanno avanti e indietro dal mare, diversi con del pesce fresco ancora nel becco per veicolarlo ai piccoli nei nidi costruiti nel terreno, mentre altri sono intenti a camminare sull’erba con una buffa andatura da pinguini. Alcuni decollano, altri ancora atterrano. Oltre a loro sull’isola nidifica una quantità di altre specie pelagiche: vari gabbiani, urie in colonie enormi, sule, gazze marine, fulmari e marangoni del ciuffo. L’atmosfera che si respira è di un enorme condominio naturale in cui tra maggio e luglio la vita brulica in maniera frenetica, scandita continuamente dai versi dei numerosissimi uccelli.

Pulcinella di mare nel Mar Ligure. Credit: Gabriella Motta
Pulcinella di mare nel Mar Ligure. Credit: Gabriella Motta

Gli alcidae sono i pinguini dell'emisfero boreale”, ha affermato a Fanpage.it il giovane ornitologo Francesco Barberini. “È vero che le specie esistenti oggi sono capaci di volare, anche se l'alca impenne (Pinguinus impennis), estinta dall'uomo nell'ottocento, aveva perso la capacità di volare. Sono una convergenza evolutiva dei pinguini (e dei petrelli tuffatori, anch'essi specie australi) nel senso che non sono imparentati ma hanno evoluto comportamenti e caratteristiche simili”, spiega l'esperto. In sostanza, gli alcidi stanno ai pinguini come gli ittiosauri (estinti) e i delfinidi stanno ai pesci; ovvero, sono animali che, pur non avendo una base filogenetica comune, hanno sviluppato caratteristiche analoghe plasmate dalla selezione naturale e dall'ambiente in cui vivono. “Infatti – prosegue Barberini sugli alcidi – cacciano pesci a vista tramite immersioni prolungate, utilizzando le ali come pinne. Inoltre di solito le parti inferiori sono chiare e quelle superiori scure, per rendere difficile sia dall'alto che dal basso distinguere la sagoma, agli occhi di predatori e prede, proprio come i pinguini.

Pulcinella di mare. Credit: Simone Durigon
Pulcinella di mare. Credit: Simone Durigon

Oltre al piumaggio bianco e nero, con testa chiara e uno stretto collare, la caratteristica più spettacolare dei pulcinella di mare è il grosso, robusto e coloratissimo becco, che in estate risulta decisamente più appariscente, come indicato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson. Nelle foto più spettacolari, come quelle di Simone Durigon, il becco è carico di pesci, che questi uccelli catturano con perizia e portano ai piccoli durante l'intenso periodo della nidificazione. Per certi scatti ci si chiede come abbiano fatto a catturare un numero così grande di pesci e riuscire a trattenerli tutti nel becco.

I pulcinella di mare sono purtroppo classificati come vulnerabili (codice VU) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), con una popolazione in decrescita secondo l'ultimo censimento condotto nel 2018. Si stima che il numero di individui adulti maturi tra Europa e Nord America sia compreso tra i 12 e i 14 milioni. Tra le principali minacce figurano i cambiamenti climatici, in particolar modo a causa degli effetti atmosferici estremi e della significativa diminuzione delle prede (si nutrono di lanci, aringhe e capelin e la pesca intensiva ha un ulteriore impatto). Moltissimi muoiono di fame. Anche la predazione da parte di specie introdotte (come gatti e ratti) possono avere effetti negativi sulle popolazioni.

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