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Febbre Dengue

L’allerta dell’Oms: “Rischio di infezioni di Dengue in Europa, attenzione da giugno”

Secondo l’ultimo report pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) da giugno a novembre potrebbero verificarsi in Europa nuovi casi autoctoni di infezione da Dengue. Nel 2023 solo in Italia i casi di questo tipo sono stati 82.
A cura di Valerio Berra
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I primi avvertimenti sulla febbre Dengue, almeno in Italia, erano già stati registrati nei mesi scorsi. Solo a febbraio il virologo Fabrizio Pregliasco spiegava a Fanpage.it che era necessario cominciare a controllore gli aerei provenienti dalle aree in cui questa malattia stava proliferando. Ora l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato nel suo ultimo report un avvertimento diretto all’Europa.

“Fino a questo momento nel 2024 non sono stati segnalati casi di Dengue autoctoni o trasmessi localmente. Questi casi potrebbero verificarsi quando le condizioni ambientali permetteranno l’attività dei vettori, da giugno a novembre”.

Per vettori si intendono nello specifico due zanzare in grado di portare questa malattia: Aedes aegypti e Aedes albopictus. Fra queste due zanzare la più diffusa in Italia è la Aedes albopictus, la zanzara tigre comune.

Cosa sono i casi autoctoni

I casi autoctoni di cui parla l’Oms sono i casi di infezioni che nascono direttamente in Europa, senza contare quindi quelli importati da altri Paesi. Nel report di aggiornamento dell’Oms Dengue – Global situation pubblicato il 30 maggio viene riportato il conto dei casi di Dengue registrati fino a questo momento.

Al 30 aprile 2024 parliamo di 7,6 milioni di casi in tutto il mondo. Di questi ci sarebbero 16.000 casi gravi e 3.000 decessi. La Dengue, ricordiamolo, è una malattia infettiva virale che si trasmette attraverso le zanzare. Il virus è un patogeno a RNA, esattamente come il SARS-CoV-2. A causa dei suoi sintomi viene definita anche la febbre delle ossa rotte.

La diffusione di Dengue in Italia: i dati

Per adesso i casi di Dengue segnalati in Europa arrivano soprattutto dall’estero, parliamo di infezioni contratte in Paesi tropicali da persone che poi tornano al loro Paese di origine. Dal 2010 però sono stati registrati piccoli focolai autoctoni nei Paesi con le aree più calde come Italia, Francia e Spagna. In tutto il 2023 i casi autoctoni nel nostro Paese dono stati 82.

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