La storia dei 2 metri in più del Monte Bianco non è come la stanno raccontando
La nuova altezza del Monte Bianco, di 4.807,47 metri, è stata presentata come una sorprendente crescita di quasi 2 metri rispetto al 2023. Ma fermarsi a questo confronto significa raccontare una storia molto diversa da quella che emerge dai dati. E non semplicemente perché la vetta del “Tetto d’Europa” ha una calotta di neve e ghiaccio che cambia costantemente spessore con il caldo, il vento e le precipitazioni.
La quota registrata dai tecnici della Camera dipartimentale dei geometri dell’Alta Savoia si inserisce in un monitoraggio regolare, partito nel 2001. In questa serie, il dato rilevato il 17 settembre 2026 non riflette una crescita, ma una perdita, di 1,29 metri rispetto al 2025 e addirittura di 2,93 metri rispetto al 2001.
All’interno di questa stessa serie, il 2023 rappresenta la quota più bassa registrata dal 2001, con un’altezza di appena 4.805,59 metri. Il quasi “due metri in più” di oggi, che corrispondono più precisamente a 1,88 metri rispetto al 2023, non rappresentano pertanto un’inversione di tendenza, ma un rimbalzo dopo il valore più basso, un’oscillazione su un declino di addirittura 3,43 metri nel confronto con l’altezza di 4.810,9 metri registrata nel 2007.
Basta davvero uno sguardo veloce al grafico per rendersi conto che quest’anno c’è davvero poco da festeggiare.
L’estate del 2026 è stata la più calda nell’Europa occidentale e, all’inizio di questo mese, i glaciologi svizzeri hanno lanciato l’allarme sul ritmo di scioglimento “più che raddoppiato” dei ghiacciai alpini, dopo aver confermato che quasi un quinto del ghiaccio del Paese è scomparso negli ultimi cinque anni, mentre il 5,5% del suo volume è andato perduto tra l’ottobre 2025 e il settembre 2026.
A confermarlo sono anche i tecnici che hanno effettuato le misurazioni sul Monte Bianco, mettendo in guarda dal collegare le fluttuazioni della vetta alle variazioni della massa glaciale.
“La tendenza al riscaldamento è visibile a occhio nudo nel massiccio alpino, ma non sembra avere lo stesso impatto al di sopra dei 4.000 metri” ha spiegato Jean de Garet, presidente della Camera dipartimentale dei geometri dell’Alta Savoia e capo della spedizione sul Monte Bianco, all’emittente televisiva francese TF1. “Mentre saliamo, passiamo davanti al rifugio Brigade Blanche, prima del ghiacciaio Tête Rousse, e abbiamo visto che il ghiacciaio si era ritirato”.
“Si è letteralmente sciolto davanti ai nostri occhi e ora in alcuni punti attraversiamo un torrente anziché un ghiacciaio”.