Il buco dell’ozono si sta aprendo più del solito: a settembre è già grande 80 volte l’Italia

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Il buco dell'ozono sopra l'Antartide ha raggiunto un'estensione di 25 milioni di km2 nella prima metà di settembre 2026, circa 5 milioni di km2 al di sopra della media per questo periodo dell'anno / Credit: CAMS/ECMWF
Il buco dell’ozono ha raggiunto un’estensione di oltre 25 milioni di chilometri quadrati nel mese di settembre, superando la media per questo periodo dell’anno.

Il buco dell’ozono sta registrando un’espansione particolarmente rapida per questo periodo dell’anno, superando i 25 milioni di chilometri quadrati nella prima metà di settembre, pari a quasi 80 volte la superficie dell’Italia. Questo aumento, secondo i dati del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), si è verificato a partire dalla fine di agosto 2026, facendo segnare un incremento di circa 5 milioni di chilometri quadrati in più rispetto alla media stagionale. In confronto, in questo stesso periodo dello scorso anno, l’estensione del buco dell’ozono aveva raggiunto circa 20 milioni di chilometri quadrati, ben lontano dal record di 29,9 milioni di chilometri quadrati registrato alla fine di settembre 2000.

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Le dimensioni del buco dell'ozono al 12 settembre 2026 (linea rossa) e previsioni a 5 giorni (linea rossa tratteggiata). La linea blu scuro mostra l'evoluzione del buco dell'ozono durante il 2025, mentre la linea blu chiaro rappresenta il 2024. In grigio la media delle dimensioni raggiunte tra il 1979 e il 2023. Credit: CAMS/ECMWF

Nonostante le dimensioni, gli altri indicatori chiave dello stato del buco dell’ozono, come il valore minimo della colonna di ozono e il deficit di massa complessivo, mostrano valori vicini alle medie stagionali, suggerendo che l’evoluzione di quest’anno possa riflettere la variabilità meteorologica stagionale più che un'inversione del trend di recupero avviato dopo il bando dei clorofluorocarburi stabilito dal Protocollo di Montreal del 1987.

Il buco dell’ozono si apre ogni anno sopra l’Antartide durante la primavera australe (tra agosto e novembre), dopo che le basse temperature stratosferiche polari dell’inverno hanno favorito la formazione di nubi che intrappolano cloro e bromo di origine antropica. Con il ritorno della luce solare, le reazioni chimiche che avvengono in queste nubi rilasciano le forme più reattive di queste sostanze, che distruggono rapidamente le molecole di ozono, con un’espansione del buco che prosegue finché le temperature non risalgono e il vortice polare non si indebolisce, permettendo all’ozono delle latitudini più basse di raggiungere l’Antartide.

Perché il buco dell’ozono si sta aprendo più del solito

Secondo il CAMS, il rapido aumento delle dimensioni del buco dell’ozono registrato nella prima metà di settembre 2026 ha coinciso con un'improvvisa diminuzione della temperatura minima nella stratosfera, a circa 20 km sopra il Polo Sud.

Con l’area del buco dell’ozono del 2026 che a settembre è cresciuta più della media del periodo, ma altri indicatori rimasti vicini alle medie storiche, i dati di quest’anno dimostrano l’importanza di avere un set di dati di alta qualità” ha spiegato Laurence Rouil, Direttore del CAMS. “Nessun indicatore, preso singolarmente, può fornire un quadro completo”.

Il CAMS pubblica quotidianamente dati e visualizzazioni a supporto che tracciano l'evoluzione, comprese le aperture e le chiusure, del buco dell'ozono antartico, tra cui mappe, grafici e animazioni, sulla sua pagina web dedicata al monitoraggio dello strato di ozono .

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