Il bambino con un tumore al cervello scoperto 11 giorni dopo la nascita sfida ogni previsione e inizia la scuola

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Dopo quattro interventi chirurgici e nove cicli di chemioterapia, il piccolo Joey Sharp è arrivato al suo primo giorno di scuola. “Vederlo entrare con lo zaino sulle spalle è stato un momento incredibile”.

Aveva solo 11 giorni quando gli era stato diagnosticato un tumore al cervello, ma oggi ha raggiunto un traguardo che i suoi genitori non avrebbero mai immaginato: il suo primo giorno di scuola. È la storia di Joey Sharp, un bambino nato ad Edimburgo nel dicembre 2020, che aveva poco più di una settimana quando venne ricoverato in ospedale. Aveva difficoltà di nutrizione, stava perdendo peso e soffriva di ittero, che non accennava a migliorare. I medici Royal Hospital for Children che lo presero in cura, notarono anche una piccola infezione a un’unghia, per cui decisero di trattarlo con una terapia antibiotica endovenosa.

Durante la sua prima notte in ospedale, Joey aveva però iniziato ad avere alcuni piccoli spasmi muscolari. Un’ecografia aveva evidenziato un’anomalia al cervello, che inizialmente si pensava potesse essere un’emorragia o un tumore al cervello. Nel giro di poche ore, era stato sottoposto anche a una TAC e una risonanza magnetica. E ai suoi genitori, Sam e Steven, venne detto che Joey aveva bisogno di un intervento neurochirurgico d’urgenza, quel giorno stesso, altrimenti difficilmente sarebbe sopravvissuto.

L’analisi dei campioni prelevati durante l’operazione al cervello rivelò che si trattava di un glioblastoma, un tumore cerebrale maligno e molto aggressivo. “Io e Steven eravamo completamente distrutti” ha ricordato la madre di Joey. “Anche se l’intervento aveva scongiurato il pericolo immediato, ci siamo ritrovati ad affrontare una diagnosi che portava tanta incertezza e paura”.

La battaglia di Joey contro il glioblastoma

Negli anni successivi, Joey ha affrontato altri tre interventi neochirurgici e nove cicli di chemioterapia, prendendo parte anche a studi clinici in Scozia che hanno contribuito a migliorare le conoscenze sui trattamenti chemioterapici nei neonati. Quasi alla fine della chemioterapia, è arrivata la notizia che tutti aspettavano.

Mentre stava affrontando l’ultima seduta, i suoi genitori hanno saputo che la TAC non aveva evidenziato alcuna traccia della malattia. “Ci eravamo preparati all’idea che probabilmente avrebbe avuto bisogno di un altro intervento chirurgico, per cui quelle parole sono state qualcosa di incredibile. Ci siamo sentiti come se potessimo respirare di nuovo” ha spiegato Sam.

La vita dopo il tumore al cervello

Oggi Joey è un bambino di 5 anni felice e determinato, che “riempie ogni stanza di risate e non si lascia mai scoraggiare da nulla”. Convive con una paralisi cerebrale che limita i suoi movimenti, ma ha sfidato le previsioni più cupe, arrivando a varcare i cancelli della scuola.

Vederlo entrare con il suo zaino sulle spalle è stato molto emozionante, non solo per la nostra famiglia, ma anche per i tanti medici, infermieri e terapisti che lo hanno assistito da quando aveva solo 11 giorni” ha aggiunto la madre. “Affronta la vita con gioia e ha un legame speciale con sua Carly e suo fratello Robbie”.

I genitori di Joey stanno condividendo la sua storia attraverso Brain Tumour Research, per raccontare il percorso del bambino e dare speranza alle famiglie che si trovano nella stessa situazione. Il prossimo anno, Sam parteciperà anche alla maratona di Edimburgo per raccogliere fondi per la ricerca sui tumori cerebrali. “Ogni volta che l’allenamento diventa difficile, penso a Joey e a tutto ciò che ha già superato. Il suo coraggio mi motiva a continuare a mettere un piede davanti all’altro”.

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