Ha una lesione al dito che non guarisce: medici diagnosticano rara forma digitale di un tumore comune, il basalioma

Un uomo di 63 anni si è recato in ospedale con una dolorosa lesione sul dito medio della mano destra, che aveva iniziato a svilupparsi ben tre anni prima e che col tempo si è progressivamente accresciuta, diventando sempre più dolente. Proprio per questo motivo il paziente si è infine deciso a farsi controllare (anche se avrebbe dovuto farlo molto tempo prima, considerando che in genere, i medici, raccomandano una visita quando si manifestano segni e lesioni che non vanno via nel giro di un paio di settimane). Dagli esami istologici è emerso che l'uomo era affetto dalla rara forma digitale – cioè presente sulle dita – del carcinoma basocellulare nodulare o basalioma, che è in realtà il più comune dei tumori della pelle.
A renderlo così peculiare, tanto da portare alla pubblicazione di un caso clinico ad hoc sulla rivista scientifica specializzata Skin, vi è proprio il fatto che la la neoplasia è comparsa su un dito. Come spiegato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), infatti, “i basaliomi si manifestano soprattutto nelle parti del corpo più esposte al sole”, ovvero “viso, cuoio capelluto, orecchie, collo, spalle e schiena (dorso)”, risultando più comuni nelle persone con carnagione chiara. Anche le dita vengono chiaramente esposte alla radiazione solare – nota per l'innesco anche del ben più pericoloso melanoma – tuttavia esse presentano pochissime ghiandole sebacee. Come evidenziato dagli autori del caso clinico, queste ghiandole associate ai follicoli piliferi sono strettamente collegate alla patogenesi del carcinoma basocellulare, ecco perché si tratta di un tumore raro sulle dita.
A diagnosticare la patologia oncologica del 63enne sono stati i due specialisti Yeqi Guo e Jianmin Chang, entrambi del Dipartimento di Dermatologia dell'Ospedale di Pechino (Cina) e del Centro Nazionale di Gerontologia – Istituto di Medicina Geriatrica dell'Accademia Cinese delle Scienze Mediche. La lesione del paziente si presentava come una macchia rossa con un diametro di 12 millimetri, sormontata da due noduli consistenti di colore scuro e da una crosta superficiale. La lesione è stata rimossa chirurgicamente e la biopsia è stata sottoposta ad analisi istologiche. “L'esame microscopico ha rivelato noduli tumorali composti da cellule basaloidi con caratteristica disposizione a palizzata periferica e granuli di melanina all'interno dei nidi tumorali”, hanno scritto il professor Chang e il collega in un comunicato stampa, portando alla diagnosi di basalioma. “Sebbene il carcinoma basocellulare sia la neoplasia cutanea più comune, il coinvolgimento digitale è relativamente raro a causa della mancanza di strutture sebacee”, hanno specificato i dermatologi nell'abstract dello studio.

L'ISS spiega che il basalioma “può essere provocato da diversi fattori di origine ambientale, costituzionale, familiare o essere determinato dal contatto con sostanze chimiche”, ma il principale fattore di rischio è rappresentato proprio dalla prolungata esposizione ai raggi ultravioletti della radiazione solare. Esiste una chiara correlazione tra le scottature prese durante l'infanzia e l'adolescenza (ma non solo) e il rischio di sviluppare questo tumore in età adulta. Se si esclude il melanoma, l'80 percento dei tumori della pelle è rappresentato proprio da basaliomi, che nella quasi totalità dei casi (95 percento) si manifestano dopo i 40 anni. L'Istituto Humanitas spiega che anche l'esposizione ad agenti chimici come l'arsenico, i raggi X e malattie genetiche (come la Sindrome di Gorlin) possono catalizzare il rischio di sviluppare questa neoplasia.
Fortunatamente si tratta di un tumore che molto raramente dà vita a metastasi diffondendondosi ad altri siti dell'organismo, il processo che rende il cancro così letale. “Il basalioma si sviluppa localmente e tende a rimanere circoscritto e a non diffondersi a distanza (metastasi) se non molto raramente (0.003 – 0.5% dei basaliomi)”, evidenzia l'ISS. Gli autori dello studio spiegano che, seppur raro, il basalioma digitale è reale ed è necessaria la diagnosi differenziale per distinguerlo da altre forme neoplastiche, come “tumori melanocitici, carcinoma a cellule squamose, malattia di Bowen e carcinoma a cellule di Merkel”. Per questo è così importante la biopsia, sebbene siano preziose anche dermatoscopia e microscopia. I dettagli della ricerca “Digital Basal Cell Carcinoma” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Skin.