Asteroide appena scoperto in avvicinamento alla Terra il 6 settembre 2026: altri passati nelle ultime ore
Domenica 6 settembre 2026 un asteroide scoperto nei giorni scorsi transiterà nei pressi della Terra in tutta sicurezza. Il sorvolo, infatti, avverrà alle 18:40 del Tempo Coordinato Universale (UTC) – le 20:40 in Italia – a una distanza di 0.006977 UA. Poiché una Unità Astronomica è pari a circa 150 milioni di chilometri, la distanza che separa il centro della Terra da quello del Sole, il sasso spaziale transiterà sulle nostre teste a una distanza di circa 1 milione di chilometri, pertanto non c'è alcun rischio di impatto con la superficie terrestre.
A rendere rilevante questo transito il fatto che l'asteroide, ufficialmente chiamato 2026RD, è stato scoperto all'inizio di settembre ad altri sassi spaziali che stanno tutti compiendo passaggi più o meno ravvicinati al nostro pianeta. L'asteroide 2026RF, ad esempio, ha un diametro stimato fino a 60 metri ed è stato identificato la prima volta il mercoledì 2 dall'osservatorio robotico MARGO – Nauchnyi in Crimea; se questo oggetto avesse puntato la Terra sarebbe stato un grosso problema, dato che parliamo di un cosiddetto “killer di città”, ovvero di un asteroide in grado di cancellare in un istante un'intera metropoli in caso di impatto. Non avremmo potuto evitare la potenziale collisione in alcun modo, non solo alla luce dello scarso preavviso, ma anche perché non abbiamo nulla di pronto per colpirlo e provare a deviarlo. Fortunatamente alle 12:09 ora italiana di oggi è transitato a una distanza di sicurezza di 0.026237 UA, dunque molto più ampia di quella di 2026RD, il cui passaggio, come indicato, è atteso per domani.
Anche l'asteroide di classe Apollo 2026RD è stato scoperto il 2 settembre, ma dal sistema di sorveglianza Mount Lemmon Survey (MLS) del Catalina Sky Survey sito in Arizona, negli Stati Uniti. Questo sistema robotizzato identifica continuamente nuovi asteroidi non ancora catalogati dal Minor Planet Center, l'organo ufficiale dell'Unione Astronomica Internazionale deputato alla classificazione dei piccoli corpi celesti. Il sasso spaziale che transiterà domani nei pressi della Terra ha all'incirca le dimensioni di un autobus, fino a 12 metri circa, secondo le stime indicate dal Near-Earth Objects Coordination Centre dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dal Center for Near Earth Object Studies (CNEOS) del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA.
Più o meno sono le dimensioni della famigerata “meteora di Chelyabinsk” che esplose nei cieli della Russia sull'omonima località il 15 febbraio 2013. L'oggetto si disintegrò per ablazione nell'atmosfera, tuttavia la colossale onda d'urto provocò circa 1.500 feriti in una vasta area scarsamente popolata, principalmente per la distruzione dei vetri delle finestre. Un meteorite di circa 500 chilogrammi fu ripescato poco tempo dopo in un lago della zona.
Nuovi asteroidi che passano vicino alla Terra vengono scoperti di continuo, grazie ai sistemi di sorveglianza sempre più sofisticati e capillari. Secondo gli esperti, tuttavia, non è questione di se saremo colpiti, ma di quando. Sebbene sia stato dimostrato che la deviazione per impatto cinetico funziona, grazie alla missione DART della NASA, la Difesa Planetaria non ha ancora un sistema per proteggerci da asteroidi scoperti “all'ultimo secondo”. 2026RD, 2026RF, 2026RG e 2022RK sono stati tutti rilevati negli ultimi giorni e stanno compiendo passaggi sicuri in queste ore, ma se avessero puntato la Terra non avremmo avuto modo di difenderci, soprattutto da un paio di essi, che hanno dimensioni sufficienti per creare danni locali di un certo rilievo.