Aperta la caccia alla coturnice in Trentino: permesso l’abbattimento di 77 uccelli
Dal primo ottobre 2026 è aperta la caccia alla coturnice (Alectoris graeca) in Trentino-Alto Adige, dove per l'attuale stagione venatoria i cacciatori hanno ottenuto il permesso di abbattere 77 esemplari. È il numero più alto da circa due decenni, una concessione che segna un ulteriore passo indietro nella tutela di questo meraviglioso uccello di montagna, appartenente alla famiglia dei Fasianidi (Phasianidae) e all'ordine dei Galliformi. La coturnice è infatti una specie in cattivo stato di conservazione, «a causa di una contrazione di areale e di popolazione e per il degrado e la riduzione del suo habitat ottimale», spiega la Lipu. In Trentino si trova la sottospecie alpina (Alectoris graeca saxatilis).
L'ultimo censimento condotto nel 2020 dagli ornitologi che curano la Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) indica che la popolazione complessiva di coturnice è in declino. A livello globale si stimano tra i 79.600 e i 154.200 esemplari adulti di questo uccello, il cui areale di distribuzione è limitato al Vecchio Continente e, più nello specifico, all'Italia e ai Balcani. Nel nostro Paese vive circa un quarto della popolazione mondiale nidificante, distribuito tra Alpi e Appennino centrale e meridionale. In Sicilia si trova una sottospecie (Alectoris graeca whitakeri) che future indagini genetiche e morfologiche potrebbero definire come nuova specie, rendendola di fatto uno dei pochi uccelli endemici d'Italia (cioè che vivono solo nello "Stivale").
In una dichiarazione citata da Il Dolomiti, il capo delegazione della Lipu di Trento, Sergio Merz, ha affermato che la coturnice è in difficoltà anche in Trentino, aggiungendo che la specie è inserita tra le SPEC 1 (Species of European Conservation Concern). Si tratta di un elenco che racchiude le specie a maggior rischio e minacciate a livello globale in base ai criteri di BirdLife International, di cui la Lipu rappresenta la sezione italiana sin dal 1994. La popolazione europea di coturnice è stimata in 25.000-37.000 coppie e anch'essa è in declino; quella italiana comprende invece tra le 8.000 e le 12.000 coppie, pari a circa il 25 percento della popolazione mondiale. Proprio per questo Merz sottolinea l'elevata responsabilità dell'Italia nella tutela della specie.
Nonostante il cattivo stato di conservazione e il costante declino della coturnice, il Comitato faunistico del Trentino continua ad approvare gli abbattimenti. In passato l'autorizzazione fu concessa a seguito degli esiti riproduttivi positivi riscontrati in alcune aree, ma le associazioni ambientaliste si sono sempre opposte a questa narrazione; invece di valorizzare i dati positivi per permettere alla coturnice di risollevarsi e uscire dal cattivo stato di conservazione, si concede alle doppiette di abbattere gli animali, limitando la potenziale ripresa della specie. Tra le principali minacce affrontate dalla coturnice figurano il disturbo antropico, la distruzione degli habitat, il cambiamento climatico e la caccia.
Merz sottolinea che la caccia alla coturnice e al fagiano di monte (Lyrurus tetrix), anch'esso coinvolto negli abbattimenti in Trentino con una concessione per 408 esemplari, «non ha alcuna motivazione o scusante verso l'opinione pubblica», come quelle che vengono avanzate per giustificare gli abbattimenti di cinghiali e altri animali. In sostanza, siamo innanzi a una concessione per permettere ai cacciatori di "divertirsi" facendo il tiro al bersaglio.