“Come città di Firenze abbiamo deciso di organizzare nelle prossime settimane un piano di coinvolgimento volontario di artigiani, restauratori, architetti fiorentini per dare da subito il nostro apporto alla popolazione francese e a Parigi per una ricostruzione che sia veloce e che sia anche il simbolo di come l'occidente, la cultura occidentale è forte, coesa e sa riconoscere e recuperare i propri simboli di bellezza e di cultura”: all’indomani dell’incendio che ha avvolto la cattedrale di Notre Dame la città di Firenze tende la mano a Parigi. Ad annunciarlo è il sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella. Che ha aggiunto: “Vedere cadere le guglie è stato un dolore inimmaginabile, anche perché Firenze come Parigi è Patrimonio dell'umanità e sappiamo come un dramma di questo tipo non colpisce solo la popolazione parigina e francese, ma tutto il mondo”. Nardella ha fatto sapere di aver inviato un messaggio di cordoglio alla sindaca parigina Anne Hidalgo “di cui apprezzo la passione e l’amore che ha verso la propria città”.

Lunedì sera, mentre Notre Dame ancora bruciava, il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un appello per una raccolta fondi e per trovare “le migliori intelligenze” per la ricostruzione. E dall’Italia Palazzo Vecchio ha quindi deciso di rispondere subito con i suoi artigiani, restauratori e architetti pronti ad aiutare Parigi. A farsi avanti anche la Galleria degli Uffizi, l’Opera del Duomo di Firenze e l’Opera primaziale pisana. “Siamo tutti vicini alla Francia e alla Chiesa cattolica – ha detto Eike Schimdt, direttore degli Uffizi – Dobbiamo tutti quanti impegnarci per dare una mano, senz'altro lo farò anche io. Notre Dame sarà da ricostruire e servirà un lavoro di almeno un decennio. Sarà un lavoro che richiederà la collaborazione di tutti”.